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Marcia di Mao. 
L'equipaggiamento: sandali fatti con copertoni, l'amaca, la razione di riso. 750 grammi per gli europei e 350 per i vietnamiti. La paga giornaliera di un soldato corrisposta in natura. Nelle foreste impari a mangiare larve di baco da seta lessate o dolci di uova di formiche rosse cotte con riso e melassa, e a bere zeo, liquore di riso. Ti abitui al rumore delle cicale, e a usare le torce di bambu'. Quando le sanguisughe ti si attaccano alle gambe non devi mai staccarle, potrebbe venirti un'infezione; invece, bruciale con la sigaretta.
Le peggiori atrocita' le commettono le truppe collaborazioniste locali, come i cattolici vietnamiti irregimentati nelle cosiddette "Rondini del cielo". Attraversi villaggi colpiti dalle loro incursioni. Le donne, terrorizzate, si cospargono il corpo di sterco per non essere stuprate.
Ma non vi mandano a combattere contro la Legione, l'esercito coloniale o le Rondini: siete esempi viventi di solidarieta' internazionalista, illustrazione del fatto che non tutti i bianchi sono contro il Vietminh. Vi impiegano per la controinformazione nei villaggi montani, tra le minoranze etniche, Suan, Hmong, Cheo-lan, tribu' bersagliate dalla propaganda francese che promette loro l'indipendenza dal Vietnam, divide et impera.  
Puoi difenderti dal beri-beri mangiando il midollo crudo di una palma che cresce nella foresta. Ma non puoi nulla contro la malaria. Il 14 giugno 1954, ti ricoverano in un ospedale in territorio cinese: Vi trovai diversi conoscenti, tutti con la mia stessa malattia. Ricordo Leoni Beniamino, bolzanese; Leo, svizzero; Capruzzi, pugliese; Susan, sloveno; l'amico Tichetti, romano; Zozzi Attilio, emiliano...
Squilla il telefono, ho un soprassalto. Che ore sono? Le dieci e un quarto. Fuori e' buio pesto. Il mio "pronto" e' un rantolo.
Daniele, ma mi tiri il pacco?
Manuela. L'avevo invitata a cena. Tempi di reazione dilatatissimi. 
E' successo qualcosa? Dovevi passare a prendermi alle dieci...
Cazzo, scusa, Manu, sono mortificato, mi... ultimamente, sono a corto di pretesti. Bella roba, per un avvocato. Perche' ti interessi all'Indocina? Ehm... Uh... Boh.Perche' non sei ancora passato a prendermi? Mi rassegno alla figura di merda: ...mi ero appisolato, scusami, sono un coglione. E' un periodo strano, te l'ho detto, ma arrivo subito, sul serio, ci tengo!  Intanto mi guardo allo specchio del corridoio: capelli fuori posto, non mi sono ancora cambiato, dovrei almeno lavarmi la faccia... da culo. Ronzi'o, da qualche parte nella testa e nello stomaco.
Manu, ascolta: sono un disastro, devo ancora rinfrescarmi da stamattina... Me la da'i mezz'ora? 
Ridacchia, con la sua vocina nasale: OK, anzi, ho gia' capito come butta, passo io da te. 
Manu e' la migliore praticante arrivata allo studio di Paperoga, oltre che la piu' carina. In questi giorni e' la pietra angolare del mio impegno professionale: mi assento per incontrare ex-guerriglieri acciaccati, e lei riceve i clienti, prepara le difese. Invitarla fuori a cena mi sembrava il minimo, ma anche il minimo e' oltre la mia portata, in questi giorni.
Eau de toilette, filo interdentale, pettine e una camicia irlandese senza collo. Mi riprendo un attimo, e finalmente penso all'effetto doppler dell'ultima frase letta. Riprendo in mano il giornalino: 
Ricordo Leoni Beniamino, bolzanese; Leo, svizzero; Capruzzi, pugliese; Susan, sloveno; l'amico Tichetti, romano; Zozzi Attilio, emiliano...
Zozzi Attilio. Sei tu. Ti ho trovato.
Ti ho trovato?
Sei proprio tu?
No, non ti ho trovato per un cazzo. E non so chi sei. All'appello risponde troppa gente. Quanti italiani c'erano nella guerra d'Indocina? Tutti disertori della Legione, o c'erano anche altri canali?
Mi concentro su "Zozzi Attilio". Ultimo avvistamento: un ospedale in Cina, la bellezza di quarantasei anni fa. Come lo trovo? Mi metto a battere le biblioteche, con un riferimento tanto vago? Telefono a tutti i "Zozzi" degli elenchi telefonici della regione? Non so
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