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aguzzini si sfogo' tutta l'esasperazione e l'odio per anni di stenti, fame e paura. E poi, come hanno detto anche quei professori, non c'erano solo i conti recenti da regolare. Il fascismo non era mica cominciato nel '43! Era cominciato negli anni Venti, col terrore nero nelle campagne, con le squadracce che picchiavano e uccidevano gli scioperanti. C'erano vent'anni di conti in sospeso. Se ti interessano gli episodi della Resistenza nell'Imolese perche' non vai a parlare con Elio Gollini, all'anpi di Imola?
Lo trovo sull'elenco?
Si'. Lui tiene anche il cidra, il museo e archivio della Resistenza e dell'antifascismo. Vacci, e' molto bello.
Mi annoto il nome sul taccuino.
Hai poi sentito qualcuno sul discorso dell'Indocina?
Mirco annuisce, abbassa lo sguardo sulla pavimentazione restaurata del cortile: Mi sono ricordato che una volta Giuliano Pajetta, responsabile del Settore Emigrazione di Botteghe Oscure, mi accenno' a degli italiani che erano andati a combattere la' Non disse niente di piu' preciso. Non so se si riferisse alla prima guerra d'Indocina o alla guerra del Vietnam. Pero' e' un buon indizio.
Certo, molto interessante. 
Poi ho fatto un po' di telefonate ad altri espatriati nel dopoguerra. Ho sentito "il Topo". Lui ha avuto una storia incredibile. Nel '46 e' andato in Jugoslavia. A Trieste c'era il modo di passare la frontiera. Poi nel '48, Tito esce dal Cominform e gli italiani che erano riparati in Jugoslavia si ritrovano dalla parte sbagliata. Tito li ha messi in galera. Il Topo c'e' rimasto fino al '57.
Nove anni!
Annuisce: Tito si comporto' da gaglioffo, come gia' aveva fatto con i partigiani comunisti greci. Quando nel '47 gli inglesi occuparono la Grecia, Tito chiuse la frontiera e si rifiuto' di accogliere i comunisti, che erano decine di migliaia. Ne accetto' solo pochi, che poi nel '48 sono finiti in galera insieme al Topo e agli altri italiani perche' erano stalinisti. Fu Stalin ad accogliere la maggior parte dei greci. Ho saputo che fece costruire un grande campo d'accoglienza in Armenia, per loro e per le famiglie. Quelli che non riuscirono a scappare in tempo furono tutti passati per le armi dagli inglesi: si parla di migliaia. 
Mirco dice queste cose con un candore assoluto, il tempo deve aver cicatrizzato molte ferite.
Nel '57, quando i rapporti con la Jugoslavia ormai erano distesi, Vidali e Longo, che avevano combattuto in Spagna insieme a Tito, andarono a parlare con lui e gli chiesero di liberare gli italiani detenuti. Cosi' il Topo e' uscito di prigione e poi e' passato in Cecoslovacchia.
Gli hai chiesto se sapeva qualcosa delle Brigate Internazionali per l'Indocina?
Si', ma lui appunto negli anni '50 era in galera, quindi non poteva sapere niente. 
Hai sentito qualcun altro?
Ho parlato con Aroldo Tolomelli "Ernesto", che sta a Casalecchio anche lui. E' dovuto scappare in Cecoslovacchia perche' lo accusarono ingiustamente. E' stato la' diciassette anni, rifiutando ogni amnistia.
Alla faccia! E di cosa era accusato?
Mirco da' ancora un'occhiata in alto, all'ex-carcere nonche' ex-convento, poi si mette a raccontare: Nell'estate del '48, durante uno sciopero nelle campagne della Bassa Bolognese, un agrario di Bentivoglio aveva sparato ai braccianti. Nel pomeriggio del 14 luglio, in occasione dell'attentato a Togliatti, Tolomelli, che era ex-partigiano e stava nella Federazione del Partito, ando' a fare un comizio a Bentivoglio, e in serata si sposto' ad Altedo per calmare gli animi in subbuglio dei compagni, che minacciavano d'alzare barricate. Nella notte qualcuno sparo' a quell'agrario, senza colpirlo. Prima accusarono Tolomelli di aver capeggiato la sparatoria, poi quando fu appurato che in quel momento lui stava parlando ad Altedo, cambiarono l'imputazione da esecutore a mandante. Nell'estate '49 espatrio' in Cecoslovacchia e a Praga fu caporedattore di Oggi in Italia. Torno' solo nel 1966 quando l'accusa decadde come inconsistente. E' stato senatore 
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