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di Colombia, avrebbe voluto terminare  quel breve riepilogo con una domanda. Quella che non dovresti mai fare, scaramanzia o meno. 
Infatti, non la fece. 'Che altro potremmo volere, Ken?'
Ce l'aveva ancora in testa, la lingua in posizione e l'aria pronta a lasciare i polmoni, quando la risposta arrivo' a precederlo. 
Non fu telepatia. Il detonatore era programmato per le dodici e ventotto in punto di quel venerdi'. Le lancette dell'orologio senza cifre della Sala Bianca segnavano gia' le dodici e trenta. Dove cazzo credevano di andare cosi' in fretta? L'immenso boato dell'Apocalisse le strappo' dal quadrante e, per castigo, le fece planare nell'inferno di frattaglie e merda che Boondoggle stava spargendo sul pavimento.  
La pelliccia di orso polare venne alzata dalla spostamento d'aria, e sembro' quasi ergersi sulle zampe posteriori, le mascelle spalancate, grondanti sangue.
Chris McLohan, sette anni, aveva appena finito di mangiare tutta la pappa, da bravo bimbo, e sedeva in giardino, a tre chilometri dal palazzo della Disney Entertainement, leggendo l'ultima avventura di Donald Duck. Senti' la terra tremare e un tuono riempire il cielo. Cadde dall'altalena e si fece la bua al nasino, ma non si spavento', non pianse. Meritava un premio. Ma i Cavalieri dell'Apocalisse non sono Babbo Natale, e la testa di un signore sconosciuto, la bocca spalancata in un grido di terrore, fu il miglior regalo che riuscirono a depositare sulla tenera erbetta vicino allo scivolo.
Martin Finnagel perse l'uso della parola. La sua voce resto' intrappolata nel candido apparecchio telefonico della Sala Bianca e fu sbranata dall'esplosione. Sebbene seduto nella sua casa, dall'altra parte degli Stati Uniti rispetto a Burbank, il futuro successore di Hassanal Bolkiah, sultano di Brunei, senti' che una forza superiore gli infilava la mano in gola per annodargli le corde vocali, mentre il pugno di Sonny Liston usciva dalla cornetta sotto forma di tuono e andava a sfondargli il timpano dell'orecchio destro.
Mai mettere il nemico con le spalle al muro. Chi non ha via di scampo lotta fino alla morte.
Osama Net Laden, privato del potere telematico da Crusade Y2K, era ricorso al buon vecchio Bum Bum, la musica preferita di tanti suoi predecessori.
Aveva fatto le cose in grande, senza badare a spese.
Nemmeno una parete del grattacielo Disney rimase in piedi. Tra la polvere delle macerie, piu' fine della sabbia del deserto, la cosa piu' integra era il braccio di un disegnatore, il pennarello ancora stretto tra le dita, puntato verso il cielo come la fiaccola della Statua della Liberta'

***

- Allora, Rafiq, come vanno le cose da te? Siete arrivati in tempo?
- Si', capo, qui e' tutto bloccato. Stampanti, computer, camion per la distribuzione. Tutto.
Osama Net Laden sbuffo' nel ricevitore: - Perfetto. Ricordati che non una sola copia di quel giornalino deve uscire da li', capito? Bruciatele tutte, non deve restarne niente. "I salvatori di Paperopoli" non e' mai stata disegnata, l'nsa non ha mai catturato quel papero...
- D'accordo, capo. Bruciamo tutto.
Il Gran Sceicco aumento' l'intensita' del ventilatore, quindi schiaccio' un altro pulsante.
- Abbas, mi senti? 
- Forte e chiaro, capo.
- Procediamo. Le stampanti non si sono rifiutate di riprodurre la storia di quei bastardi, segno che "Paperopolis 2000 (tm)"e' del tutto neutralizzato. La prossima avventura la scriviamo noi. Come va con il vecchio?
Abbas lancio' un occhiata all'uomo che gli sedeva di fronte. Poteva avere novant'anni, ma li portava piuttosto bene. Almeno, non era schiattato subito, quando erano entrati in casa sua e gli avevano puntato un Uzi in mezzo agli occhi.
- Piuttosto bene, capo. Ha l'artrite che gli annoda le dita, e ci vorra' un bel po' prima che finisca. Pero' non ha opposto molta resistenza, dice che quelli della Disney stavano sul cazzo pure a lui, che hanno travisato la sua opera, che lui voleva fare una satira dello stile di vita americano, invece quelli...
- Hai studiato troppo, Abbas, te l'ho
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