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diventa questione urgentissima. Stati Uniti e Gran Bretagna riconoscono il nuovo Laos. Sulla loro scia si muovono diversi paesi europei e latino-americani. Si adegua anche la Thailandia, ma non le altre nazioni asiatiche, che considerano ancora incompiuta l'indipendenza del paese e limitata la sua sovranita'.
Nel febbraio 1950 si forma un nuovo governo. Suvanna Ph?m? e' ministro della pianificazione e delle opere pubbliche. Ma l'azione del governo viene paralizzata dai soliti scontri fra clan. 
Nell'agosto 1951 si tengono nuove elezioni. Suvanna Ph?m? diventa primo ministro. Sua priorita' e' trasferire al Laos tutte le attivita' amministrative e militari ancora gestite dall'Unione Francese. Senza la completa sovranita' del Governo Reale, sara' impossibile riconciliare tutti i Lao. Nel giro di un anno Vientiane rileva la gestione della polizia, della giustizia, delle dogane e del Tesoro. Cio' che a Suvanna risulta impossibile e' estendere la partecipazione popolare alla vita politica, che resta in mano a poche famiglie, e integrare nello stato le numerose minoranze etniche. 

 

E S?phanuvong?
Torna in Vietnam subito dopo lo scioglimento del Lao Issara. Indice un "Congresso dei Rappresentanti del Popolo", con inviti spediti ai combattenti di tutte le regioni. Piu' di cento delegati s'incontrano dal 13 al 15 agosto 1950. 
Ci sono anche i cosiddetti "meo rossi", fazione Hmong comandata da Faid?ng Lbliayao, alleato del Vietminh gia' dal '46, acerrimo nemico dei Hmong anticomunisti di T?bi L?f?ng, che controllano la coltivazione e il traffico d'oppio.
In quei tre giorni nasce il Path?t Lao. S?phanuvong dirige il comitato centrale. In piu' e' presidente e ministro degli esteri del nuovo governo di resistenza. Kaisn Phomvih?n e' ministro della difesa.
Il congresso approva un programma politico in dodici punti, promette di "combattere i colonialisti francesi e i loro lacche', traditori della patria dei Lao", chiede: la piena sovranita' e indipendenza del Laos; la formazione di un governo di coalizione; l'uguaglianza fra tutte le etnie e l'eliminazione degli umilianti lavori di corve'e che toccano in sorte alle minoranze. Viene anche posto l'accento sull'unita' coi popoli di Vietnam e Cambogia per la liberazione dell'Indocina.

Nel triennio 1951-'53 attivisti del Path?t Lao vanno nei villaggi piu' isolati lungo il confine tra Vietnam e Laos, formano comitati di agricoltori, di donne, di giovani, aiutano a costruire scuole e mense popolari, insegnano a leggere e a scrivere, promuovono l'igiene personale e collettiva, suggeriscono nuovi metodi di coltivazione e organizzano gruppi armati di autodifesa. Compagnie teatrali mettono in scena gli eventi della guerra di liberazione. Ogni villaggio "conquistato" e' sottratto per sempre ai francesi o al Governo Reale. Quando i francesi entrano in un paese, gli abitanti si chiudono in un mutismo indecifrabile. Per i soldati non ci sono viveri ne' sorrisi. 
Alla fine del 52 l'esercito di Giap oltrepassa il confine col Laos e occupa le province di Phongs?l? e Huaphan. Inizia l'ultima fase della guerra d'Indocina, che culminera' con la vittoria di Dien Bien Phu. Il Path?t Lao ne approfitta per occupare tutto il Laos nord-orientale, una grande "zona liberata" dove insediare il governo di resistenza. S?phanuvong  dirige le operazioni dal Quartier Generale di Xam Neua. Anche dopo il ritiro dei vietnamiti, la zona resta nelle mani del Path?t Lao. 
22
Sentieri dell'odio
(Ritorno a casa)


Il ritorno a Imola non fu come me l'aspettavo. 
Durante quei mesi di sofferenza, sempre esposti al pericolo, con tre membri della famiglia dispersi, pensavo che a guerra finita tutto sarebbe cambiato. Sarebbe cominciata una vita nuova, piu' felice e serena. 
I fascisti erano stati sconfitti, niente sarebbe stato piu' come prima.  
Tornammo a casa. 
La stessa casa. Per ironia del destino i Forni erano rimasti in piedi, pronti ad accoglierci.
Anche Pietro torno'. Dopo la partenza da Cuffiano aveva
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