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viene unito al resto del paese sotto le insegne di una monarchia costituzionale retta da S?s?vangvong. Il tutto, nell'ambito della sempiterna Unione Francese.  
Il vero potere resta comunque in mano agli ex-colonizzatori, che controllano direttamente la politica estera, la difesa, la dogana, le poste, l'industria mineraria ecc. ecc. ecc.

 

Nel frattempo, che fanno gli esuli del Lao Issara? 
In che rapporti sono i tre fratelli principi indipendentisti?
Phetxar?t Rattanavongs? e' presidente del governo in esilio.
Suvanna Ph?m? e' vice-premier.
S?phanuvong e' ministro degli esteri e comandante-in-capo dell'esercito indipendentista. Nel luglio 1946 riprende contatto col Vietminh e raggiunge Hanoi. 
Ho Chi Minh e' a Fontainebleau. Pur tra mille difficolta', prosegue l'armistizio tra Francia e Repubblica Popolare del Vietnam. Ma la tregua non vale certo per il Lao Issara, anzi, c'e' la caccia all'uomo, e diversi guerriglieri si rifugiano in Vietnam, dove ricevono addestramento e supporto logistico. 
Nel Laos settentrionale l'ultimo bastione anti-francese, Ban Huayxay, cade solo il 23 settembre 1946. Dopo questa data, tutta la guerriglia verra' diretta dalla Thailandia, dove l'uomo politico piu' importante e' Pridi Phanomyong, ex-Reggente, gia' leader della resistenza anti-giapponese Thai Seri ("Thailandia indipendente"). Pridi detesta i colonialisti francesi, e lascia che il Lao Issara usi i territori lungo il Mekong per organizzare scorribande oltre il confine naturale tra i due stati.
A nord-est, la situazione e' piu' confusa. I francesi hanno ripreso Xam Nua e Phongs?l?, ma gli scontri proseguono. A combattere contro il Lao Issara ci sono anche i Hmong, minoranza etnica che i Lao chiamano col dispregiativo "Meo" ("selvaggi"), capeggiata da T?b? L?fung.
Dopo essersi consultato con la dirigenza Vietminh, S?phanuvong torna in Thailandia per convincere il resto del governo (in pratica i suoi fratelli): non e' possibile proseguire la lotta senza legami piu' stretti col Vietnam.
A questo proposito si forma, con la benedizione del Vietminh, il Comitato per la Resistenza Lao a Est (laddove per Ovest s'intende la Thailandia). Responsabile dei rapporti col Vietminh e' Kaisn Phomvih?n, che nel '75 diverra' primo ministro.


11
Sentieri dell'odio 
(Cuffiano)


Dopo molti falsi allarmi, fughe nei campi e ritorni a casa al sibilo della seconda sirena, il 13 maggio 44 Imola subi' il primo, terribile bombardamento aereo.
Mio padre decise allora di trasferirci a Cuffiano, frazione di Riolo, nella casa di una sorella. Sperava di trovare un po' di tranquillita' per la famiglia, visto che la guerra piu' feroce non si era ancora spinta fin li'. 
Il fronte era fermo al Passo della Futa. L'unico pericolo erano i mitragliamenti aerei sulle colonne militari tedesche che risalivano la statale cariche di rifornimenti. La strada era a meno di venti metri da noi, e la notte si sentiva il rombo degli autocarri e il fracasso dei blindati. Quando i tedeschi erano costretti a viaggiare di giorno, quasi sempre i caccia inglesi scendevano in picchiata. Allora una valanga umana cercava riparo urlando e i piu' coraggiosi sparavano sugli aerei che riprendevano quota.
Mio fratello Pietro si fece assumere alla Todt di Riolo. Era una fabbrica riconvertita dai tedeschi per scopi bellici e lui aveva il compito di passare informazioni ai partigiani e mantenere il contatto con gli operai. Non ci rimase a lungo: la sua situazione divenne subito molto rischiosa.
A Cuffiano frequentava una prostituta, tale Filomena, considerata dall'organizzazione clandestina una probabile spia dei fascisti. Inoltre avendo appena compiuto i diciott'anni, era a tutti gli effetti renitente alla leva. Non gli resto' che raggiungere i partigiani sulle montagne.
Nei mesi da sfollato, conobbi molti tedeschi e soldati della Repubblica Sociale che combattevano con loro. Ragazzi giovani. Partivano per il fronte e dopo una quindicina di giorni ritornavano, ma ne mancava
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