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scoregge sonore, che risuonano in queste valli, provocano risate incredule e il momentaneo sbandamento della fila indiana. Ho scoperto anche che non sanno sputare: i miei scaracchi li lasciano stupefatti. Anche se riusciamo a scambiare appena poche parole, tra me e loro si e' creato un buon rapporto e so che posso fidarmi. Il pericolo rende fratelli.   

Budrio continua a favoleggiare della sua "gran figa", quella che avrebbe lasciato a casa. Io traduco i suoi racconti nel mio inglese approssimato e tutti quanti ridono a crepapelle quando si vanta di clamorose imprese erotiche. Sono gli unici momenti di quiete. Ho deciso di restare vicino a lui perche' mi ricorda i miei fratelli tisici. Non puo' averne per molto. Pero' in combattimento ha dimostrato molto sangue freddo: sembra che non abbia paura di morire. Forse e' davvero venuto quaggiu' per trovare una morte dignitosa.
Non si lava mai, nemmeno quando e' possibile farlo. Dice che lo sporco protegge dalle malattie.
Un mio amico che non aveva mai lavato il motorino, quando dopo tanti anni l'ha pulito, ha scoperto che sotto lo sporco era ancora nuovo!
Trattengo le risate e lo guardo mentre si aggira per il campo, magro e allampanato, le orecchie a sventola e l'aria tonta, e penso a che razza di vita deve avere avuto. Ha detto che viveva in una specie di capanna, in una zona insalubre, laggiu' nella Bassa. E infatti, da uomo di valle, e' un abilissimo pescatore. Gli basta mettere le mani in acqua per tirare su del pesce. I laotiani lo ammirano molto per questo. 
Ogni tanto, quando montiamo di guardia e rimaniamo a osservare la luce del crepuscolo che diminuisce pian piano, lo scopro con lo sguardo perso nel vuoto, rapito dalle sue fantasie amorose. E nel silenzio piu' assoluto lo sento mormorare: Eh, la figa

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Tre fratelli, lo zio Ho e lo zio Sam
(Storia disinvolta delle guerre d'Indocina. Laos)


Nel maggio 1954 manifestazioni di destra percorrono le vie di Vientiane e Luang Prabang. Protestano contro le concessioni al Path?t Lao strappate da Pham Van Dong a Ginevra. Ma altri partiti "borghesi" sanno che una fugace scintilla basta a riaccendere la guerra civile, e replicano che il Path?t Lao non puo' essere escluso da un accordo di governo. Prevale quest'ultima posizione, e si forma una commissione congiunta Governo Reale/Path?t Lao per migliorare le condizioni dell'armistizio.
L'altro corno del dilemma e' il ruolo di consulenza garantito ai francesi. Il delegato del Governo Reale a Ginevra, Phuy Xananikn, e' al centro di attacchi convergenti da destra e da sinis da un po' meno a destra. In realta' pare che le critiche siano pilotate da una cricca golpista anti-trattative annidata chissa' dove, che intende rovesciare il placido Suvanna, forse (si vocifera) per insediare al suo posto il fratello piu' vecchio, Phetxar?t, ancora in auto-imposto esilio a Bangkok. Non e' chiaro se Phetxar?t sia al corrente di tali piani.
Nel corso del mese di giugno si registrano due tentativi di far insorgere le truppe della guarnigione di Vientiane. Entrambi falliscono, cosi' qualcuno organizza un attentato contro Phuy. Il commando e' formato da fuorilegge Lao e capeggiato da un criminale latitante che vive in Thailandia.
Phuy torna da Ginevra in agosto. Il 18 settembre tre membri del commando attraversano il confine, eludono la sorveglianza della polizia e assaltano la casa di Phuy durante una cena. Phuy viene leggermente ferito da schegge di granata, ma il ministro della difesa Ku Voravong rimane ucciso nella sparatoria. Gli attentatori riescono a tornare in Thailandia.
Il governo sprofonda in una crisi nera, mentre altri ministri ricevono minacce di morte e la polizia sembra rastrellare gente a caso (quaranta arrestati). Suvanna da' le dimissioni. Dopo sei settimane si forma il nuovo esecutivo, ne e' premier Kat?y Don Sasorit, gia' importante dirigente del Lao Issara in esilio, abile libellista e propagandista, in prima fila nelle polemiche contro S?phanuvong e
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