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divisioni tra il re e Phetxar?t culminano in un reciproco disconoscimento: S?s?vangvong licenzia Phetxar?t da primo ministro e uparat (vicere'); Phetxar?t convoca allora una "commissione popolare" che ribadisce l'indipendenza del paese, promulga una costituzione provvisoria e insedia un nuovo governo. 
Per S?s?vangvong, che riceve ordini da Imfeld e da De Gaulle in persona (via telegrafo), tutto cio' e' chiaramente illegale. Phetxar?t viene convocato d'urgenza a Luang Prabang, ma non ci va, anzi, dichiara che il re e' ufficialmente deposto.

E il "principe rosso"?
S?phanuvong diventa ministro dei lavori pubblici e delle comunicazioni, ma non si trova a Vientiane: fin dalla resa giapponese, e' in Vietnam. Anzi, e' ad Hanoi il giorno della dichiarazione d'indipendenza, s'incontra con Ho Chi Minh e discutono dell'appoggio Vietminh al governo del Lao Issara.
All'inizio di ottobre torna in Laos, scortato da dodici soldati del Vietminh in abiti laotiani. A Savannakh?t  la comunita' vietnamita lo accoglie festosa. Li' forma i ranghi dell'Esercito per la Liberazione e la Difesa del Laos, in cui ogni carica militare e' ricoperta da un Lao ma sotto il controllo di un supervisore Vietminh. 
S?phanuvong e' il comandante-in-capo. 
Alla fine del mese rientra a Vientiane: chiede al fratello Phetxar?t il ministero della difesa, ma ottiene quello degli esteri, mentre Suvanna si occupera' dei lavori pubblici.
Grazie alle pressioni di S?phanuvong, il governo del Lao Issara firma un trattato di alleanza con la neonata Repubblica Democratica del Vietnam.

Il primo obiettivo del governo e' far valere la propria autorita'. Il 13 novembre viene dichiarata la legge marziale, e inizia la rioccupazione di vaste regioni del Laos. 
Nella seconda meta' del mese, i francesi vengono cacciati da ogni centro amministrativo del Laos settentrionale, con l'eccezione di Luang Prabang, dove pero' una grande manifestazione popolare costringe il re a sottomettersi all'autorita' del Lao Issara e a tagliare ogni rapporto con Imfeld.
Ma il Lao Issara e' fragile, dipende dalla presenza dei cinesi e dall'appoggio del Vietminh. Inoltre, governare e' difficile quando non esiste personale amministrativo qualificato e le casse del Tesoro sono vuote. Non ci sono nemmeno i soldi per stampare volantini e rispondere alla propaganda trasmessa dai francesi. 
Tre ingegneri intenti a costruire un ponte senza piloni, coi due estremi appoggiati sul nulla.

All'inizio del '46 e' ormai chiaro che i francesi non intendono rinunciare al Laos: gli inglesi se ne sono andati e la Francia sta negoziando con la Cina il ritiro della famigerata 93a Divisione. 
Il 6 marzo Ho Chi Minh firma il modus vivendi con la Francia, che prolunga la tregua in Vietnam. I francesi possono concentrarsi sul Laos. 
Il Lao Issara ha le ore contate. Xiang Khuang e le province meridionali cadono quasi subito. A Thakhaek, il cocciuto S?phanuvong decide di resistere, a capo di una forza mista e male armata di laotiani e vietnamiti. I francesi attaccano il 21 marzo con tanto d'aviazione e artiglieria pesante. Tra gli uomini di S?phanuvong si contano mille morti, molti civili vengono falciati dalle mitragliatrici mentre attraversano a nuoto il Mekong per rifugiarsi in Thailandia. 
Lo stesso principe rosso e' ferito in modo grave quando un aereo spara sulla sua barca. 
Trecento superstiti fuggono a Vientiane. Tra gli attaccanti si contano solo diciannove morti e venti feriti, ma per vendetta l'intero quartiere vietnamita viene raso al suolo.
Vientiane cade il 24 aprile, Luang Prabang a meta' maggio. L'intero governo del Lao Issara, piu' di duemila persone tra familiari e stretti collaboratori, fugge in Thailandia. Scappano anche migliaia di vietnamiti, e le citta' lungo il Mekong rimangono deserte. 

Re S?s?vangvong esprime ai francesi la propria "gratitudine, fedelta' e affetto". 
Viene formato un nuovo esecutivo controllato dai francesi, denominato Governo Reale Laotiano. Ad agosto il Luang Prabang
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