<A HREF="ascediguerra_primaparte032"><</A>
descrivono come una marmaglia di spacciatori e papponi, la ammassano in quelle specie di gulag senza che nessuno protesti, mi viene un magone
Qualcuno protesta, ma'... 
Va bene, qualcuno protesta, ma dovrebbe farlo molta piu' gente, come in Francia per i sanpapie'! Sto famoso "popolo della sinistra" dov'e'? Te lo dico io, dov'e': in rianimazione! Tra il coma profondo e la morte clinica. E intanto altroche' "centrosinistra", abbiamo un vero e proprio governo di destra, che lecca i piedi al papa, pretende che io con le mie tasse sovvenzioni le scuole private cattoliche, fa la guerra insieme agli americani, e vedrai che tra un po' ci tolgono anche l'aborto!
Comincia una delle tirate di mia madre, la "Giovanna di Rifondazione", che a Castelfiorino conta la bellezza di sedici militanti, o per i piu' vecchi "la nuora di Soviet". 
Nessuno la definirebbe mai "l'ex-moglie di Antonio Zani", che poi in paese era piu' noto come "il figlio piu' grande di Soviet" o addirittura "quello dell'Anagrafe", perche' lavorava in Comune. Diciamo che in famiglia non era lui a portare i pantaloni. Quando si separarono nell'85, lui ando' a vivere a Modena con una tipina taciturna e remissiva. Anche li' ha sempre lavorato al municipio. Nel '90 e' andato in pensione anticipata, e da allora si dedica al modellismo, il suo hobby di sempre. 
Mia madre invece e' rimasta coi suoceri, coi quali s'era sempre trovata bene, e ha continuato a fare l'insegnante di lettere alle medie. Ora che i nonni sono morti, vive da sola nella loro casa. A 52 anni, si e' recentemente fidanzata con uno poco piu' vecchio di me, un coltivatore diretto che si chiama Ares Malatrasi, ma tutti lo chiamano "Travolta" perche' somiglia vagamente all'attore. 
Travolta siede proprio di fronte a me, non dice niente, pare gli interessino solo i tortelloni che ha nel piatto e le notizie del telegiornale a cui lancia un'occhiata ogni tanto. Non e' che io e lui si sia mai legato molto. Mia madre e' a capotavola. Quando parte con le sue sfuriate contro "il governo & i padroni" tendo a lasciar cadere il discorso.
Ieri con Guido abbiamo parlato di nuovo di Soviet, sai? Mi ha raccontato una cosa strana, che non immaginavo Che il nonno insisteva a dire che bisognava fare le brigate internazionali per le guerre di liberazione del sud-est asiatico, intendo gia' negli anni Cinquanta. Ne sai qualcosa? Ti ha mai detto niente?
Non mi meraviglia, Soviet era un vero internazionalista. Che qualcosa accadesse sotto casa sua o dall'altra parte del mondo non faceva mica differenza. Divorava le cronache estere dei giornali, in un paesino cosi' piccolo era il suo modo di sentirsi partecipe delle sorti del mondo. Non mi meraviglia per niente, ma con me non ha mai accennato di brigate internazionali. Ma io l'ho conosciuto molto piu' tardi, a fine anni Sessanta. Guido cosa ti ha detto?
Travolta e' gia' passato all'insalata. Non ha ancora aperto bocca, se non per mangiare.
Io ho ancora il piatto mezzo pieno.
Niente di particolare in realta'. Solo un accenno a degli italiani che sarebbero andati da quelle parti a combattere. Ma per il nonno si doveva fare molto di piu' in maniera piu' organizzata, voleva che il partito si impegnasse apertamente. No, e' che mi incuriosiva il suo interesse per vicende cosi' lontane, quando il mondo era molto piu' grande di adesso. In quegli anni l'Indocina avrebbe potuto essere Marte.
Ascolta, Daniele, i comunisti di quella generazione erano stronzi, maschilisti, stalinisti, poi c'erano anche quelli aperti, in gamba, come tuo nonno pochi a dire la verita'. Ma una cosa ce l'avevano tutti. Il loro orizzonte era il mondo. Per Soviet questo era del tutto naturale. Per lui le guerre di liberazione coloniali erano il proseguimento diretto di quella che aveva combattuto. Ti ricordi per il Nicaragua? Non era mica piu' un giovanotto, ma ancora se la prendeva a cuore. E poi per la guerra del Golfo? L'avevo visto poche volte cosi' incazzato. Mi faceva quasi paura. E anche
<A HREF="ascediguerra_primaparte034">></A>