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carisma di S?phanuvong, che fa propaganda e proselitismo persino tra i secondini.

 

Il 24 dicembre, dopo aver diffuso la falsa notizia di un imminente attacco comunista a Vientiane, Ph?m? Nsavan fa occupare la capitale dall'esercito. In realta' e' una sorta di "Marcia su Roma" laotiana: l'esercito circonda le residenze del re e del primo ministro. Il messaggio e' chiaro: Ph?m? vuole il potere per se' e per i suoi uomini. Una giunta militare. Il premier Phuy Xananikn da' le dimissioni, re Sav?ngvatthan? sta per nominare Ph?m?
 quando giungono proteste da parte dei governi di quasi tutti i paesi occidentali: un governo militare non sara' tollerato. Ph?m? fa dietro-front, il re tira un sospiro di sollievo, ringrazia l'esercito e indice nuove elezioni, a cui potra' presentarsi anche cio' che rimane del Path?t Lao. 
Tatticamente, il movimento accetta di partecipare alla consultazione, ma intanto Kaison prosegue l'organizzazione della lotta armata. Anche se "a macchia di leopardo", le sue forze controllano gia' il 20% del paese. 
Il 24 aprile 1960 la coalizione di destra vince le elezioni, ricorrendo a brogli, sabotaggi, intimidazioni. La regia e' inconfondibilmente americana. 
Ph?m? Nsavan rimane al ministero della difesa ma e' di fatto il vero premier. Del primo ministro "ufficiale" pochi ricordano il nome. 
"Processare pubblicamente S?phanuvong e isuoi compagni", questa l'intenzione dichiarata del nuovo governo. Ma mentre i politicanti si spartiscono le poltrone, il principe rosso e altri quindici dirigenti, grazie alla complicita' delle guardie convertite alla causa, evadono e fuggono nella giungla. Svaniti.
Quattro mesi e 500 chilometri dopo, ricompaiono a Xam Neua, quartier generale del Path?t Lao. La loro marcia e' uno degli episodi piu' incredibili della rivoluzione laotiana.  

 

La mattina dell'8 agosto 1960 tutti i ministri del nuovo governo si recano a Luang Prabang per essere ricevuti dal re. Mentre sono assenti, truppe del Secondo Battaglione Paracadutisti occupano Vientiane. Le comanda un capitano di 26 anni. Si chiama Knglae. 
Dopo il colpo di stato, Knglae tiene un discorso in cui chiede la fine della "guerra fratricida", la destituzione di chi "e' salito camminando sulle schiene del popolo", il ritorno del paese a una vera neutralita' (Se siamo seduti  su una barca, dobbiamo stare seduti al centro) e la cessazione di ogni interferenza straniera. Un passaggio interessante del comizio e': [] aprire inchieste su comandanti e ufficiali dell'esercito le cui proprieta' siano sproporzionate rispetto al salario.
Il 13 agosto, in un parlamento circondato dai para' e da una folla rumoreggiante, 49 deputati (su 51 presenti) tolgono la fiducia al governo e chiedono al re di dare l'incarico a Suvanna Ph?m?. 
Ph?m? Nsavan schiuma di rabbia: il dissenso gli e' cresciuto sotto il culo senza che se ne accorgesse. Le truppe rimastegli fedeli occupano la citta' di Savannakh?t, nel sud del paese, decretano la legge marziale e insediano il quartier generale contro-golpista.
Intanto si forma il terzo governo presieduto da Suvanna Ph?m?. Thailandia e Vietnam del Sud dichiarano l'embargo economico contro Vientiane. Da questi due paesi, aerei americani trasportano armi e munizioni verso Savannakh?t. 

E il Path?t Lao?
S?phanuvong e' ancora in marcia nella giungla, ma le vesciche ai piedi non gli impediscono di seguire cio' che accade a Vientiane. Il 24 agosto, la stazione radio del Path?t Lao annuncia l'appoggio del movimento al governo di Suvanna Phouma. In cambio si chiede il cessate-il-fuoco, il rilascio dei prigionieri politici, la destituzione dei ministri compromessi con la destra e una chiara linea neutralista nelle relazioni internazionali. Suvanna invita una delegazione a Vientiane, per avviare i negoziati. In un'altra trasmissione, il Path?t Lao comunica che non aggredira' le truppe neutraliste. Viene sancita un'alleanza di fatto contro la destra.
Nel frattempo gli Stati Uniti cercano di
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