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Fausto Ferro. Chissa' se il "Comandante" era un tuo compagno d'armi. 
14 settembre, sbarco a Saigon e trasferimento a Jep Oa in Cocincina, Vietnam del sud. 
Mi accorsi ben presto che nelle azioni contro i villaggi in mano ai guerriglieri, la brutalita' della Legione superava quella delle ss tedesche contro di noi, partigiani italiani nel 1944-45. Un giorno entrammo in un villaggio segnalato come covo di guerriglieri. Pur essendo arrivati all'improvviso, non ne trovammo traccia. L'ufficiale comandante fece allineare tutti gli abitanti, uomini da un lato, donne dall'altro. Li passo' in rassegna e tutti coloro che a suo giudizio avevano una faccia truce da partigiano, li fece uscire dalla fila e disporre a gruppi di cinque-sei. Ci obbligo' a infilare loro nelle mani (bucandole) un robusto filo di ferro, uno nella destra e il vicino nella sinistra, in modo da legarli l'uno all'altro. Scortammo questi gruppi grondanti sangue sino al molo, dove furono fatti salire su una zattera a motore. Ultimato il carico, il comandante ordino' al capitano della zattera di raggiungere il largo e di scaricarli in mare. [...] La brutalita' e il terrore ingigantivano il morale e la ostinazione di lotta della popolazione. Ma questo poteva capirlo solo chi aveva gia' fatto il partigiano.

Interrompo la lettura per mettere un cd.
La canzone dei Massimo Volume s'intitola "Seychelles 81" e parla di un tentativo di golpe nel posto piu' improbabile del mondo. A detta di Leo, i mercenari tenevano le armi nascoste nelle bocche di gigantesche cernie. E' il sottofondo ideale, una sezione ritmica che e' un torrente in piena, clangori, sbattere di pietre focaie, e la voce di Mimi', distorta quanto basta. 
I dilemmi dell'avventuriero O'Hare assediato nella torre di controllo dell'aeroporto: 

Come faremo a uscire da questo fiume di merda puliti e profumati? 
Pagheremo il conto che c'e' da pagare? 
Ma io non ho speranza, io ho fede.

Lo stesso ufficiale ordina alla tua squadra di prendere cinque contadini di un villaggio e ucciderli a colpi di piccone. Ti rifiuti. L'ufficiale ti minaccia:  Con te faro' i conti dopo. 
Cominci a meditare la diserzione. 
Qualcuno tenta di fuggire, ma bisogna avere un piano, essere sicuri al 100%. Se la Legione ti riprende, rimpiangerai di essere nato. 
Un olandese scappa, lo riprendono. In caserma, spogliato davanti a tutti, appeso con le mani incrociate. Un sottufficiale lo macella vivo, gli estrae i reni con il pugnale: Cosi' la Legione tratta un traditore. 

Come faremo a uscire da questo fiume di merda puliti e profumati? 
Cavalcheremo le nostre migliori intenzioni? 
Pagheremo il conto che c'e' da pagare?

21 febbraio 1951, trasferimento nel Tonchino, Vietnam del nord. Stavolta c'e' un fronte. Di la', le zone libere partigiane. Disertare e' fattibile. 
27 febbraio, durante la notte attraversi le linee insieme al romano Tichetti, con armi e bagagli. Seguite le istruzioni dei volantini Vietminh che invitano alla diserzione, e legate una pezza bianca alla canna del mitra.

Indosseremo un parrucchino e un paio di baffi posticci? 
Ci faremo venire a prendere e fuggiremo dentro una macchina dai finestrini fume's?

Una donna vi accompagna in una capanna di contadini. Dentro, quattro o cinque vietminh, in divisa partigiana.
Per appurare le vostre intenzioni, v'infilano in buche scavate davanti alle linee francesi. Col megafono, spiegate i motivi della vostra diserzione. Due, tre notti di fila. 
Al comando Vietminh vi interrogano, verificano le informazioni che fornite... Domande trabocchetto sugli avamposti fortificati... Dite quello che sapete. Alla fine, il comandante vi rivela di conoscere bene i bunker e le casematte: ha lavorato come manovale per i francesi, ha costruito le fortificazioni. Addirittura, si ricorda di te. 
Vi portano in un centro di raccolta, in mezzo alla foresta. Disertori di varie nazionalita'. Corso di aggiornamento politico. Ovunque, consulenti militari cinesi reduci della Lunga 
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