<A HREF="ascediguerra_primaparte093"><</A>
nemmeno se il cognome e' quello giusto: Zecchini non e' di queste parti: dice "emiliano" e magari intende romagnolo, come io confondo friulani e giuliani. Quando parla un romagnolo, orecchie forestiere non sanno distinguere tra "s" e "z". Potrebbe anche essere "Sossi", o "Sozzi"... Che faccio, li chiamo uno per uno e chiedo: Scusi, sono un avvocato, vorrei sapere se un suo parente e' stato nella Legione Straniera e/o ha combattuto in Indocina contro i francesi?
Telefonare a Vasquez.
Pronto, sono Daniele. Come va? Piu' o meno bene? Senti, volevo sapere se poi l'hai trovato, quell'articolo sul romagnolo in Vietnam...
Macche', ancora no. 
Senti, ti dice qualcosa sto nome, "Attilio Zozzi"?
No, non mi sembra fosse quello. Perche', e' un altro che ha combattuto in Indocina?
Non ho tempo di raccontargli di Zecchini. Gli dico che ci vediamo domani, e riattacco. 
Ho ancora in mano il giornalino. Mentre aspetto, finiro' la storia.

Resti convalescente fino all'1 luglio 1955. Guarito, ti mandano nel Tonchino, a Nho Giang. 
Nel frattempo c'e' la conferenza di Ginevra, la divisione del paese al 17 parallelo: Vietnam del Nord, comunista, capitale Hanoi; Vietnam del Sud, capitalista, capitale Saigon.
Settembre 1955, decidi di rimanere in Vietnam. Lavori a sud di Hanoi, nel cantiere di Nin Binh, come operaio nel Genio pontieri. 
Dopo qualche mese ti scrivono amici dalla Francia: c'e' stato il processo per diserzione, il secondo della tua vita: sei condannato in contumacia a 18 anni di reclusione.
Nel 1957, chiedi il visto d'ingresso a Hong Kong, dove ci sono legazioni e consolati di quasi tutti i paesi. Insieme a te, altri due amici italiani: Gelso, napoletano e Mia, torinese.
Sembra un villaggio-vacanze. Rinuncio a speculare su come tutti questi italiani siano arrivati in Vietnam. 
2 settembre 1957: un telegramma da Hong Kong ti avvisa che la domanda e' stata accolta.
Scrivi a casa, a Spilimbergo. Avverti i tuoi genitori della possibilita' di rientrare in Italia, ma anche delle difficolta' economiche. Tua madre scrive al Presidente della Repubblica Gronchi chiedendo un suo intervento. La first lady s'interessa al tuo caso, contatta la Croce Rossa Internazionale e i consolati italiani di Saigon e Hong Kong. Quelli promettono che ti daranno assistenza e avvisano le polizie locali.
15 novembre 1957, sbarcate a Hong Kong. La polizia britannica vi mette in contatto col consolato italiano, che manda un funzionario a prelevarvi. 

Ci faremo venire a prendere e fuggiremo dentro una macchina dai finestrini fume's?

Nell'albergo in cui alloggiate arrivano giornalisti a intervistarvi: vi credono ex-prigionieri, vorrebbero sentire racconti di torture inflitte dai comunisti. Li deludete dicendo che avete collaborato col Vietminh nello spirito di Garibaldi, che combatte' per l'indipendenza dei popoli latino-americani.
A Hong Kong c'e' anche una troupe cinematografica italiana, guidata dal regista Carlo Lizzani, che vi invita a cena e si fa raccontare le vostre avventure.
Il consolato italiano vi prenota e paga il viaggio di rientro in Italia. Partite il 27 novembre con la motonave "Victoria" del Lloyd triestino. 
Siete senza un soldo, ma quando il personale della nave sa che eravate col Vietminh fa una colletta e vi assicura il vino a tavola e le sigarette. Al bar, vi offrono da bere per solidarieta'.
Il 20 dicembre sbarcate a Genova. Il natale del '57 lo passi in famiglia.

Che storia, di quelle che ti lasciano elettrizzato per diverse ore dopo averle lette, e influenzano l'umore del giorno dopo. Certo, sono in un vicolo cieco. Non credo che l'"indagine" possa proseguire di molto. Ma forse non e' cosi' importante. Il bizzarro inseguimento di un fantasma mi ha fatto scoprire una galleria di vicende e personaggi che sembrano sbucati fuori da romanzi d'avventura. Scavando dentro le pieghe della storia ho trovato uomini come Fausto Ferro, Derino Zecchini, Vittorio Caffeo... mio nonno, Teo e il comandante Bob.
E come per
<A HREF="ascediguerra_primaparte095">></A>