<A HREF="canard010"><</A>
"interventi riparatori". Man mano che la vedeva illordarsi, pensava alle centinaia, migliaia forse, di procedure, gesti, tecniche che, strato dopo strato, avrebbero cancellato ogni traccia sensibile. Prima di ricominciare da capo.
Non c'era la voce pompinesca di Miss. Graham a scivolargli sotto le palle, e neanche il ciuffo di Foggybottom era piu' cosi' impomatato, quando glielo portarono legato, imbavagliato, marcio di sudore e terrore inconsapevole. 
Sam Sleazebag jr., figlio di "Bulldog" Sam, boss dei docks del New Jersey, avvolto in una tunica bianca fino alle caviglie, sciolse l'espressione impassibile in un sorriso poco rassicurante.
- E' bene che premetta pochi, essenziali chiarimenti allo scopo di risparmiarti goffe e frustranti comunicazioni, il cui effetto, Andy, sarebbe solo di farci perdere tempo prezioso. 
La tua servile fedelta' alla Disney e alla mia persona, non e' argomento all'ordine del giorno. In altre parole, non me ne frega un cazzo di quali intenzioni o interessi tu abbia sinceramente perseguito. "Paperopolis 2000 (tm)"e' stata una tua idea, tre anni fa eri tu il capoccia dell'Ufficio Progetti. Ora il tuo culo e' mio.
Oh, ma era di mia proprieta' anche prima, sai. Cosa credi che rappresentino quegli esorbitanti fuori busta che ti vengono periodicamente elargiti in aggiunta a un contratto che da solo risanerebbe il debito dell'Angola?
Foggybottom piangeva a testa china. 
- Diciamo... indennita' di rischio, - riprese Sleazebag, ieratico - il calcolo forfettario della dedizione assoluta. Piu' o meno come il meraviglioso mondo che abbiamo creato. Si arriva, si prende posto sulla scena, si fa fortuna, auto di lusso, sorrisi smaltati, nessuno ci puo' scalzare. Ma poi il dimenticatoio arriva in fretta, i sorrisi sfumano e si sparisce dalla scena. "Paperopolis 2000 (tm)", si', e' cosi' che volevi fottermi? 
Sfilo' un largo bastone piatto da sotto la scrivania.
- "Il nostro assestamento definitivo nel virtuale", e' cosi' che dicevi, vero? Ti ammirerei se fosse farina del tuo sacco. 
Scuoti la testa? Dici di no? Non ne sai niente? Sarebbe ancora piu' spiacevole se tutto questo vomitevole bordello stesse avvenendo per caso! 
E comunque io devo inviare dei segnali, signor Foggybottom, dei segnali chiari a chiunque possa intendere. 
Lo colpi' forte, di taglio, poco sotto il ginocchio destro. L'urlo soffocato dal bavaglio avrebbe spaventato un vampiro. 
- E poi devo ritrovare equilibrio, fiducia interiore, pace, per poter riportare ordine in questo letamaio.
Lo colpi' di nuovo, all'altra gamba, nello stesso punto. Foggybottom svenne. Puzzava di merda, che gli colava dai pantaloni italiani da quattrocento dollari, insieme al sangue delle fratture scomposte di entrambe le tibie. 
Mentre Philo, il suo autista tongano da centotrenta chili risvegliava il povero Foggybottom con alcune vigorose secchiate d'acqua, Sleazebag jr. non pensava ad altro che a quella pozza di sangue, piscio, escrementi e umori, vomito, impronte e capelli che andava allargandosi sotto le scarpe. Pensava al sistema a comando elettronico di dodici idranti, pensava alle decine di detersivi, sostanze, polveri, agli aspiratori, ai vaporizzatori, agli essiccatori e ai deumidificatori, che bisognava impiegare per cancellare tutto quello schifo.
La maschera deforme di Foggybottom ora rantolava e sputava saliva e bile. 
Sleazebag gli poggio' una mano sulla spalla fradicia.
- Allora, Andy, e' sicuro che nessun uccellino sia venuto a cinguettare "Paperopolis 2000 (tm)"sul tuo davanzale?
Foggybottom scosse la testa come un Parkinson agli ultimi giorni. 
- Diciamo che ti credo, forse non e' cosi' importante. Ma vediamo, sei stato tu a curare direttamente con grafici e programmatori. Dov'e' il progettista del software? 
- Bangalore - fu la risposta di Foggybottom, ma assomigliava piu' a un rutto.
- Bangalore, in India, ottimo. Sara' stato qualcuno di tua fiducia. Un genio a basso costo. Come si chiama? 
Foggybottom, questa volta sibilando: - Sono in otto. Dai quattordici ai
<A HREF="canard012">></A>