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e' letale. I vecchi ammaestrano le api: stando al riparo in una buca, battono sull'alveare con un bastone comandato da un sistema di corde. Le api, furibonde, escono dall'alveare alla ricerca dell'aggressore, ma fuori non c'e' nessuno. I contadini continuano cosi' per giorni e giorni, fino a fare impazzire gli insetti. 
Viene il giorno della "prova generale": il contadino sacrifica un maiale, le api lo scambiano per l'aggressore e lo crivellano di punture.
Un giorno i soldati si avvicinano al villaggio. Il vecchio batte col bastone sull'alveare, e le api attaccano i soldati. E' una morte dolorosissima. Quelli che non cadono subito scappano in tutte le direzioni senza guardarsi intorno. E' cosi' che trovano le trappole.
Trappole. I dintorni dei villaggi ne sono pieni, e anche le risaie. Nei fossi o in buche perfettamente mimetizzate, sono infissi pioli di legno o di bambu', spesso avvelenati. Un'altra trappola trapassa il piede che vi si poggia sopra, poco importa se il malcapitato porta gli anfibi. Ne esistono decine di "modelli". Nel luglio 1964 si svolge addirittura un congresso dedicato a trappole e tagliole, con scambio delle invenzioni e decorazioni ai delegati delle popolazioni piu' ingegnose (soprattutto, quelle del Delta del Mekong e della provincia di Saigon).
C'e' il "batticarne", una tavola irta di frecce che piomba a picco sul sentiero dall'alto del fogliame. 
Carri pieni di pietre investono i sentieri quando si inciampa in una liana identica alle altre.
Tutti insieme, archi puntati sul solo punto praticabile di un passaggio nella giungla scoccano una decina di frecce avvelenate. Basta un piccolo graffio e si e' morti.
Spesso vengono minati i corpi dei feriti nemici, per far saltare in aria i soccorritori.
La maggior parte dei soldati americani non vedra' mai un solo vietcong vivo per l'intero corso della guerra. "Charlie" e' sottoterra. 
I tunnel non sono solo rifugi o passaggi d'emergenza: sono veri e propri vilaggi nascosti, con tanto di infermerie, tipografie, dormitori. Spesso gli accampamenti americani sono esattamente sopra quelli dei vietcong.
Quando gli americani se ne rendono conto, formano squadre speciali chiamate "tunnel rats", che hanno il compito di esplorare le gallerie sotterranee. Generalmente, vengono decimati da trappole e mine, segnalate da oggetti e messaggi per loro indecifrabili. A volte i vietcong li attendono dietro pareti finte, e all'improvviso li trafiggono con frecce o picche. A volte, come nel caso delle api assassine, le trappole sono vive: enormi ratti affamati, scorpioni, rettili Un buco, il piu' scuro in cui fossi mai stato. Per un attimo pensai d'essere impazzito, perche' il buco si muoveva, si stringeva intorno a me, e quando illuminai le pareti scoprii che era un enorme groviglio di serpenti Tutto l'ambiente, le pareti, il soffitto era tutta una massa nera di serpenti.
Cifre e statistiche alla mano: ogni vietcong ucciso costa agli USA dai 250.000 ai 325.000 dollari. Ogni americano ucciso costa ai vietcong 27 centesimi di dollaro.
In citta', la resistenza e' altrettanto invisibile e insidiosa. "Charlie" e' ovunque, tutta la popolazione partecipa in qualche modo alla guerra partigiana: vecchi, donne, bambini preparano i diversivi, si fanno assumere dagli americani come interpreti, fattorini, segretari, pushers di fiducia, e intanto raccolgono informazioni per passarle alla guerriglia, sabotano, intralciano, boicottano. Spesso un americano resta sgomento nel riconoscere il suo fedele braccio destro nel vietcong appena caduto in uno scontro a fuoco.
E cosi' aumentano i controlli di polizia: se ogni vietnamita e' un potenziale vietcong, gli americani si comportano di conseguenza, perquisendo e maltrattando chiunque, creando sempre piu' diffidenza e risentimento anche in chi non appoggiava la resistenza. Se il rivoluzionario, come diceva Mao, deve muoversi "come un pesce nell'acqua", gli americani non stanno separando il pesce dall'acqua, bensi', come dicono i
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