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passando al setaccio tutte le avventure di Donald Duck degli ultimi sei mesi, per trovare eventuali avvisaglie della ribellione. Ribellione che, e' bene precisarlo, non sembra collegata a irregolarita' nella registrazione del copyright, ha coloriture politiche di estrema sinistra e ha un timbro piu' "colto" di quella verificatasi a Topolinia. 
Secondo Andy Foggybottom, dell'Ufficio Personale, il tono adottato da Donald Duck ricorda molto da vicino la retorica dei Wobblies, un sindacato anarco-comunista molto attivo nei primi decenni del XX secolo. Foggybottom consiglia di informare l'FBI, ma e' una decisione di cui preferirei non assumermi la responsabilita'. Sospetto che la presenza dei Federali nei nostri stabilimenti porterebbe a un rapido deterioramento d'umore tra le maestranze.
Quanto alla frase in lingua straniera, sembra essere un verso del poeta francese Arthur Rimbaud, e puo' essere resa con "Fuck Beauty!". Ho cercato di convocare questo tizio nei nostri uffici, per capire se e' coinvolto di persona, ma mi hanno detto che e' morto da un centinaio d'anni, inoltre pare non abbia mai messo piede negli States.
Sto facendo del mio meglio perche' queste notizie non trapelino all'esterno: se i sindacati ne fossero messi al corrente, potrebbero anche accreditarsi come rappresentanti di Donald Duck in un'assurda vertenza. L'AFL-CIO sarebbe capace di eleggerlo paladino dei lavoratori d'America. Un'anatra vestita da marinaio! 
Attendo istruzioni.

Aaron
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Ecco il titolo: "Paperino e i masnadieri". Rosso fiamma, contro un cielo suburbano. E io esco da casa mia con le mani in tasca e l'aria afflitta. Ve lo caccio nel culo! Manco ve l'immaginate, come vi rovino sta storiella. Cos'e' che devo dire adesso? 
"sob! e' una bellissima giornata, tutti vanno al lago e a me invece tocca lucidare una ad una le monete di zio paperone!". 
Che si fotta, zio Paperone. 
Dietro di me, i nipotini. Comincia a parlare uno dei tre, non so nemmeno quale: 
"non ti preoccupare, zietto, ci siamo noi a darti una mano. Questo lavoro casca..."
Prosegue un altro: 
"...proprio a fagiuolo, dobbiamo fare una ricerca di numismatica pe r..."
termina l'ultimo: 
"...la professoressa Gippytummy. Faremo senz'altro un figurone!".
La solita merda secca, da decenni e decenni. Le stesse, grottesche minchiate. Fanno le elementari da sempre, o le medie, checazzoneso'. Non cresceranno mai. Ah, ma se credono che li manterro' per sempre! Non sono niente per me. Cazzo, non so nemmeno distinguerli, so solo che uno ha il berretto verde, uno ce l'ha rosso e il terzo ce l'ha blu! Recitano la stessa, vecchia parte. Il copione stabilito da Carl Barks, "genio dei comics", "grande creatore dell'universo dei paperi..." etc. etc. 
Io esistevo gia' prima di Barks. Sono stato concepito da altri, e allevato da un italiano, un certo Taliaferro. Chissa' perche' Barks mi ha circondato di padroncini, yes-men e leccaculo dell'imperialismo. Paperone, Gastone, Paperina... Li odio tutti, facce di cazzo! 
Ma non ce l'ho con lui. Era un salariato, costretto all'anonimato, e aveva sul collo il fiato del fottuto zio Walt. 
Tre mesi fa sono andato alla Biblioteca Comunale, ho chiesto le opere di Carl Barks. La tipa, che e' un po' sorda, mi ha portato i libri di un altro tizio, Karl Marx. 
Una lettura sconvolgente. Ho capito tutto: la mia vita e' una merda, sono sfruttato da una delle piu' grandi multinazionali del mondo, che fa i soldi sul mio lavoro. E in piu' mi e' toccata la parte del cretino sfortunato. Ho annunciato lo sciopero, non mi hanno dato risposte. Adesso comincia il sabotaggio. Ma prima devo arrivare al deposito del vecchio bastardo. 
E' in cima alla collinetta, circondato dai cartelli "Fuori dai piedi!", "Keep Out!" etc. etc. Ho sempre odiato l'arroganza di quel cassone con la "$" sbattuta in faccia alla citta'. 
A questo punto avrei gia' dovuto recitare tre battute, ma sono rimasto muto per ben quattro vignette. I lettori si staranno gia' spazientendo. Qui, Quo e Qua tacciono, non sanno
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