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"ricondizionamento", cosi' dice lui. Che poi il ricondizionamento consiste nel farmi sorbire i discorsi di un suo amico, un tipo assurdo che si chiama Leo, uno che ti parla serissimo (del Terzo Reich, piu' che altro) e intanto allunga una mano e te la ferma esattamente a un millimetro dalle tette, poi ti guarda negli occhi come per dire: "Allora che faccio, tocco?". Pero' e' un tipo divertente. Quando esco con Daniele, soprattutto se ci sono anche i suoi amici, i dialoghi sembrano presi di pacca da un film di Woody Allen, e' come se ci fosse sempre del jazz in sottofondo. Anche Daniele e' strano, piu' lo conosco e piu' mi sembra un concentrato di fissazioni, ha un interesse morboso per cose successe cinquant'anni fa, parla sempre di carabinieri, polizia, cose cosi', che per un avvocato sarebbero anche normali ma lui esagera, e allora io lo stoppo con un'occhiata e lui cambia argomento. Il problema e' che i suoi amici lo assecondano, anzi, si esaltano piu' di lui, soprattutto un romano che si chiama Vasquez (di cognome, il nome secondo me non lo sa neanche lui). Ma sto perdendo il filo, un po' per il rum un po' per l'ora tarda, insomma, siamo seduti al bar con un rum che tira l'altro e arriva questo Leo di cui ti ho appena detto, che ci saluta in modo veramente fine: "Eccolo! Dove c'e' figa, li' c'e' Zani!", ma lo fa in un modo che non t'incazzi. Si siede con noi e Daniele lo investe con le sue ultime scoperte, poi cominciano a parlare di guerre, di cinema, del fatto che Goodmorning Vietnam! (quello con Robin Williams che fa il dj) e' l'unico film di Hollywood completamente dalla parte dei Vietcong, roba cosi', intanto comincia Cristina Dona', e io ho voglia di vederla (a proposito, ti piace il cd che ti ho spedito?) cosi' mi alzo e penso che tanto Daniele mi segue, e invece non solo non si alza e continua a disquisire con Leo, ma con loro si siede pure Mimi'. Allora, dopo dieci secondi che me ne sto li' impalata, dico col tono cattivo: "Io vado a vedere il concerto", e loro: "Ok", cosi' io m'incammino e l'ultima cosa che capto e': "ti giuro, avevano nascosto i mitra nelle bocche dei pesci!". Io mi vedo il concerto, Daniele non mi caga pari fino alla fine, non ti dico il fastidio, e quando li raggiungo arriva il barista e dice che deve chiudere, allora salutiamo tutti e si torna a Bologna. Finiamo in un bar che sta aperto tutta notte, il Charleston, il posto piu' kitsch che ti puoi immaginare, io sono ancora abbastanza irritata perche' Daniele mi ha lasciato da parte tutta la sera ma lui comincia a tenere banco raccontando le avventure di Vitaliano in Laos, anche particolari che a me non aveva detto, cose abbastanza turpi, e quando vedo come gli altri pendono dalle sue labbra (non e' un avvocato, in fin dei conti?) e come a lui luccicano gli occhi, beh, come faccio a tenergli il muso, non avevo mai conosciuto una persona cosi' Non mi viene la parola. E' come se quelle cose fossero successe ieri, e' come se avesse appena ricevuto un telegramma dal Laos e avesse deciso di partire domattina per dare manforte a Vitaliano. Non lo so spiegare, Bruno (il mio boss, Paperoga) dice che nell'ultimo anno Daniele e' cambiato da cosi' a cosi', prima e' morto suo nonno, poi gli e' capitata quella cosa dello sgombero delle case occupate e dei casini di Said. Ma e' difficile spiegare cos'e' successo dentro la sua testa. Gli voglio bene. Devo proprio fartelo conoscere. Oh, le lettere cominciano a ballonzolare sullo schermo. Mi collego e ti spedisco questo delirio notturno. Bacioni, dalla tua

Manu
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Sentieri dell'odio
(Cambio di strategia)


Dopo quei primi scontri, con perdite di uomini e materiali, e visto l'approssimarsi della stagione secca, i reparti governativi decisero di cambiare strategia.
Niente piu' rastrellamenti, che li esponevano alle nostre imboscate. Crearono gruppi di incursori per azioni di guerriglia, unita' di combattimento "snelle", composte per la maggior parte da indigeni Meo, agli ordini di ufficiali
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