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da dirsi, sti fascisti
Lo rassicuro Credo niente di interessante: e' solo un pretesto per farsi vedere
Si', pero' mi piacerebbe sentirli, davvero insiste Ming Potevano mettere degli altoparlanti, come quando fecero il processo a Tartarotti, eh, c'era tanta di quella gente
Drizzo le orecchie, ormai ho un radar nel cervello: Tartarotti il torturatore?
Eh, lui, lui.
Ne ho sentito parlare
Solo? gli occhi di Ming si illuminano. Mirco si guarda bene dall'intervenire. Tartarotti e' stato il piu' crudele dei torturatori fascisti. Una bestia. Aveva una squadra, una ventina di ragazzi della Brigata Nera, specializzati in confessioni. Legavano i partigiani a un tavolaccio e poi via, gliene facevano di tutti i colori: frustate sulla pianta dei piedi, sigarette sui testicoli e altre porcate. Allora, quando gli hanno fatto il processo, la gente che voleva assistere era tanta, ma tanta, che hanno dovuto trasmetterlo in piazza
E alla fine?
Alla fine l'hanno condannato a morte.
Mirco sogghigna: Raccontagli pur tutto.
Tutto!  Ming alza le spalle e si schernisce: Si fa presto: io ero nel plotone d'esecuzione. Ho fatto il mio dovere, punto e basta.
No, no fa Mirco Non credere di cavartela cosi'. A questo giovane piacciono le storie, e dopo ce ne deve raccontare una incredibile. Fai la tua parte, allora, di' tutto per bene.
Beh, guarda, la guerra era appena finita. Trovare lavoro non era facile. Io ero stato in montagna, avevo imparato a sparare e mi arruolai nella polizia partigiana, che dava una mano a quella di Stato. Un giorno di ottobre vado al Comando, in via Cartolerie, a prendere lo stipendio. C'e' una gran confusione, servono dei volontari per fucilare un fascista, il plotone dev'essere misto, meta' partigiani e meta' poliziotti, ma molti dei nostri hanno paura di ritorsioni, perche' quello da eliminare e' uno importante. Chiedo di chi si tratta. Tartarotti. Si batte una mano sul petto Pronti! Ecco il volontario, gli faccio.
Esita un attimo, incerto se fermarsi qui, senza scendere nei particolari. Lo invito a proseguire:E dopo com'e' andata?
Ah, e' andata che ci hanno caricati su un camion e ci hanno portato in via Agucchi, al poligono. Tartarotti era gia' li', di spalle, legato a una sedia. Ci fecero mettere su due file: in piedi e in ginocchio. Quelli in piedi come me dovevano sparare alla testa, gli altri al corpo. Pero' mi sa tanto che abbiamo mirato alla testa tutti quanti, perche' alla fine gli e' saltata via.
E gli altri che stavano con lui? Dove sono finiti?
Sospira: Se la sono cavata. Sono scappati e poi hanno avuto l'amnistia, credo, perche' uno ha fatto pure un sacco di soldi, con le assicurazioni. Si', uno famoso, che fa sempre la pubblicita' con quell'omarino, aiutami Mirco, come si chiama
Aspetta, aspettaTrentani, no?
Trentani, proprio lui.
Lo sapevo che dovevo portarmi il registratore, cazzo! Grazie del racconto, Ming. Posso chiederti come ti chiami davvero?
Venturi Carlo.
E perche' un soprannome cinese?
La Cina non c'entra. E' un personaggio dei fumetti. Hai presente Gordon? 
Flash Gordon?
Si', ai miei tempi andava un sacco, io avevo una gran passione e leggevo sempre l'Avventuroso, che pubblicava i fumetti. Allora quando ho dovuto scegliere il soprannome, un mio amico ha appeso il fumetto a un albero. Sulla copertina c'erano Gordon e Ming. Ha detto: se colpisco Gordon ti chiameremo cosi', se no ti chiamiamo "Ming". Ha lanciato il coltello e ha preso Ming.
Mirco interviene deciso: Non starete mica a parlare di Gordon, vero? Ti ricordo che sono venuto qua per sentire la storia del "Vietcong romagnolo", e ho paura che se andiamo avanti cosi', coi ricordi di noi vecchi non la finiamo piu'.
Va bene, d'accordo. Ecco qua: si chiama Vitaliano Ravagli, tanto per cominciare e viene da Imola.
Mirco si esalta: Ma allora siamo quasi compaesani! E com'e' che non lo conosco? Va bene che Imola e' parecchio cresciuta, negli ultimi tempi,
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