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napalm? Un bel tribunale per i prigionieri americani? Siete proprio dei fighetti.
Silvia arrossisce e vorrebbe mordersi la lingua. 
A questo punto e' meglio intervenire.
E qui arriviamo alla storia assurda che m'e' capitato di vedere.
Tiro su col naso, mi verso altro cabernet, e attacco col suicidio del legionario, l'agenzia ippica, l'Indocina. I dettagli lasciano tutti di stucco. Solo Vasquez continua a sogghignare. 
Finisco. Qualcuno sospira. Vasquez riparte. 
Noooh, un fascistone che aveva combattuto contro Ho Chi Minh? Ma sei sicuro? Perche' io so di uno che e' andato a combattere in Indocina, ma dall'altra parte, contro i francesi. Proprio un partigiano, uno de ste parti, romagnolo me pare. 
Mavala'!
Te giuro. Ho letto un articolo, qualche tempo fa. Me pare de ricorda' che sia stato anche a Dien Bien Phu, ma non sono sicuro...
Ancora una coincidenza, resto folgorato. Guido che mi parla di mio nonno, lui voleva le brigate internazionali per l'Indocina, diceva che c'erano degli italiani a combattere col Vietminh Poi il suicidio nell'agenzia, che mi porta di nuovo li'. Ed ecco un altro brandello di storia, uno che c'e' stato, dalla parte dei rossi. Un monsone dentro la testa, vorrei fargli decine di domande, chi e' questo tale? Come cazzo ci e' arrivato in Indocina? Le hanno fatte davvero le brigate internazionali?
Ma Vasquez ha ancora qualcosa da elargirci: Comunque, ragazzi, nun c'e' niente da fa'. In questi tempi meschini, quelli che hanno combattuto per la liberta' ti sembrano dei coglioni o degli spostati.
Giorgio proprio non riesce a tacere:  Bah, io proprio non ti capisco, Vasquez. Non sei certo uno che sta male tu, eppure continui a lamentarti, per te fa sempre tutto schifo... Insomma, io guardo la mia vita e non mi sembra cosi' piatta...
Vasquez si alza in piedi e urla: Ma tu che cazzo vuoi da me? Chi cazzo sei? Te lo dico io: sei un co-glio-ne! Un coglione come tanti, come tantissimi! 
Seguono due minuti di trambusto, grida, corpi che si frappongono, braccia che si protendono e afferrano il vuoto, inviti alla calma. 
Degno epilogo: cena rovinata, qualche giorno di rancori, e io che forse facevo meglio a stare zitto. Torna la bonaccia, Vasquez ha un mancamento e s'avvia verso il bagno, mentre cadono sul pavimento saluti imbarazzati. Elena e' accigliata ma prova a sorridere per salvare il rituale. Accompagna tutti alla porta, si scusa, ma no, figurati, mica e' colpa tua, no, sul serio, non fa niente, allora ci sentiamo presto, ok?. Io e Carla aspettiamo che Vasquez finisca di vomitare, ma quando torna non si regge in piedi, si accascia sul divano smozzicando frasi. Carla ed Elena gli chiedono se va tutto bene, lui le guarda senza vederle e dice: Lasciatemi aperto un canale de comunicazione.
Non e' il caso di chiedergli niente su quel tizio che forse ha combattuto a Dien Bien Phu. Decido che lo chiamero' domani, saluto l'anfitriona abbacchiata e la fidanzata in apprensione, ed esco nella sera invernale. Ho voglia di camminare. 
18
Bologna, 2 febbraio 2000


Una delle solite giornate allo studio, con Paperoga che mi passa i casi piu' disperati. 
"Paperoga", al secolo Bruno Breveglieri. Barbuto, eccentrico, a suo modo un principe del Foro. Boss dello studio legale in cui sono entrato nel '97 come praticante. Oggi sono associato ("Studio legale Breveglieri e assoc."), e difendo i soggetti che non vuole accollarsi nessun altro. Sono il semiasse delle ultime ruote del carro, che sono poi i praticanti. Il mio schedario sembra la rubrica "Strano ma vero" de La Settimana enigmistica. 
Paperoga riceve tizi tutti agghindati, stirati assieme ai loro completi, o pezzi di gnocca con tacchi altissimi e tailleurs da un paio di milionate.
A me invece tocca la sorella di un tale che durante un raptus ha schiaffeggiato lo psichiatra di fronte ai paramedici della clinica, scusandosi subito dopo. Lo strizzacervelli ha accettato le scuse poi gli ha rifilato un tso... al manicomio giudiziario,
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