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vincere. 
E quando il Vietnam ha vinto?
Scuote la testa: Ah, erano gia' cambiate tante cose. Era il '75 e il movimento si stava gia' leccando le ferite, imploso per i dissidi interni, frantumato in gruppi e gruppuscoli. L'aria era piu' greve. Il problema era chi doveva avere la testa dei cortei, chi doveva portare gli striscioni. Poi c'erano le BR e quindi l'esaltazione per la lotta armata stava venendo meno. 
Poi del Vietnam non se n'e' piu' parlato
Dopo ci fu tutta la storia dell'aggressione alla Cambogia, che ci lascio' disorientati. Erano cambiati i tempi, tirava un'aria diversa. 


Tirava un'aria diversa. Un vento che non ha piu' smesso di soffiare. 
Non e' stata soltanto Hollywood a cancellare il Vietnam. Dopo averlo esaltato come simbolo mondiale, anche la Nuova Sinistra se ne e' dimentico' nel volgere di una stagione, affogata nei suoi scazzi, incapace di riprendersi dal pugno allo stomaco del brigatismo. 
Intanto, in quella remota regione del mondo, succedeva di tutto. La guerriglia Khmer in Cambogia, l'invasione "difensiva" da parte del Vietnam, il delirio di onnipotenza di Pol Pot, gli scontri al confine con la Cina, e ancora guerra a profusione.
Non e' tanto questione di sogni o utopie che svaniscono. La testa era altrove, quando l'ultimo elicottero americano decollava dal tetto dell'ambasciata usa di Saigon (anzi, da un edificio poco distante). E' troppo difficile fare i conti con la storia, dopo che per anni la si e' semplificata, nutrendo la propria rabbia di simboli e icone dell'internazionalismo e della lotta anti-coloniale: Mao, Ho Chi Minh, Ben Bella. E quando i nodi vengono al pettine, tra scendere nel dettaglio e rifiutare la storia, la seconda strada e' sicuramente la piu' facile.
Cina, Vietnam e Algeria vengono accantonati e riposti in un cassetto insieme alle fotografie di quando si era "giovani e ribelli". 
E cosi' Pol Pot, Deng Xiaoping, l'Ayatollah Khomeini diventano esseri mostruosi e inspiegabili, partoriti dal nulla, come titani sputati fuori dalla terra.   
Ma questa e' un'altra storia


Pronto, Daniele, sei ancora li'?
Si', si', scusa, Manu, ero sovrappensiero
Cosa devo fare con l'incartamento Malossi? Lo passo a Schio' o ci pensi tu?
No, no, ci penso io. Lasciamelo sulla scrivania che oggi pomeriggio vengo in studio e me lo leggo con calma.
Poi, se ti va, potresti venire a cena da me, stasera. Cosi' mi aggiorni sul tuo vietcong romagnolo
Stasera? D'accordo. Ma ti avviso che certi dettagli non sono il massimo per farsi venire appetito. Alle nove puo' andare?
Alle nove. Ma stavolta cerca di essere puntuale 
52
Tre fratelli, lo zio Ho e lo zio Sam
(Storia disinvolta delle guerre d'Indocina: Vietnam)



 Pedoni e cavalieri
si affrontano di continuo.
Ripiegare in un attimo,
attaccare in un attimo:
piede veloce, cervello pronto
avanzano e vincono.
Larghezza di vedute
e cura del dettaglio!
Premere senza tregua,
risoluti e tenaci.
A che servono le torri
se sei stato accerchiato?
Puo' vincere la partita
una pedina audace.
L'equilibrio iniziale
rende incerto lo sbocco,
ma infine la vittoria
si piega da una parte.
Prepara bene i colpi,
tieni segreti i piani,
forse in te c'e' la stoffa
di un grande condottiero.

Ho Chi Minh, "Gli scacchi", 1942

All'indomani degli accordi di Ginevra, centinaia di migliaia di profughi si riversano dal nord al sud con l'ausilio della Marina degli Stati Uniti. Si tratta per la maggior parte di cattolici. Tanto meglio, si dice lo zio Ho. Via i preti, via gli anticomunisti, governo piu' stabile. 
La Repubblica Democratica del Vietnam avvia la costruzione di una societa' socialista. In questa fase il consenso per il Vietminh e' pressoche' totale, ma il paese e' stato distrutto dai bombardamenti, le ferrovie sono interrotte, prima di andarsene gli anticomunisti hanno devastato uffici postali, biblioteche, ospedali e addirittura le infrastrutture dei porti da cui salpavano. Come se non
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