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vi siete spostati?
Ce ne siamo andati subito, altroche'! La battaglia era andata bene, pero' restare li' era pericoloso. Ci siamo trasferiti a sud, prima a Fontana Moneta e poi dalle parti di Ca' di Malanca.
E poi come sei finito a Monte Battaglia?
Dunque: il Castagno e' stato verso meta' settembre. A fine mese e' arrivato l'ordine del cumer di scendere sulle citta', perche' pensavano che la campagna d'Italia era li' li' per finire. Volevano liberare Faenza, Imola e Bologna prima degli Alleati. Cosi' la brigata si divise in quattro battaglioni di trecento uomini ciascuno. Due su Bologna, uno su Imola e uno su Faenza. A seconda della zona dov'eri nato, ti mettevano da una parte o dall'altra: io mi sono trovato a Monte Battaglia, altri a Ca' di Guzzo, altri ancora a Purocielo.
Poi pero' l'offensiva alleata si e' bloccata, la pianura e' rimasta in mano ai tedeschi per tutto l'inverno e il generale Alexander ha proclamato la fine della campagna estiva e vi hanno lasciati nella merda.
Proprio cosi', da un giorno all'altro han deciso che l'Italia poteva aspettare, erano piu' importanti altre zone, e allora la conquista di Monte Battaglia, che c'e' morta un sacco di gente, e' servita a poco. Se solo avessero voluto, da li' a Imola si arrivava in giornata.
Invece?
Invece gli Alleati ci dissero bravi, si fecero consegnare le armi e ci spedirono a Firenze, nelle retrovie, in una specie di campo di concentramento, dove abbiamo fatto davvero la fame, per alcuni mesi. Poi, quando il fronte e' entrato in Emilia, allora siamo tornati di qua e per prima cosa siamo saliti a Monte Battaglia per seppellire i nostri morti.
Bob era rimasto con voi?
Certo, e all'inizio del '45, insieme col Moro, comincio' a darsi da fare per arruolare i partigiani nell'esercito italiano, che doveva riformarsi per dare una mano agli Alleati. Anche lui fini' a Cesano, vicino a Roma, nel centro di addestramento del famoso Gruppo di combattimento "Cremona".
Tu invece  non sei andato
No, cosa vuoi, ormai eravamo a Imola e io volevo restare dalle mie parti. Insieme con altri cento partigiani, e d'accordo con il Comando alleato, abbiamo occupato Borgo Tossignano, un comune della valle del Santerno che era rimasto terra di nessuno. Cosi', per un paio di mesi, a Borgo abbiamo comandato noi.
E gli inglesi?
Ci mandarono un ufficiale di collegamento, Vic, lo chiamavamo, non ricordo il nome, un uomo molto intelligente che stava dalla nostra parte e ci lascio' fare quel che volevamo. Diceva che dovevamo essere noialtri a liberare Imola e si dava un gran da fare per aiutarci. Quando ebbe l'incarico di farsi riconsegnare le armi e mandarle a Mestre, ci fece capire che se ne trovavamo altrettante, arrugginite o malfunzionanti, non importava, potevamo tenere quelle nuove. Sul foglio che gli avevano dato c'era scritto il numero dei pezzi, non in che condizioni erano. E' stata la prima e unica volta che un inglese ha passato delle armi a noi della Trentaseiesima!
L'unica? Davvero? E i famosi aviolanci?
Eh, gli aviolanci, magari ce ne avessero fatti! Ma sai, noi eravamo comunisti, mica potevano permettersi di armarci. Preferivano Corbari e il comandate Lupo della Stella Rossa, che non prendevano ordini da nessuno e stavano per conto loro. Pero' un paio di volte siamo riusciti a farli fessi, abbiamo intercettato i messaggi radio per le altre brigate e abbiamo acceso i fuochi di segnalazione al posto loro. Ma le uniche casse che ci hanno buttato, sono arrivate per sbaglio, e al mortaio mancava il puntatore, che solo Attila, in tutta la brigata, era capace di usarlo lo stesso. Hai capito gli aviolanci? 
Finisci il racconto di Borgo Tossignano
Ah, si fa presto a dire: a meta' aprile i tedeschi cominciano a ritirarsi e noi decidiamo di scendere verso Imola. Quando siamo a Ponticelli, a sei chilometri dalla citta', ci arriva l'ordine di tornare indietro perche' stiamo andando a sbattere contro il settore della "Folgore". Noi dobbiamo
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