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Si chiamava Irina.
Compagno Gap, Irina mi dice che e' desiderosa di trascorrere la notte con te, sai, cosi', a conversare. Che devo risponderle?
Cosa devi risponderle? Dille che e' la cosa piu' bella che mi capita tra le mani da quando son nato e che se la commissaria del terzo piano la fa scivolare nel mio appartamento, domani pomeriggio ti raccontera' un sacco di cose strane!
Casimiro tradusse e Irina, per tutta risposta, mi afferro' per le spalle e mi diede un bacio sulla bocca. Aveva un alito profumato di colluttorio. Solo piu' tardi mi dissero che tra i presenti c'era anche il marito, che non la prese bene, ma che potevo farci? Era stata lei a dare le carte! 
Pero' poi non successe niente: la commissaria politica mi fece notare che un comunista italiano elegante e garbato come me non avrebbe mai approfittato di un'inesperta compagna in cerca di emozioni. A tanti anni di distanza da quella notte, non so bene se rammaricarmi o fregiarmi dell'onore di essermi sacrificato per l'ideale. Cio' che sicuramente mi onora e' aver conosciuto Casimiro.
Quando tornai in Italia, portai con me solo alcune matrioske e un piccolo binocolo da teatro. 

Negli anni successivi mi sposai, diventai padre (due volte), misi su un'azienda. Furono anni migliori, piu' sereni, anche se non smisi mai di fare i conti coi miei incubi. 
Anni orribili invece per i popoli d'Indocina, di cui seguii il calvario attraverso i giornali e la televisione. 
Ho avuto anche rovesci economici, attraversato periodi di depressione, tuttavia credo di saper affrontare le avversita'. Sono ancora qui. 
Niente ha potuto cancellare le immagini, gli odori, il ricordo chimico di quell'adrenalina. Ho temuto a lungo di non poter comunicare cosa successe in quel mondo primordiale, fatto di alberi sacri, frecce avvelenate e asce di guerra. Chi avrebbe mai potuto capire? Persino ai miei cari sarei sembrato un pazzo. Quarant'anni di silenzio e lotta solitaria contro i serpenti, finche'
Irrefrenabile, con la vecchiaia e' cresciuta la voglia di raccontare, di lasciare una testimonianza a chi vorra' raccoglierla. 
Per chi era con me in quella giungla. 
Per Budrio, chissa' dove riposano i suoi resti. 
Per i miei figli, che sappiano dove conducono i sentieri dell'odio. 
Ma ribadisco che non mi pento. Reagire ai soprusi e' umano. 
Forse ora i serpenti smetteranno di strisciare. 
A volte, nelle serate terse, guardo verso sud, la linea blu degli Appennini che degrada sull'orizzonte. Penso alle battaglie della Trentaseiesima. Penso ai cinque continenti, sterminate distese di terra, moltitudini di uomini e donne in marcia. Ricordo, come se li avessi vissuti tutti, secoli di lotte e sangue. Mi sento parte di una comunita' universale che supera i confini e congiunge le epoche, la comunita' di coloro che prendono d'assalto il cielo. E penso al vecchio Bob, che non pote' diventare vecchio. Un giorno qualcuno s'impadronira' di quel futuro che i miei eroi non poterono conquistare. Si', penso a Bob, al comandante Bob che urla All'attacco, Garibaldi, avanti, dio boia!. 
E mi ritrovo a mormorare tra me e me: Si', dio boia, avanti.

Titoli di coda [2000]



Sulla storia di Vitaliano Ravagli:
Un sentito ringraziamento a Carlo Lucarelli, per averci presentato Vitaliano.
Grazie anche a: Loretta Federici, per l'assistenza e l'apporto "logistico"; Paolo Bernardi e Fabrizio Tampieri del settimanale imolese Sabato Sera; Avv. Giorgio Pierre Santi, per la corretta trascrizione delle frasi in dialetto imolese.

Sulla guerra partigiana e gli espatri clandestini all'est:
Ringraziamo i combattenti partigiani: "Mirco" (Graziano Zappi); "Drago" (Vittorio Caffeo); "Sole" (Elio Gollini); "Piccolo"/e Fatr (Orfeo Sabattani); "Ernesto" (Aroldo Tolomelli); "Ming" (Carlo Venturi), "Cito" (Vincenzo Martelli).  A Mirco va un ringraziamento particolare, per averci aiutato in diverse ricerche storiche.
Nerio Sarti e' un personaggio immaginario.
Grazie anche a: senatore Giuseppe Fiori
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