<A HREF="ascediguerra_primaparte035"><</A>
riconoscibili a distanza, ne' erano assoggettati alla legge penale militare". Secondo i giudici delle Forze Armate italiane la RSI era un governo di fatto, ma poteva essere considerata un governo legittimo []. Pertanto, non essendo punibile l'omicidio di partigiani [] in quanto persone non belligeranti, deve essere applicata l'amnistia al reato di collaborazionismo.
A pensarci, si prova un senso di vertigine. Non mi sorprende sapere che qualcuno continuo' a sparare. 
Guido e mio nonno avevano ragione da vendere.

Altri dati.
Mentre l'amnistia manda liberi molti torturatori, squadristi e gerarchi, sull'altro fronte comincia lenta l'opera di incriminazione della Resistenza da parte dei tribunali. 

 [] fatti di guerra rispolverati dopo anni come delitti comuni, sequestro di persona l'aver tenuto prigionieri, rapina la requisizione di derrate alimentari, estorsione il contributo alle Brigate, omicidio l'esecuzione di spioni, migliaia di patrioti gettati in carcere, [] il padronato baldanzoso e nuovamente arrogante, l'operaio umiliato. (G. Fiori, Uomini ex, p. 93)

E i fascisti che si riorganizzano. Le sigle spuntano come funghi: "Figli d'Italia", "Squadre d'Azione Mussolini", "Onore e Combattimento", "Audacia", "Vendetta Mussolini", "Movimento Tricolore", "Reparti Antitotalitari Antimarxisti Monarchici". Di nuovo al servizio dei padroni, degli agrari e dei carabinieri. Prediligono le bombe sulle sedi del PCI e dei giornali di sinistra.

"Triangolo Rosso". Bologna-Reggio-Ferrara. Ex-partigiani emiliani decidono di saldare i conti in sospeso. Non si tratta solo di fare pulizia dei fascisti imboscati, riverniciati, delatori scampati alla giustizia partigiana o rimessi in liberta' dall'amnistia (tra l'aprile e il giugno del '45 sono 582 le persone che scompaiono o vengono ritrovate cadaveri). Ci sono gli agrari compromessi col regime fascista che rialzano la testa e si rifiutano di ripartire i raccolti secondo le direttive del governo provvisorio. I mezzadri e i braccianti insorgono e si arriva ai ferri corti. Solo nel luglio del '46 sono 21 i prelevati e gli uccisi per ragioni legate alla vertenza agraria; 15 i proprietari terrieri eliminati nel ravennate. Le vendette cedono il posto agli espropri e alle rapine, la giustizia partigiana colpisce anche ex-fascisti di ben scarso rilievo. I confini dell'azione politica armata si fanno labili e alla fine il fuoco raggiunge i "dissociati". O con noi o contro di noi.
Cosi' nasce la leggenda del Triangolo della morte.
E il Partito? Finge di non sapere. La parola d'ordine e' "democrazia progressiva", ma c'e' anche il rischio reale di un colpo di stato in caso di vittoria elettorale della sinistra, e in questo caso sara' necessaria gente determinata, disposta a usare le armi degli arsenali clandestini. Non e' possibile liquidare le "teste calde" con un atto d'imperio. Potrebbero tornare utili. 

"Volante Rossa". Milano. Stesso copione. Ma qui l'organizzazione ha tanto di tessera, uniforme (vecchi giubbotti dell'aviazione americana) e copertura di comodo: servizio d'ordine del pci lombardo. Dal '46 al '49 svariati ex-fascisti cadono sotto i colpi di pistola. Tre anni. Un sacco di tempo, durante il quale cresce la leggenda dei giustizieri proletari. Ma nel nuovo ordine "democratico" non possono durare. I piani di Togliatti non lasciano spazio agli irriducibili. Le armi vanno messe da parte. E come sempre accade quando il clima diventa sfavorevole, gli irriducibili cominciano a fare cazzate, a colpire i pesci piccoli, le vendette politiche si "personalizzano", seguendo i sentieri di un odio che il paese vuole annacquare. Gli "eroi popolari" rischiano di diventare dei "folli". Gli ultimi fuochi dopo l'attentato a Togliatti, nel '48, quando l'Italia comunista insorge. Gli Sten e i Thompson tirati a lucido rispuntano dappertutto, si occupano le fabbriche e le piazze, volano pietre e proiettili, ci scappano i morti. Poi il richiamo all'ordine. Dietrofront, compagni. Un'insurrezione 
<A HREF="ascediguerra_primaparte037">></A>