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Francia e Marocco. 
Nonostante il salasso ai danni dei contribuenti nordamericani, Bao Dai si lamenta sempre di essere in bolletta. Per potersi assicurare due pasti caldi al giorno, stringe alleanza con Bay Vien, boss mafioso di Saigon. Lo nomina addirittura generale, e quel losco figuro gli riserva una percentuale degli incassi di bische, bordelli e fumerie d'oppio. 
E come non notare che l'imperatore si porta sempre appresso un codazzo di puttane, che qualifica come "membri dell'unita' cinematografica imperiale"? 
Presto americani e francesi si rendono conto che l'esperimento sta andando male: Bao Dai seppellisce i loro sforzi nel ridicolo. 

Chi invece fa sul serio e' Giap. Tra luglio e ottobre i francesi vengono sgominati a Cao Bang, Lang Son e Lao Ky. Il Vietminh e' padrone di tutto il nord-est.
Viene inviato in Indocina il generale De Lattre de Tassigny, il cui piano e' attuare la costruzione di una solida linea di fortificazioni nel delta del Fiume Rosso. Ma a meta' gennaio del 1951, Giap attacca a Vinh Yen. I francesi reggono. A marzo l'offensiva riparte da Mao Khe'. Da novembre a febbraio, ad essere attaccata e' Hoa Binh. Le "tre battaglie del Delta" si risolvono in una cocente sconfitta del corpo di spedizione francese. 
Giap: Da un lato, operavamo con azioni di contenimento e annientamento sulla linea del fronte; dall'altro, approfittando della debolezza del dispositivo nemico, le nostre divisioni si infiltravano nelle stesse retrovie del Delta Le nostre basi di guerriglia, gia' ampliate, si ingrandivano ulteriormente, liberando complessivamente due milioni di abitanti. 
Secondo Le Monde, Giap dispone ormai di 120-150 mila uomini nelle forze "regolari" e di 170-200 mila contadini-partigiani.
Il 24 maggio 1952 parte la "campagna del nord-ovest", che spazzera' via i francesi da quella parte del paese (13.000 perdite), liberando anche alcune province del Laos.
Quando l'Esercito Popolare raggiunge il confine settentrionale col Laos (11 ottobre), la Francia risponde con l'operazione "Lorraine", 30.000 uomini lanciati contro le basi Vietminh nell'alto Tonchino. Un clamoroso fallimento. 
Finora la Francia ha speso 1.600 miliardi di franchi per la guerra d'Indocina.
17
Bologna, 1 febbraio 2000


Allora, stavi dicendo 
Dai, finisci sta cazzo di storia.
Pochi minuti fa Leo ha affermato che la recente mori'a di piccioni in Strada Maggiore e' il risultato di un esperimento segreto della nato o della cia, poi ha infilato una digressione nella digressione, adulando tutte le donne presenti e lodando la grappa di casa (non la cucina: Leo non si alimenta quasi mai in pubblico, anche se lo inviti a cena arriva sempre quando tutti hanno finito di mangiare)... Ora accontenta il suo pubblico, riprende il filo della precedente digressione prima di rituffarsi nel torrenziale discorso, condito come sempre di teorie del complotto e dietrologie.  
Si', stanno testando a Bologna una nuova bomba chimica per far fuori Milosevic. Hanno dovuto usare una dose minima, se no ci restava secco qualche vecchio. 
No, Leo interviene Elena, l'anfitriona della serata, agitando un grissino stavi dicendo qualcosa a proposito dell'aereo invisibile americano che i serbi hanno abbattuto durante la guerra in Kosovo.
Il volto di Leo s'illumina. Pianta un gomito sul tavolo e si sporge in avanti per fissarci meglio.
Avete presente la scena, no? I serbi che ballano intorno alla carcassa dell'aereo, staccano pezzi di fusoliera tutti felici, se li portano a casa come cimelioE il pilota? Loro dicono di averlo catturato, Clinton smentisce, nessuno sa dove sia finito. Dopo qualche settimana di imbarazzato silenzio nato, i giornali pubblicano un'inverosimile testimonianza del presunto pilota che racconta di essersi acquattato nel sottobosco finche' gli elicotteri non lo hanno recuperato. Vi sembra possibile che se lo siano andati a riprendere nel bel mezzo del territorio nemico, a soli trenta chilometri da Belgrado, eludendo le stesse
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