<A HREF="ascediguerra_secondaparte030"><</A>
impraticabile, il tavolo di cucina sul punto di esplodere, stracolmo di pentole, stoviglie e alimenti vari. Libero il divano da un paio di pantaloni e tento di sfogliare i resti del Millwall brick di Vasquez.
Una rivista sconosciuta, La Rocca, trimestrale della Comunita' Montana n.2 dell'Appennino forlivese, n. 31, anno X, novembre 1999. Il genere di cosa che Vasquez ama tenere in libreria: tutti i giornali dei cinque partiti bordighisti sparsi per l'Italia, il settimanale dei vetero-comunisti di Ischia (con elogi di Stalin accanto alle pubblicita' di alberghi), l'Almanacco del Re Ubu, dell'Associazione Patafisica Interplanetaria, una rivista patinata di feticisti del piede, quella degli ufologi radicali
L'errore peggiore, per il cliente, e' farsi affascinare da una di queste stranezze e acquistarla. Nel qual caso non potra' sottrarsi ad almeno venti minuti di disquisizioni vasqueziane sull'argomento.
La Rocca. A meno che non lo distribuiscano gratis nelle zone d'origine, quanti lettori potrebbe avere? Cinque? Tre? Io e Vasquez? Miracoli dell'editoria italiana.
Bando alle ciance pero', sfoglio le pagine stropicciate in cerca del famoso articolo. Dieci pagine sul nuovo acquedotto, cinque sulla liquirizia di Camaldoli, sei foto di un lupo avvistato al Passo dei Mandrioli

- Personaggi
Io, ribelle dei Due Mondi
Una straordinaria avventura tra Romagna e Indocina

Fa piacere constatare che Vasquez non si e' bevuto il cervello: l'articolo esiste e il protagonista e' davvero romagnolo. Non puo' essere Vitaliano, questo e' sicuro, lui stesso mi ha garantito di non aver mai rilasciato interviste e di aver raccontato la sua storia a pochissime persone. Comunque, esiste, non ho passato mesi a inseguire un fantasma, e adesso sono indeciso: continuare a leggere, e rischiare di farmi catturare dall'ennesima storia, o accontentarmi e lasciar perdere il resto.
Giuro che non faro' altre ricerche. Del resto Vitaliano l'ho incontrato per caso, quando ormai avevo rinunciato a trovarlo. Basta cosi', me lo sono gia' detto, quanti altri potrei trovarne? E poi, detta come va detta, la precedenza ce l'avrebbe Zozzi Attilio
Paride Storti, il fantasma ha nome e cognome. E un nome di battaglia, "Raf", perche' confidava sempre nei lanci di armi da parte della Royal Air Force.
Raf fu partigiano con Bulow, tra il febbraio e l'agosto del '44. 
Nell'immediato dopoguerra raggiunge il fratello, residente a Nizza da sedici anni, per lavorare nella sua officina. Diventa molto amico di un altro operaio, Tran Loan, un immigrato vietnamita di idee comuniste. Nel '51, a venticinque anni, sposa la sorella di Loan, Tran Nhai. Due anni dopo si ritrovera' ad Hai Phong, Nord Vietnam. I genitori della moglie sono in fin di vita e Paride non se l'e' sentita di farla partire da sola: in Vietnam c'e' la guerra. Tran Loan entra nell'esercito di Liberazione mentre i due sposi si occupano dell'organizzazione dei rifornimenti. Loan muore nell'assedio di  Dien Bien Phu. Nhai e Paride rientreranno in Italia due anni prima dell'inizio ufficiale della seconda guerra d'Indocina, dopo un fallimento come importatori di biciclette cinesi. Vivono tuttora a Montasio (Fo).

Chiudo la rivista e cerco da bere in un frigo desolante. Dietro a un fossile di insalata di riso, pesco una bottiglietta di acqua tonica dimenticata li' in epoca giurassica. Infilo nel lettore cd una raccolta dei Jesus Lizard e rinfrescato dalla bibita e dalla chitarra torrenziale di Duane Denison, mi metto sulle tracce dell'elenco del telefono, finito chissa' come tra i volumi dell'Encyclopaedia Britannica.
Eccolo qua: una pagina intera dell'elenco.
"la sicurezza dell'uomo prima di tutto". Poi l'immagine di un omino stilizzato, e infine: "Assicurazioni Trentani. Dal 1952". Una grande sede a Bologna, una a Milano, piu' un'altra ventina in giro per l'Italia. Un impero. 
La ricerca dei vecchi appunti presi all'Istituto Parri occupa una mezz'ora, ma ne vale la pena.

gli avvocati [d'ufficio] di
<A HREF="ascediguerra_secondaparte032">></A>