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vietcong, "trasformano l'acqua in pesci".
Le donne sono fondamentali: sia in citta' sia in campagna reggono sulle spalle buona parte del peso logistico. Altrettanto spesso, svolgono delicate funzioni militari. Le chiamano "l'esercito degli chignons", per via della tradizionale crocchia di capelli neri. 
Quando il regime sud-vietnamita, per colmare i vuoti delle diserzioni, ricorre alla precettazione forzata dei giovani di Saigon, una folla di donne si sdraia di fronte ai convogli, a volte addirittura li assalta, prende prigioniero qualche soldato sud-vietnamita e poi parlamenta: Se non liberate i nostri figli, ci terremo i vostri soldati. Un'altra volta, occupano una caserma tenendo in braccio i loro bimbi: Dovete ridarci i nostri mariti e fratelli! Ci servono braccia per il raccolto! Non possiamo andare avanti senza di loro! Minacciano il comandante: se non libera gli uomini rastrellati, resteranno li' coi bambini che piangono e urlano a squarciagola, forando i timpani dei soldati. 
Quando le arrestano, le donne vengono torturate come e peggio degli uomini. Eppure nessuna parla. 
Nell'acqua in cui nuotano i vietcong, gli americani possono solo affogare. 

77
Castelfiorino, 6 luglio 2000


Da quando e' andato a studiare a Bologna, non era mai successo che Daniele si facesse vedere cosi' spesso qui in paese. Tre volte nelle ultime due settimane?  Eh, almeno. La volta del matto re e due torri contro re, poi quello con regina, alfiere e cavallo, e l'ultimo, si', vergognoso, con la mossa del barbiere, che gliel'avro' spiegata quando aveva otto anni ed era da allora che non si faceva piu' fregare in quel modo. Ma e' distratto, si vede, non e' solo il lavoro, si dev'essere preso una cotta per una ragazzina, una piu' giovane, e allora addio, io non ho mica da pensare a certe cose, parto gia' in vantaggio.
La Giovanna dice che lo aspetta anche per oggi, e infatti m'e' parso di sentire la sua macchina, un paio d'ore fa, ma non sono mica sicuro, stavo riposando, puo' darsi anche che mi confondo.
In ogni caso la scacchiera la preparo lo stesso, Daniele o no, che tanto ormai ho trovato un compagno fisso, e una partita al giorno non me la toglie nessuno. Se vado avanti cosi', potrei diventare il miglior scacchista ottantenne d'Italia. Anche se questo e' un osso duro, pensavo sapesse appena giocare, invece la prima volta mi ha distrutto, una vera Caporetto, anche perche' ero convinto di batterlo con poco e non mi sono concentrato bene.
E gia' che ci sono metto in fresco una birra per Daniele e la bottiglia d'orzata, che quell'altro gli alcolici non li beve.


Stavolta il rumore e' quello, una macchina che finche' cammina neanche a parlarne di portarla dal meccanico, senti qua che ruggia, quel motore. E scommetto che la sta parcheggiando sotto il fico, che gliel'avro' detto mille volte che dopo si ritrova il parabrezza tutto impiastricciato di resina, ma niente, non la vuole capire, eccolo li', l'avvocato, proprio sotto il fico.
Allora, Guido? Tutto bene?
Direi proprio di si', non mi lamento. 
E come va col nuovo inquilino?
Vuoi vedere che alla fine mi sono scordato di mettere la birra in frigo? Qua non c'e'
Eh? Ci intendiamo abbastanza bene, a parte il fatto che mi ha gia' battuto due volte a scacchi.
Beh, insomma, dove vuoi che l'abbia infilata? Ricapitoliamo: sono andato di la' a prendere le bottiglie
A scacchi? E dove ha imparato a giocare a scacchi?
In Germania, dice. E dev'essere vero, perche' ha uno stile nordico, molto freddo, calcolatore.
poi sono venuto di qua, ho aperto il frigo, ha suonato il telefonoVuoi vedere che sono sul mobile del telefono?
Dimmi del lavoro.
Sai che ti avevo messo una birra in fresco e invece l'ho lasciata dal telefono? Vedi l'arteriosclerosi come galoppa? Stacci attento, che tu mi sembri uno predisposto. Ti va bene un Crodino? In fresco c'ho solo quello e del succo di pera. Cos'e' che stavi dicendo, scusa?
Gli indico la sedia, se no quello non si ricorda 
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