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sta pensando di passare il confine ed entrare in Laos, dove le guarnigioni francesi sono quasi tutte isolate e vulnerabili, a parte quelle di stanza a Vientiane e Luang Prabang. Giap non vuole impossessarsi del Laos, bensi' provocare e intrappolare i francesi lungo il confine, dove le loro linee di rifornimento sono precarie. 
Nell'aprile 1953 Giap penetra in Laos. E' un'offensiva in grande stile: le divisioni Vietminh passano vicino alle fortificazioni francesi nella Piana delle Giare, cosparsa di monumenti funerari preistorici, e puntano su Luang Prabang, dove i cittadini sono stati allertati da un chiaroveggente cieco. Ma a un certo punto, per non farsi sorprendere dai monsoni, l'esercito di Giap ripiega e torna in Vietnam. Ha dimostrato di poter entrare nel Laos quando vuole, e puo' sempre riprendere l'affondo con la stagione secca. 
I francesi si convincono che Dien Bien Phu e' il punto strategico in cui bloccare l'offensiva Vietminh contro il Laos.

A maggio, il generale Salan viene sostituito dal generale Henri Navarre, ufficiale di carriera, reduce delle due guerre mondiali, che si dichiara ottimista sulle sorti del conflitto e proclama: Vediamo chiaramente la vittoria come la luce in fondo a un tunnel. 
Navarre pensa di avere una missione: impedire a ogni costo l'invasione del Laos.
Il sottoposto di Navarre e' Rene' Cogny, lauree in legge e scienze politiche. Un altro consigliere e' il colonnello Louis Berteil. Questo trittico di cervelli partorisce un piano ambizioso: prendere Dien Bien Phu e stabilirvi il punto d'appoggio per sfondare le retrovie di Giap.
A luglio, Navarre va a Parigi e sottopone il piano al primo ministro Joseph Laniel. 
Il 28 ottobre, il Laos firma un trattato di alleanza e associazione con la Francia, che ne riconosce l'indipendenza e s'impegna a rispettarne la sovranita' "in seno all'Unione Francese". 
La firma del trattato rafforza l'idea che il Laos vada difeso a ogni costo. 
Nel frattempo, Navarre e' tornato in Indocina, e da' inizio alla cosiddetta "Operazione Castoro": cinque battaglioni francesi conquisteranno Dien Bien Phu.
Il colonnello Jean-Louis Nicot, capo dei trasporti aerei in Indocina, ammonisce che il cattivo tempo potrebbe ostacolare le operazioni. Nel frattempo, anche Cogny ha maturato dei dubbi e dice che Dien Bien Phu potrebbe diventare "un tritacarne". 
Navarre ormai e' partito per la tangente, non sente ragioni, e' convinto che il Vietminh non sara' in grado di fronteggiare un attacco su vasta scala. 

In realta', grazie a una serie di diversivi, Giap ha creato l'impressione che il grosso delle sue divisioni sia impegnato altrove: attentati ai convogli francesi sulle tratte che collegano il porto di Haiphong all'interno del paese, e ripetute incursioni nel Laos meridionale ("il manico della padella"). Giap sta preparando uno "scacco matto": con la strategia degli attacchi sparsi blocca il Corpo di Spedizione francese in diverse regioni, e fa si' che non si possa fortificare un singolo punto senza sguarnirne un altro. Nel frattempo, i distaccamenti Vietminh si organizzano intorno a Dien Bien Phu. 
Sa che i francesi si troveranno in posizione svantaggiosa, isolati, dipendenti dai rifornimenti aerei, mentre i suoi uomini si apposteranno sulle montagne che sovrastano la vallata, e potranno ricevere armi e rifornimenti dalle retrovie.

Il 20 novembre 1953, sei battaglioni del Corpo di Spedizione si paracadutano nella valle di Muong Thanh, e vi si insediano.
Al comando delle operazioni c'e' un ufficiale di cavalleria, Christian Marie Ferdinand de la Croix de Castries, donnaiolo aristocratico, di discendenza militare fin dalle Crociate.

Nel frattempo tra i leader delle grandi potenze matura la convinzione che il conflitto in Indocina possa essere ricomposto, come e' appena successo in Corea. 
Stalin e' morto da poco, e la nuova dirigenza sovietica vorrebbe attenuare le tensioni internazionali. 
L'opinione pubblica francese e' stanca della sale guerre, la
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