<A HREF="canard005"><</A>
mondo di paperi uguali, liberi e felici.
Felici. Da quando ho indicato a Paperoga cosa si nasconde sotto il piumaggio candido tra le zampe, lo sento gemere ogni tanto: "la figa...". Poveretto. Poveri tutti noi! Nessuno a Paperopoli ha mai fatto sesso. Ma ci rifaremo.

Li vedo addensarsi come uno sciame di insetti. Lo SWAT di Paperopoli. 
C'era da aspettarselo. La raffinatezza della Disney. Proviamo subito con la forza, avranno pensato. Cosi' ci leviamo il dente.
Prendo a calci nel culo Paperone. 
 - Vecchio Papero bastardo, ora metti in funzione tutti i sistemi di difesa di cui e' dotato il deposito. Non fare scherzi, ti ucciderei volentieri a sganassoni.
Il mio odio per il vecchio e' feroce e complesso. 
Non e' un sentimento puro, univoco. Odio tanto quello che simboleggia quanto la sua sordida presenza fisica. Il corpiciattolo piumoso, giallastro. La palandrana. La tuba. Gli stupidi occhialini tondi sul becco. Le ghette!
Qui, Quo e Qua (non so in quale ordine) sembrano intimoriti. La fase giocosa ha lasciato il posto alla perplessita'. Non hanno mai vissuto un'avventura del genere. Il loro condizionamento ideologico sta crollando.
"e ora..." "...che facciamo..." "... zio paperino?"
Le loro piccole menti non sono ancora pronte. Sono un potenziale pericolo. Si esprimono ancora in maiuscolo. Pare che non recepiscano nessuna frase che non termini con un punto esclamativo. Cazzo!

Paperone geme e si lamenta, e armeggia con le leve e i pulsanti del quadro di comando. I monitor si accendono e mostrano i bastardi che si avvicinano al deposito da quattro lati. Si levano paratie di acciaio, si aprono fossati in cui sguazzano caimani dalle mascelle ipertrofiche, sorridenti. Il primo assalto e' respinto. 
Ed e' stato proprio il Vecchio Papero a respingere i "liberatori".
Avro' qualche ora di relativa tranquillita', pare. 
Lego il vecchio di nuovo.
Sembra completamente prostrato. L'inimmaginabile e' accaduto. I servi si sono ribellati! Non posso fare a meno di sghignazzare. Lo faccio con gusto, anzi.

Eccomi riconsegnato all'attesa degli eventi. Mi passano per la testa pensieri molto, ehm, diretti, per risolvere l'incognita dei nipotini. Ma devo essere razionale, non farmi trasportare dal risentimento o dalla paura. Qualcosa mi dice, invece, che quei tre paperottoli potrebbero avere un ruolo, in questa faccenda, un ruolo positivo, intendo. Se solo riuscissi a decondizionarli, si trasformerebbero probabilmente in guerriglieri fanatici, pronti a tutto... o in ottime spie, come sono spesso i bambini. 
Deus ex machina, in puro stile Disneyano:sui monitor appare all'improvviso la figura di Archimede, il "cappello da inventore" sulla testa circonfusa di un alone di santita' rivoluzionaria.
Sembra che l'inventore sia in presa diretta con il mio flusso di coscienza. Il Grande Vecchio dell'insurrezionalismo paperopolese non cessa di stupirmi. 
- Paperino, porta i tre nipotini davanti al monitor. Tentero' un decondizionamento a distanza con il mio Acceleratore di Consapevolezza, l'arma che dovremo usare per liberare tutta Paperopoli dalla schiavitu' della Disney. Una volta decondizionati e ideologizzati, liberali (fallo passare come un gesto di buona volonta', ed esigi una contropartita), e segui il piano che sto per rivelarti. Avvicinati.
Obbedisco e porgo buffamente l'orecchio (privo di padiglione auricolare e coperto di piume) al monitor. Paperone geme e smania. Mi giro su me stesso e lo colpisco con violenza sul fetido beccaccio arancione. Un rivolo di sangue esce dai buchi sul becco, le narici. Gli occhialini tondi volano chissa' dove. 
Archimede prosegue. 
- Ascolta. Ora tu devi psst e psst...
La scena sfuma.
- 4 -

L'interfono emise il solito ronzio, poi la voce di Miss Graham scivolo' come miele sulla scrivania di Sam Sleazebag. Il presidente devio' con una mano la consueta erezione, mentre l'indice dell'altra spingeva il tasto verde - Dica pure, signorina...
- Mister Sleazebag, c'e' qui un signore che desidera parlarle... un certo Mr.
<A HREF="canard007">></A>