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contraeree che l'avevano appena abbattuto? Ma a chi vogliono darla a bere? Ora, dovete sapere che quel tipo d'aereo, lo Stealth F-117, nasce come ufo. Nel senso che le prime ricognizioni sul territorio americano venivano scambiate spesso per quelle di un aereovelivolo di origine extraterrestre, grazie ad una manovrabilita' senza precedenti. Cosi' intorno alle basi usa in cui si sperimentavano i primi voli si susseguivano avvistamenti di ufo, che l'aviazione non si preoccupava di smentire. Poi il progetto viene reso di pubblico dominio, quegli avvistamenti vengono ricondotti all'F-117 e perde credibilita' l'ipotesi extraterrestre. In quell'occasione si viene a sapere che lo Stealth puo' essere guidato da terra, senza alcun pilota a bordo.
Vuoi dire che l'aereo era vuoto? chiede Elena col sorrisetto di chi non prende la cosa sul serio.
Macche', era pieno. Pieno di formiche rosse texane. Una specie terribile. Sapete di cosa si nutrono, eh, lo sapete? Fibra di carbonio. E di cos'e' fatto l'F-117? Carbonio. E i cavi per le telecomunicazioni? Idem. Le formiche sentono i tacchi che battono sulla carcassa dell'aereo, e' un suono familiare, sembra quello degli stivaletti texani, e allora, alla chetichella, escono e si mettono a scavare. Infatti dicono che Belgrado e' rimasta isolata per tre giorni, un black out, non funzionava piu' niente. Capito, adesso? Gli hanno fatto credere di aver fatto centro, in realta' era un cavallo di Troia.
L'aneddoto spacca in due la platea. Vasquez e Carla ridono, mentre gli altri tre, capeggiati da Giorgio, contestano.
Dai, Leo, questa e' una gran puttanata!  
Leonardo Mantovani, attore per passione, cuoco in una trattoria del Pratello per campare, zittisce tutti col solito gesto. Dalla tasca posteriore dei jeans estrae il portafoglio, assicurato in cintura con una grossa catena, ed esibisce il finto distintivo da agente cia.
Non faccio per dire, ragazzi, ma questo per me e' pane quotidiano.
Carla si accorge che l'unico a non ridere sono io. Una frazione di secondo piu' tardi, se ne accorgono tutti gli altri:
Che c'e' Daniele? Non mi sembri in gran forma. 
Niente, e' che ho avuto un po' di casini sul lavoro. E fosse solo quello, mi succedono anche cose assurde, senza senso   l'odore di polvere da sparo risale in gola, rivedo la pozza di sangue e il corpo accasciato del vecchio legionario. Ricaccio giu' tutto quanto.
Non mi dire che hai perso una causa! sogghigna Giorgio.
Peggio: ho perso il cliente.
Mi guardano stupiti, e' ovvio che vogliono saperne di piu'.
Allora? Vuoi tenerti tutto per te e fare il muso, o ci metti a parte delle novita'?
La discrezione non e' una qualita' di Silvia. Alzo le spalle e mi rassegno a vuotare il sacco.
Mi ero preso a mano il caso di un tunisino, uno di quelli che avevano occupato le case di via Rimesse l'inverno scorso. Dopo lo sgombero, sua moglie e suo figlio riusciamo ad affidarli al centro d'accoglienza su a Monte Donato e lui rimane per strada. Dorme in macchina, trova un lavoro in nero. Quello regolare l'ha perso per via della denuncia, occupazione abusiva. Come se non bastasse, una sera la polizia lo scambia per uno spacciatore. Sai com'e' per gli sfigati, nel posto sbagliato al momento sbagliato, si becca un coreografico rastrellamento della Questura in una delle vie scelte dal Carlino come simbolo del degrado. Lui da' in escandescenze, lo picchiano e lo portano dentro, cosi' perde anche il lavoro in nero. Riusciamo a tirarlo fuori. E' disperato: gli sta per scadere il permesso di soggiorno. Poi per un po' non si fa piu' sentire e all'improvviso mi arriva una telefonata della moglie che dice di non avere piu' sue notizie da quando e' andato giu' in meridione perche' un amico gli aveva promesso un lavoro.
C'e' uno sfondo giallo! commenta Giorgio cercando di alleggerire il clima, ma l'occhiataccia di Carla lo fa tacere subito.
Concludo: Ci metto un po', ma alla fine il giallo lo risolvo. Chiamo un sacco di questure, mando decine 
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