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sul pericolo di una guerra internazionale che divampi dall'Indocina, poi fissa una scadenza: se entro meta' luglio non avra' trovato una soluzione accettabile, si dimettera' da primo ministro.
Ma Pham Van Dong non cede. Di contro, Bao Dai nomina capo del governo di Saigon un elemento dei piu' intransigenti, Ngo Dinh Diem, cattolico al limite dell'integralismo. 
Il 23 giugno, Zhou Enlai e Mende's France s'incontrano segretamente nell'ambasciata francese a Berna. Per la prima volta, Zhou si presenta con un completo grigio all'occidentale, al posto della solita austera tenuta. Dice a Mende's France di essere propenso al cessate-il-fuoco e all'accordo politico, contro la linea di Pham Van Dong. Chiedera' al Vietminh di interrompere le incursioni in Laos e in Cambogia, di rinunciare alle rivendicazioni territoriali a nome di Path?t Lao e Khmer Issarak e di rispettare la sovranita' dei due paesi. Infine, propone la separazione del Vietnam in due parti.
Dopo giorni di pressioni da parte di Cina e URSS (rappresentata dal vecchio Molotov), Pham Van Dong si rassegna all'idea di tagliare il paese in due. Ma il viceministro vietnamita propone che la frontiera sia al 13 parallelo, e che quindi la Repubblica Democratica del Vietnam si estenda a due terzi del paese, escludendo solo l'estremo sud. Mende's France suggerisce il 18 parallelo, a meta' della provincia di Ha Tnh. Alla fine, su proposta di Molotov, ci si accordera' per il 17 parallelo, sul fiume Ben Hai, con una no man's land tra i due stati. 
Alla spartizione dovranno seguire libere elezioni, e i cittadini decideranno sotto quale governo si riunifichera' il paese. Pham Van Dong propone che si svolgano sei mesi dopo la firma del trattato. Per i francesi, e' una scadenza troppo ravvicinata, il Vietminh vincerebbe a mani basse. Intanto, stanno per scadere le quattro settimane che Mende's France si e' concesso. 

Nel pomeriggio del 12 luglio, Molotov invita Mende's France, Eden, Pham Van Dong e Zhou Enlai nella sua villa di Le Bocage. Zhou e Molotov scavalcano ancora il Vietminh, stabilendo che le elezioni in Vietnam si terranno dopo due anni. Mende's France l'ha spuntata. Di li' a poco dichiarera':
La pace e la ragione hanno vinto. Dopo giorni e notti di duri negoziati, di ansia e di speranza, e' stato firmato il cessate-il-fuoco. Nel profondo della mia anima e della mia coscienza, sono sicuro che, data la situazione, non avremmo potuto ottenere condizioni migliori.
Zhou Enlai ci ha imbrogliati dice Pham Van Dong al suo segretario, allontanandosi da Le Bocage. 
Due sere dopo, il viceministro vietnamita subisce l'umiliazione finale: entra alla cena di commiato organizzata da Zhou Enlai e si ritrova di fronte Ngo Dinh Luyen, fratello del nuovo premier di Saigon Ngo Dinh Diem. 
Che razza di compagno e' Zhou Enlai se invita questo burattino degli imperialisti?! 
Ma il peggio deve ancora venire: nel corso della serata, Zhou non nasconde di essere favorevole a una separazione permanente del Vietnam. Dulcis in fundo, Zhou annuncia che la Cina terra' rapporti anche con il Vietnam del Sud:
E' vero, il Vietminh e' piu' vicino a noi ideologicamente, ma questo non esclude una nostra rappresentanza  diplomatica a Saigon. Dopo tutto, non siete entrambi vietnamiti? E non siamo forse tutti asiatici?
Dalle orecchie di Pham Van Dong escono fiamme e lapilli.

Alle 15.45 del 20 luglio 1954 vengono siglati i due accordi sul cessate-il-fuoco in Vietnam e in Laos. Per la Repubblica Democratica firma Tai Quang Bou, in rappresentanza di Giap e del comandante-in-capo del Path?t Lao. Per la Francia firma il generale Delteil. Nella mattinata del giorno dopo, viene firmato anche l'accordo per il cessate-il-fuoco in Cambogia.
La delegazione Usa non sottoscrive i tredici punti della "Dichiarazione finale delle nazioni partecipanti alla Conferenza per il ristabilimento della pace in Indocina". Gli americani vogliono avere le mani libere.
Per quanto riguarda il Laos, gli accordi di Ginevra
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