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pensare che il nascondiglio del Grande Vecchio fosse proprio sotto il culo del nemico!
Non c'e' un minuto da perdere.
- Paperino! - Gastone si sporge dalla finestra e indica sotto.
Mi affaccio e vedo Paperoga e Anacleto bersagliati dal fuoco degli sbirri. Il sistema di olospecchi e' saltato. Quel bastardo d'un beduino! Li vedo correre verso la porta, sono troppo lontani, Anacleto cade, l'hanno colpito, cazzo, Gastone molla un'altra scoreggia mefitica accompagnata da qualcosa di liquido. Anacleto continua a sparare in ginocchio, Paperoga e' gia' al portone, si volta, no, coglione, non tornare in dietro. La testa di Anacleto salta per aria e il cervello vola in faccia a Paperoga, che rimane di sasso. Si infila dentro e spranga tutto.
- Bastardi! 
Raccolgo il cadavere di Pico De Paperis e lo scaravento giu' dalla finestra. Occhio per occhio. Sento il crock della testa che si rompe sul selciato.
Gastone e' ormai una latrina ambulante, si fa fatica a stargli vicino.
- Puzzi come il cesso di Nonna Papera! 
- Scusa, ma non riesco a smettere.
Paperoga esce dall'ascensore tutto rosso di sangue. Ha il cervello del povero Anacleto spappolato su tutta la faccia. 
- Io li ammazzo tutti! Cazzo, li ammazzo tutti quanti!
E' andato fuori di testa. Ha uno sguardo allucinato che non gli ho mai visto. 
Si avventa sul maggiordomo di De Paperoni e gli spacca la testa col calcio del mitragliatore. 
Lo blocco prima che possa sparare allo ziastro: - Fermati! Il vecchio puo' ancora servirci vivo. Adesso devi venire con me. Dobbiamo salvare Archimede.
A Gastone: - Resta qui. E tieni gli occhi aperti su quello che succede fuori.
- Qui! Quo! Qua!
- Eccoci Comandante Zio!
Consegno una bomba a mano a ciascuno: - E' venuto il momento di dimostrare se valete davvero qualcosa o se siete soltanto delle merde.
Mi infilo la pistola in cintura e spia'no l'uzi.
- Pronti? 
- Un attimo. - Paperoga si strappa il berretto e lo getta via, rivelando pochi capelli inzuppati di sangue e materia grigia. - Era un pezzo che dovevo farlo - quindi si pettina all'indietro fino ad ottenere una calotta rossastra e appiccicosa. Imbraccia il mitra ed e' pronto.
I nipotini seguono in fila. 
Faccio strada.
- Andiamo.

- 10 -


Quando le porte dell'ascensore si aprono, salto fuori con le armi spianate. Sotto il deposito c'e' una stanza blindata collegata con l'esterno da un tunnel segreto, che porta direttamente fuori citta'. Dobbiamo fare uscire Archimede.
Mi fermo di fronte alla porta, simile a quella di una grossa cassaforte. Batto col calcio dell'uzi: - Archimede sei la' dentro? Apri, cazzo, sono Paperino!
Sento il rumore delle serrature in acciaio che scattano, si apre una fessura e appare Edi.
- Edi, meno male, allora siete davvero qui.
La lampadina ci fa strada dentro la stanza segreta. E' stata riadattata a laboratorio, ci sono monitor e apparecchiature informatiche dovunque. Archimede e' seduto a uno dei tavoli. Un dromedario A gli tiene una pistola puntata alla tempia.
Un accento del deserto: - Fine della corsa, cow boy. 
Edi alza le spalle, non ha avuto scelta.
Archimede mormora: - Mi dispiace, Paperino. 
- Zitto, pennuto! - urla l'arabo. 
Da dietro i macchinari escono altri tre dromedari A con i mitra in mano. 
Io e Paperoga alziamo le armi. Loro ci tengono di mira. Noi li teniamo di mira.
Stallo.
Sento il sudore colarmi dalle sopracciglia.
I nipotini si pigiano dietro di me.
Quello che tiene di mira Archimede parla per tutti: - Gettate le vostre armi e arrendetevi. Altrimenti il vostro capo compira' l'ultimo volo all'inferno.
- Col cazzo, gobbo di merda! Appena abbassiamo le armi i tuoi ci falciano come burattini!
- Non avete scelta, paperi. Per voi e' finita. - stringe tra le mani un cd.
- Siamo in possesso dell'ultima copia di Paperopolis 2000  . Ci basta distruggere l'hard disk del vostro capo e voi tornerete ad essere delle marionette nelle mani dell'America. 
La tensione si taglia con il coltello. Che fare?
- Stai commettendo uno sbaglio, caro il mio Ali'
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