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sua spada! E se non si ha una spada si prendano zappe e bastoni!
Ha inizio la guerra d'Indocina.

 

Nel primo anno di guerra, il Vietminh non solo regge all'urto, ma grazie alle strategie della guerriglia riesce spesso a ridicolizzare un nemico indubbiamente piu' forte.
Alla fine del 1948 Bao Dai, tornato da Hong Kong, forma a Saigon un governo centrale provvisorio (anticomunista, e almeno sulla carta "nazionalista"). 
Quest'evento e' stato preceduto da una vera e propria farsa: quando ha appreso che i francesi volevano a tutti i costi rigettarlo nell'agone politico, Bao Dai se l'e' data a gambe. Per mesi l'alto commissario francese Emile Bollaert ha dovuto dargli la caccia in diverse citta' d'Europa. L'imperatore, per nascondersi, passava le giornate rintanato nei cinematografi e le notti a bere nei locali piu' scalcinati. Finalmente Bollaert lo ha trovato e riportato in Indocina trascinandolo per un orecchio.
Giap: Il nemico infine comprese che la guerra sarebbe stata di lunga durata e, a partire dal 1948, muto' strategia: impiego' le sue forze nella "pacificazione" e nel rafforzamento delle regioni gia' occupate, soprattutto nel Nam Bo, in base al principio di combattere i vietnamiti con i vietnamiti [] Organizzo' quindi un governo centrale fantoccio, inquadro' unita' militari collaborazioniste [questo cambiamento] ci indusse a promuovere una strategia che faceva delle retrovie le nostre zone avanzate. Le nostre unita' si disperdevano in compagnie autonome che operavano in profondita' nella zona controllata dal nemico per scatenarvi la guerriglia, stabilirvi basi e proteggere il potere popolare locale [] rovesciavamo i notabili collaborazionisti, eliminavamo i traditori e facevamo un'attiva propaganda per ottenere il disgregamento delle forze ausiliarie [] Sulla carta del teatro di operazioni, oltre alla zona libera, cominciavano ad apparire, nel cuore stesso delle regioni occupate, "zone rosse" che si estendevano e moltiplicavano incessantemente. Il suolo della Patria veniva liberato centimetro per centimetro sul fronte stesso delle retrovie. In quella guerra non vi era niente di definito, il fronte passava ovunque si trovasse il nemico, non era da nessuna parte, era dappertutto.
Nelle zone libere la Repubblica Democratica cerca di sviluppare la sua politica agraria, che comprende la ridistribuzione delle terre dei coloni francesi e dei collaborazionisti.

Il 23 aprile 1949 un'assemblea di 700 francesi e 1000 vietnamiti vota l'annessione della Cocincina al nuovo Vietnam nazionalista. 
Il 14 giugno Bao Dai si autoproclama imperatore del nuovo stato.
Ma il mondo sta per assistere a ben altro. 
L'1 ottobre 1949 Mao proclama la Repubblica Popolare Cinese. 
Il 14 l'Armata Rossa cinese occupa Canton. 
Il 15 dicembre, si assesta sulla frontiera col Tonchino. 
Il 19 gennaio 1950 la Cina riconosce la Repubblica Democratica del Vietnam. 
Il 30 gennaio l'urss e i paesi del Patto di Varsavia riconoscono la Repubblica Democratica del Vietnam.
Una settimana piu' tardi, usa e Regno Unito riconoscono il regime di Bao Dai.
Nel giugno 1950 scoppia la guerra di Corea. Finira' il 27 luglio 1953. La nuova Cina comunista interviene a sostegno dei nord-coreani. Gli usa combattono dall'altra parte.
A Washington viene coniata l'espressione "contenimento del comunismo". Il rischio e' che l'intero continente asiatico si tinga di rosso. 
Iniziano gli aiuti militari ed economici degli usa alla Francia.

Nel biennio 1950-51 l'aiuto americano copre solo il 15% delle spese di guerra; nel 1952 sale al 35%, nel 1953 al 45%, per raggiungere l'apice con l'80%, nel 1954. 
La cosa piu' buffa e' che una parte consistente di questi soldi finisce nelle tasche di Bao Dai, che riceve uno stipendio di quattro milioni di dollari all'anno. E cosa ci fa? Cura la manutenzione dei suoi quattro aeroplani privati, mantiene moglie e figli in Costa Azzurra, ma soprattutto apre conti in diversi paradisi fiscali e compra proprieta' immobiliari in
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