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nemmeno di sedersi, tanto e' svampito. Poi tiro fuori i bicchieri.
Va benissimo il succo di pera, e' il mio preferito. Ti chiedevo come vanno le cose con Travolta.
Con chi?
Con Ares.
Ah gia', che lo chiamate cosi' Va bene, si da' un gran da fare. Sai, per raccogliere la frutta non ci vuole molta esperienza, pero' Ares e' contento, dice che appena ci sono i documenti gli fa un contratto e lo assume
Tira fuori dalla tasca dei fogli e li schiaccia sul tavolo: Per quello ci vorra' un po' di tempo, vedi,  c'e' ancora qualcosa da sistemare. Ma la buona notizia e' un'altra: il ricorso al Tribunale dei minori non andra' avanti.
Non guardo neanche, tanto gli occhiali per leggere li ho lasciati chissa' dove. E poi di quelle cose da avvocati non ci capisco niente.
Glielo dici poi con lui. Dovrebbe essere qui tra una mezz'ora.
Intanto prendo la scacchiera e la appoggio sul tavolo, piano piano, per non rovesciare i pezzi. Una mezz'ora per battere Daniele dovrebbe bastare. Se poi non sta attento al barbiere, anche molto meno.
Insomma, Daniele, non ti sembra strana tutta sta cosa?
In che senso? 
Non capisce, pensa gia' alla morosa. In che sensotutta la storia, no? Dall'inizio: vieni qui a gennaio, parliamo di Soviet, e neanche sei mesi dopo la stessa branda dove dormiva lui e' di nuovo occupata. E' solo una coincidenza?
Ah, ho capito cosa vuoi dire. Mi sa che le coincidenze esistono solo per modo di dire.
La mette sul filosofico? Bene, vediamo se il barbiere colpisce ancora: fuori il cavallo.
Vuoi dire che se non era per quella chiacchierata
Muove l'alfiere. Ancora non si e' accorto di niente. Voglio direBoh, non lo so neanch'io, fammi concentrare, va' la', se no poi finisce come al solito.
Accidenti. Non deve capire che mossa ho in mente, ci vuole un diversivo. Magari cosi', esco con l'altro cavallo. Invece, niente, capisce lo stesso, un passo del secondo pedone da destra e addio barbiere.
Sto studiando una nuova strategia d'attacco, quando sento in corridoio i passi della Sina, che viene a salutare Daniele, lo bacia, come stai, come va la morosa, e quand'e' che ti sposi Un sacco di chiacchiere e tanti saluti alla partita.
Alla fine batte le mani e vorrebbe metter via la scacchiera, ma io ci pianto una mano sopra. La solita scena delle sette.
Su, su, che devo apparecchiare. Daniele, resti con noi a mangiare, vero? Ho fatto i tortellini.
La solita sbadata: Ecco, brava! Te l'ho pur detto che i tortellini non vanno bene
Mi guarda con la faccia cattiva: Ascolta, Cortesi, sono vecchia ma non sono cretina, sai? Ne ho tenuto da parte un piatto con dentro il  manzo, invece del prosciutto. Non e' proprio lo stesso, ma la differenza la sentiamo solo noialtri! 
Bene. Anche oggi ho rimediato la mia bella figura di merda.
Ma sono contento lo stesso, che da quando e' morta mia madre, non ho mai mangiato dei tortellini piu' buoni di quelli della Sina. E invece d'apparecchiare, s'e' messa dietro ai fornelli, e almeno dieci minuti di partita li abbiamo guadagnati.

Quando la porta di casa si apre, sulla scacchiera sono rimasti pochi pezzi. Un manipolo di pedoni bianchi, il cavallo, l'alfiere e una torre. I miei Neri attaccano con due regine e il cavallo. 
Daniele e' piu' concentrato del solito, direi quasi sotto ipnosi, e non sente il rumore delle chiavi nella toppa. Forse non vede nemmeno che mi sporgo verso il corridoio e urlo: Vieni, vieni, che il tuo amico sta prendendo la solita paga. Vedi se riesci a dargli una mano tu, Said.
Una partita memorabile. Il miglior scacchista ottantenne d'Italia contro un tunisino che gioca da tedesco e un avvocato innamorato. 
Speriamo solo che alla Sina non torni in mente di apparecchiare.

Epilogo



Finalmente, allo scadere degli anni Cinquanta, la famiglia Ravagli trovo' una casa tutta per se', una casa antica con i soffitti affrescati e uno scalone settecentesco. Era un po' cadente, ma ancora bella. A paragone dei Forni, era la reggia di
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