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mancia da dieci dollari. Certo, ci sono stati anche quelli che non hanno collaborato e che per questo non hanno avuto ne' medicine ne' cibo, ma non sono qui: stanno tagliando alberi nella foresta. Qui non ci sono contadini ma funzionari vili.
Il processo finisce li'. La sera arriva l'ordine di Kaisn: restituire la fattoria, liberare il genero di Fausto.
Di nuovo il 1987. Fausto Ferro termina il racconto. Ha un tumore, necessita di cure costose, e la moneta laotiana non vale niente. Chiede al giornalista di rendere nota la sua storia in Italia, per fargli ottenere una pensione minima. Anche cifre che in Europa sarebbero risibili, un insulto, come 50.000 lire al mese, per Fausto farebbero la differenza. 
E qui c'e' uno strano buco: il giornalista pubblica la storia solo dodici anni piu' tardi, e non spiega che tipo di impedimenti ha avuto, dice solo: Volevo pubblicare questa storia molto prima.
Fausto Ferro e' morto alla fine degli anni Ottanta e dei missionari in Thailandia mi raccontarono che, per pagare l'aereo di ritorno a Vientiane dopo un'inutile visita in un ospedale di Bangkok, girava di notte tra i ricoverati cercando di vendere fibbie d'argento portate dagli altopiani laotiani.
Che avventura. Di quelle che ti danno un inizio, un dirupo su cui vacillare, qualcosa da rimuginare mentre si precisano i contorni, dalla nebbia di storie non narrate emergono profili. Fausto Ferro non combatte' in Vietnam, ma di fronte al suo intricato percorso di vita, quasi tutto il resto diventa verosimile. 
Ex-partigiani italiani nella guerra d'Indocina. 
Sto cercando qualcuno? 
Qualcosa sta cercando me?
21
Tre fratelli, lo zio Ho e lo zio Sam
(Storia disinvolta delle guerre d'Indocina. Laos)


La prima guerra d'Indocina scoppia nel dicembre 1946. Di conseguenza, si rafforza la guerriglia nel Laos orientale. Kaisn Phomvih?n, figlio di un vietnamita e di una laotiana, acquista sempre piu' importanza come dirigente del Partito Comunista Indocinese e ufficiale di collegamento tra i movimenti di liberazione dei due popoli. 
S?phanuvong proprio non riesce a stare fermo, riattraversa il Mekong e in Laos organizza unita' miste Lao Issara/Vietminh. Ma i problemi non cambiano: munizioni scarse, pochi soldi, azioni sporadiche.
Per fortuna la Thailandia gli da' una mano: nel settembre del '47, a Bangkok, si forma la "Lega dell'Asia Sud-orientale", che unisce i nazionalismi radicali di tutta l'area, comprese Indonesia, Malaysia e Birmania. S?phanuvong (e chi altri?) ne e' segretario generale.
Purtroppo, meno di due mesi dopo, un putsch militare rovescia il governo di Bangkok e insedia il dittatore Phibunsongkhram. Tutto l'asse politico del paese si sposta a destra, proprio in coincidenza con l'inizio della guerra fredda. 
Migliorano i rapporti fra Bangkok e Parigi e gli esuli Lao si trovano di fronte a un aut-aut: restare in Thailandia cessando ogni attivita' militare, o trasferire tutte le operazioni a est, lungo il confine fra Laos e Vietnam. La seconda scelta implica maggior cooperazione col Vietminh. Ovviamente, S?phanuvong preme per lo spostamento sul fronte orientale. I suoi fratelli sono a dir poco perplessi, non vogliono legarsi a doppio filo col Vietnam ne' tantomeno col comunismo internazionale. 
Nelle file del Lao Issara aumenta il dissenso tra comando dell'est e comando dell'ovest; i dirigenti militari d'alto rango che operano dalla Thailandia accusano Kaisn di essere solo un agente del Vietminh. Non capiscono che il Laos e' soltanto uno dei teatri della guerra d'Indocina, e che ormai il conflitto con la Francia riguarda tutta l'area. E' gia' chiaro che prevarra' la linea di Kaisn e S?phanuvong. 
Ma i dissensi fanno precipitare il morale interno, soprattutto fra i non-comunisti. Si aprono squarci in cui s'infilano agenti francesi: costoro contattano gli esuli piu' malleabili, offrendo loro l'indulto e cariche di responsabilita' in cambio dell'abbandono della causa e del ritorno in Laos. E' la strategia retorica
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