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capito dove vuole arrivare: Insomma, secondo te, l'amnistia del '46 invece di sventare la guerra civile, ha rischiato di scatenarla?
Di sicuro non ha aiutato. Tant'e' che il Partito ha dovuto correre ai ripari. Quelli che volevano continuare a sparare li hanno mandati all'Est, insieme a molti altri che rischiavano la galera perche' in tempo di guerra si erano "permessi" di fucilare dei fascisti. E' cosi' che hanno rimediato all'errore del '46.
Di nuovo l'avvocato del diavolo: Ma secondo te si poteva processare un intero regime? Mica tutti avevano le stesse responsabilita', tanti avevano indossato la camicia nera solo per convenienza, per seguire il branco, per non subire rappresaglie
Si scalda: Lo so bene! Proprio per questo bisognava fare i processi, altro che amnistia! L'amnistia invece ha fatto d'ogni erba un fascio: tutti fuori, tutti assolti, il fascistello e il torturatore, il soldatino precettato e il gerarca! Non c'e' da meravigliarsi che a qualcuno gli e' venuto il prurito alle mani. Si ferma, l'indice puntato sul tavolino a chiarire il concetto Sia chiaro che io politicamente non sono mai stato d'accordo. La guerra era finita, era stata terribile, continuare ad uccidere non serviva a niente. Mica potevi fare la rivoluzione con le esecuzioni, decidendo tu chi meritava di morire. Pero', anche se il Partito era contrario, noialtri della base certi giustizieri li stimavamo pure. Cosa credi? Se  tuo nonno lo aspettava di notte, quel porco di Garau, e gli piantava una pallottola in fronte invece di farlo fuori a mani nude, avremmo applaudito lo stesso. In silenzio, ma avremmo applaudito, perche' era quello che meritava.
E Soviet la pensava come te, immagino.
Certo. E poi, sai, lui era stato fuori dall'Italia e aveva una visione delle cose piu' ampia, come dire mondiale. 
Una visione mondiale?
Cerca le parole, l'indice pronto a impennarsi: Si', diceva che la rivoluzione in Italia non si poteva fare perche' avremmo fatto la fine della Grecia. Saremmo stati invasi dagli anglo-americani e buona notte ai suonatori. Pero', diceva, il mondo non finisce a Castelfiorino, e neanche a Roma. C'erano paesi piu' arretrati dove succedevano grandi cose, come ad esempio la Cina. Mi pare di sentirlo
Una pausa. Gli occhi sono umidi, ricordare lo commuove ancora, anzi, lo commuove soprattutto adesso che Soviet non c'e' piu'.
Tossisce e continua: Diceva che la rivoluzione sarebbe partita dai paesi piu' arretrati, come in Russia, che era il paese piu' povero d'Europa all'inizio del secolo. Mi ricordo ad esempio che nel '54, con Dien Bien Phu, parlava sempre dell'Indocina e di Ho Chi Minh che aveva mandato a casa i francesi. Litigo' anche con Barbieri, della Federazione, mi ricordo, discussero tutta una notte, perche' Soviet voleva convincerlo che bisognava "internazionalizzare l'azione del Partito", come si era fatto negli anni Trenta, quando i comunisti italiani erano andati a combattere in Spagna. In quegli anni uno dei suoi cavalli di battaglia al bar era che il Partito avrebbe dovuto fare le Brigate Internazionali per il Vietnam.
Le Brigate Internazionali? sorrido.
Si', adesso ti fa ridere, ma con me una volta disse che alcuni italiani erano gia' partiti per aiutare il Vietminh, l'esercito di liberazione.
 Questa non l'ho mai sentita. Il PCI che organizza brigate internazionali in Indocina Sei sicuro?
Mi guarda con l'aria vagamente offesa: Sono vecchio, ma non sono ancora cosi' rimbambito. Mi ricordo bene che tuo nonno mi disse che alcuni italiani erano andati la'. 
E da chi l'aveva saputo?
Guido agita la mano indicando un luogo lontano: Non lo so. Secondo me glielo aveva detto qualcuno mentre era via. 
In Cecoslovacchia?
Un gesto di assenso.
E tu, non ne hai mai saputo niente?
Guarda, io non e' che ero molto dentro le faccende del Partito. Se ti interessa c'e' uno che ne sa qualcosa di sicuro, a Casalecchio. Vedrai che se lo chiedi a lui te lo sa dire, perche' anche lui e' stato nei
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