<A HREF="ascediguerra_primaparte081"><</A>
del PCI. Ora e' in pensione. Lui di cose ne sa parecchie, pero' mi ha detto che non ha mai sentito parlare di compagni italiani che siano andati a combattere in Indocina.  fa mente locale Invece ho trovato il numero di telefono di Nerio Sarti, uno della bassa imolese, che e' stato in Cecoslovacchia con quel Teo di cui ti dicevo. Mi allunga un bigliettino. Il suo nome di battaglia e' "Jack". Gli ho accennato alle tue ricerche. Chiamalo pure a nome mio, mi conosce bene. 
Alcuni ragazzi si affrettano verso l'uscita, le lezioni mattutine sono finite. Mirco fa volteggiare lo sguardo sui piani superiori.
Pensa che io qui ci sono stato in prigione, quando era ancora un carcere.
E che effetto fa tornarci per una conferenza?
Sorride: Uno strano effetto. 
Per cosa eri finito dentro?
Nel '53 ero addetto all'Ufficio Stampa del Partito qui a Bologna. Facemmo un manifesto contro la legge truffa senza chiedere l'autorizzazione alla questura. Cosi' ci prendemmo una denuncia. Siccome non si poteva mandare in galera il segretario della federazione, che in teoria era il responsabile, mi offrii io volontario per andare dentro. Ero giovane In tribunale dissi che l'autorizzazione l'avevo data io e cosi' mi condannarono a dieci giorni. Mi misero con i criminali comuni sorride ancora Qui dentro mi rinchiusero anche in un'altra occasione. Mi presero durante una manifestazione contro la nato in Piazza Maggiore. Rimasi qui una sola notte. Il giorno dopo mi fecero le foto, presero le impronte digitali e mi rilasciarono. 
Il rumore delle gocce sull'acciottolato del cortile e l'odore intenso di pioggia mi sono sempre piaciuti. L'atmosfera e' stranamente ovattata, intima. 
Mirco mi guarda di sottecchi: Senti, devi cavarmi una curiosita'.
Certo, quale?
Si dondola un po' sulle gambe e assume un'espressione infantile. Un ragazzo di oltre settant'anni: A te perche' ti interessano tanto queste storie?
Mi viene da ridere. E' una domanda piu' che legittima.
Non lo so. Forse perche' nessuno me le ha mai raccontate.


 Pronto, vorrei parlare con Nerio Sarti.
Sono io. 
Salve, sono Daniele Zani, un amico di Graziano Zappi.
E chi e'?
Graziano Zappi "Mirco", dell'ANPI di Casalecchio.
Ah, Mirco. Si', mi dica.
Non so se Mirco le ha detto che l'avrei chiamata. Sto raccogliendo informazioni sugli emigrati politici nel dopoguerra.
Si', mi aveva accennato. Ma a lei queste informazioni per cosa le servono?
 E' una mia curiosita' personale. 
Guardi, non e' che di queste cose la gente ne parli volentieri
Lo so, non voglio mettere in imbarazzo nessuno. Non mi interessano i motivi dell'espatrio, piu' che altro le dinamiche, le esperienze fatte all'estero.
Ho capito. Ma sa, sono faccende delicate. Per esempio, cosa vuole sapere?
Lei quando e' partito e quando e' tornato.
Sono partito nel 49 e sono stato via una decina d'anni.
In Cecoslovacchia?
Si'.
Mirco mi ha detto che non e' andato via da solo, che con lei c'era anche Teo.
No. Teo e' partito prima, e ha fatto una strada diversa, forse la Jugoslavia. Ed e' tornato anche prima Nel '53 mi pare. 
E in Cecoslovacchia cosa facevate?
Io lavoravo. In una fabbrica. Teo non lo so, perche' non l'ho mai visto. Sapevo che era in Cecoslovacchia e che il suo nome falso era Arturo Mantovani, ma non ci siamo mai incontrati.
Senta, le risulta che da qualche paese dell'Est siano mai partite delle Brigate Internazionali per l'Indocina?
Per l'Indocina? No. Mai sentito. Dalla Cecoslovacchia no di sicuro e non mentre io ero la'. Dopo non lo so.
Scusi se glielo chiedo, ma come fa a esserne cosi' certo?
Perche' me ne sarei accorto.
Pero' mi ha detto che ad esempio Teo lei non l'ha mai incontrato
Teo faceva repubblica per conto suo. Non era molto socievole. Anche quando ci siamo rivisti al paese, non abbiamo mai parlato della Cecoslovacchia. Comunque io su queste Brigate Internazionali non ho mai sentito nulla. Mi dispiace ma non posso
<A HREF="ascediguerra_primaparte083">></A>