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Gastone chiede di parlare con te.
- Gastone? Che cazzo vuole quel bavoso stereotipo...- A quanto pare "Paperopolis 2000 (tm)" prevede che ci incontriamo. Gastone e' completamente determinato dal programma, quindi...
- Non lo so, ma e' qua fuori, sta sventolando una bandiera bianca, dice....
Mi precipito sul terrazzo del deposito, mentre ordino a Zio Paperone di attivare gli altoparlanti esterni e passarmi un microfono. Niente, e' completamente disconnesso, non reagisce piu', culla i dobloni cantando una ninna nanna.
- Pionieri di Paperopolis 2000 , presto, date un'occhiata al quadro comandi e trovate l'interruttore dell'altoparlante.
- Subito... 
-...Comandante en jefe...
-...Paperino!
Punto il binocolo di De' Paperoni sui fianchi della collinetta. Eccoli li', il cugino. Tamburello sul microfono. Un, due, tre, PROVA. Perfetto, sono in linea.
- Gastone, ti avverto che stai calpestando il territorio della Repubblica Democratica dei Pennuti di Paperopolis 2000 . Qualunque gesto ostile verra' contrastato con la forza. Ti do cinque minuti per spiegare cosa ci fai da queste parti, poi le mie guardie apriranno il fuoco.
Fuori onda, un sussurro all'orecchio di Mitraglia: - Tu e Paperoga cercate di prenderlo alle spalle. Un prigioniero del suo calibro ci farebbe molto comodo.
La voce del cugino, distorta dal megafono: - Paperino, sono venuto a dirvi che anche io sono libero dai comandi della Disney. Finora non avevo mai avuto il coraggio di uscire allo scoperto, continuavo a fare quello che dovevo, avevo paura delle conseguenze...Ora il vostro esempio mi ha illuminato, cugino! Ho deciso di mettere la mia fortuna al servizio del popolo...
Oh, cazzo! Com'era possibile? Il programma di "Paperopolis 2000 (tm)"non aveva mai generato una reazione simile nei suoi personaggi. C'era solo un modo per scoprire se Gastone stava facendo sul serio:
- Bene, cugino, se davvero sei convinto di quello che dici, ripeti con attenzione quello che sto per dire: "Se arrivera' Leni'n, faremo una gran festa: andremo dai signori, gli taglierem la testa".
Ripete tutto, parola per parola. No, non basta. Anche una macchina e' in grado di ripetere. Provo con una domanda? Nemmeno, puo' essere programmato per rispondere. Una battuta di spirito? Oppure, no, proviamo questa: - Bene cugino, i cinque minuti stanno per scadere. Un'ultima cosa: Tu sai che la condizione per entrare nell'Esercito di Liberazione dei Pennuti e' conoscere a memoria il Capitale di Marx. Rispondi o muori: Come inizia il quinto capitolo del secondo libro?
Un attimo di silenzio: - Non lo so, cugino. Ma cos'e' questa storia, vi siete bevuti il cervello la' dentro?
Non sta bluffando. Almeno, non credo. Altrimenti, avrebbe fatto di tutto pur di rispondere. Avrebbe usato il suo cervellone di silicio, piu' Internet e l'Encyclopaedia Britannica e Amazon.com...
- Paperoga! Mitraglia! Non e' piu' necessario intervenire contro Gastone. Lasciatelo entrare. La schiera dei Paperi Liberi puo' contare su un nuovo membro...

- 6 -

Qualcuno doveva cominciare a pagare. 
Volevano vedere fin dove Sam Sleazebag era disposto ad arrivare? Bene. 
Avevano forse deciso di inchiappettarlo? Bene un cazzo. 
Fisso' il soffitto della Sala Bianca della sua residenza privata. Una stanza di sei metri per quattro pressoche' vuota, priva di prospettiva, solo tre sedie e una lunga scrivania rettangolare, bianca, come le pareti e ogni angolo e ovunque. 
La vignetta vuota. Lo spazio del potere assoluto. Una lotta incessante, la simulazione perfetta della complessita' della guerra quotidiana. Provateci voi, penso' Sleazebag, a tenere un ambiente totalmente bianco, sterilizzato, asettico, impermeabile, deumidificato, a prova di acaro o pelo di culo di cane. Provateci. Un inferno di dettagli imprevisti, coaguli, piccoli addensamenti, perdite impercettibili.
Centomila dollari di tecnologia e manutenzione all'anno, su un impianto che costa otto volte tanto, per contrastare il caos e la sua continua autorganizzazione. 
Era li' che compiva i suoi
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