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soldati dell'esercito reale, senza stipendio da mesi perche' i fondi vengono dirottati nelle tasche dei loro ufficiali.
Questa vittoria allarma gli Stati Uniti. E' ora di riorganizzare le forze anticomuniste: il 10 giugno nasce il Comitato per la Difesa degli interessi nazionali, sovvenzionato da Washington e appoggiato dal principe erede al trono Sav?ngvatthan?. 
Negli stessi giorni gli Stati Uniti sospendono gli aiuti finanziari al Laos e la vendita di dollari alle banche laotiane. La crisi che ne consegue costringe alle dimissioni Suvanna Ph?m?. 
L'esperimento del governo di coalizione e' durato appena otto mesi.
Il 18 agosto si forma il nuovo governo di destra, guidato da Phuy Xananikn. La priorita', afferma esplicitamente il nuovo premier, e' "combattere il comunismo". Addio neutralita': il Laos "puo' coesistere solo col Mondo Libero". Si stabiliscono relazioni diplomatiche col Vietnam del Sud e con Taiwan, ma non con l'Unione Sovietica, la Cina e la Repubblica Democratica del Vietnam. Tra i dipendenti statali, si licenzia in tronco chiunque sia sospettato di appoggiare il Path?t Lao o esserne simpatizzante. Per condurre la caccia alle streghe nasce una nuova agenzia di intelligence, il Centro Nazionale di Documentazione.

 

Il 15 dicembre 1958 una pattuglia dell'esercito reale laotiano sconfina in Vietnam, nella zona smilitarizzata sul 16 parallelo. Forse e' finita li' cercando di aggirare sul fianco una squadra di scorta ai convogli vietnamiti diretti a Sud. La squadra di Vitaliano? 
La Repubblica Democratica del Vietnam protesta contro l'intrusione e manda un battaglione a presidiare la frontiera. Vitaliano: Sappiamo che nella zona sono nascosti molti reparti del Vietminh, piazzati da Hanoi a controllare la frontiera, ma e' difficile incontrarli.
Phuy strumentalizza e gonfia l'episodio, parla di un concentramento di truppe comuniste lungo il confine, dichiara lo stato d'emergenza e imbavaglia ogni opposizione. In tutto il paese, ma soprattutto nel Phongs?l?, numerosi militanti del Path?t Lao vengono arrestati o uccisi. Centinaia di dirigenti si rifugiano nel Vietnam del Nord. S?phanuvong resta a Vientiane, spera ancora di riuscire a organizzare l'opposizione, e vuole ritardare il piu' possibile una nuova entrata in clandestinita' da parte del movimento.
Nel febbraio 1959 Phuy dichiara di aver assolto a tutti gli impegni previsti dagli Accordi di Ginevra, nessuno puo' piu' impedirgli di accettare aiuti militari stranieri, cioe' statunitensi. Cina, URSS e Vietnam del Nord protestano e chiedono l'intervento della commissione internazionale di controllo. A marzo la polizia chiude il giornale del Path?t Lao, Lao Hak X?t. S?phanuvong e altri tre dirigenti vengono messi agli arresti domiciliari. Nel frattempo il governo decide di "purgare" il clero buddista dai simpatizzanti della sinistra: tutta la corrispondenza interna al sangha (ordine monastico) dev'essere vagliata dal governo prima di essere inoltrata. 
Il ministro della difesa Ph?m? Nsavan, "uomo forte" molto apprezzato dagli americani, decide di integrare e poi sciogliere i due battaglioni del Path?t Lao di stanza nel Luang Prabang e nella Piana delle Giare. Ciascun battaglione conta circa 750 uomini. I soldati rifiutano l'integrazione. Ph?m? dichiara che li circondera' e disarmera' con la forza. Il primo battaglione si arrende. Il secondo riesce a evitare l'accerchiamento e darsi alla macchia.
Riprende la guerra civile.
E S?phanuvong?
Viene incarcerato il 17 luglio, assieme ad altri quattordici dirigenti del movimento. La leadership delle forze rivoluzionarie resta nelle mani di Kaisn Phomvihan, la cui fuga in Vietnam in tempi non sospetti si e' dimostrata un gesto di grande lungimiranza. Fidarsi e' bene ma 
A ottobre il principe rosso e' in prigione quando lo informano della morte del vecchio fratello Phetxarat.
Muore anche il vecchio re, e viene incoronato suo figlio Sav?ngvatthan?.
Un elemento di cui il regime non ha tenuto conto e' il
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