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Mi ha lasciato a bocca aperta.

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Castelfiorino (BO), 23 gennaio 2000


I pezzi sono gia' sulla scacchiera. 
E' stata mia madre a dirti che venivo?
Gli occhi grigi di Guido sorridono: Parla sempre di te, figurati se non me lo diceva. Mi ha detto che volevi chiedermi delle cose. A te il vantaggio. indica i bianchi e muovo il primo senza pensarci troppo.
Vuoi qualcosa? Dico alla Sina di portarti un bicchiere di vino?
No, ti ringrazio, sono a posto cosi'.
Allora muovi, che vediamo se sono troppo rimbambito per vincere ancora.
Guido non se la passa male. Per la sua eta' e' ancora in gamba. Dice che sono gli scacchi a mantenergli allenata la mente. Quando torno al paese, sempre piu' di rado negli ultimi tempi, non posso sottrarmi all'immancabile sconfitta. Il bar ormai lo ha lasciato, ma vive sempre nell'appartamento al piano di sopra, insieme alla moglie Sina, lo stesso dove si rifugio'  mio nonno quando torno' per farsi giustizia.
E' parecchio non ti fai vedere.
Eh, il lavoro, Guido, il lavoro 
Cos'e' che volevi sapere?
 Volevo che mi parlassi del nonno. 
Be' perche', non ti ho gia' detto tutto dopo il funerale?
Ad esempio non mi hai detto dove e' stato l'anno che e' sparito.
Guido sorride e alza le spalle, finge di concentrarsi sul gioco, poi muove il cavallo.
Non te l'ho detto perche' non lo so. Non lo disse a nessuno, nemmeno a tua nonna.
Ma un'idea te la sarai pur fatta. Era o no il tuo migliore amico?
Mi guarda con l'aria sorniona: Avresti dovuto chiederlo a lui, finche' era vivo.
Lo so. Pensi che me l'avrebbe detto?
Sorride ancora, tossisce, sputa nel fazzoletto.
Mi sa che non te lo diceva. Pero' hai ragione, io credo di saperlo, dov'e' stato.
Dove?
In Cecoslovacchia. Muovi, se no facciamo notte.
Sposto un pedone per liberare l'alfiere.
Come fai a dirlo?
Perche' ogni tanto gli scappava detta una parola, che poi io ho scoperto che era una parola cecoslovacca. Adesso non mi ricordo piu' quale. E poi sai, in quegli anni era li' che andavi, se avevi guai con la giustizia. Ci sono stati in tanti
Si e' fatto cinque anni di galera. Ha mai avuto rimpianti?
Guido scuote la testa: Tuo nonno non era uno che si guarda indietro. A quel delinquente di Garau bisognava farla pagare. Aveva fatto a Checo e Jerry roba da SS. Non avevamo fatto sconti ai tedeschi, perche' doveva passarla liscia lui? Nessuno ha mai criticato Soviet per quello che ha fatto. 
Mentre cerco di limitare i danni sulla scacchiera, penso alle domande che non ho rivolto a Soviet e che forse posso fare a Guido.
Da quello che mi hai raccontato, lui non era un tipo tanto tranquillo. Insomma, voglio dire, anche per il partito era solo uno spaccamaroni.
No, solo no, era capo lega, molto stimato, pero' e' vero, con gli anni era diventato sempre piu' scomodo.
Con gli anni? Vuoi dire che sull'amnistia di Togliatti era d'accordo?
Sgrana gli occhi e tossisce ancora.
No, no. Era incazzato nero  prende fiato  Allora, se vuoi sapere le cose per bene ti devo fare un discorso generale. Adesso ormai sono passati tanti anni e il comunismo e' caduto dappertutto. Nessuno ci pensa piu'. I vecchi come me non hanno piu' voce in capitolo. Pero' devi sapere che io e tuo nonno, senza andarlo a sbandierare, l'amnistia di Togliatti non l'abbiamo mica digerita. E non eravamo certo i soli. Poi col passare degli anni ci hanno raccontato quello che volevano e si e' dimenticato tutto. 
E non avete protestato in Federazione, non avete detto niente?
Allora non vuoi proprio giocare, ho capito sospira e si stringe nel golfino, parla lentamente Devi sapere che il marxismo, la teoria, per me e per tuo nonno e' venuta dopo la guerra, alla scuola di partito. Eravamo comunisti certo, da sempre, ma mica per l'ideologia. Per odio contro gli agrari, contro i loro scagnozzi in camicia nera che picchiavano i braccianti. E anche quando siamo entrati in brigata lo abbiamo fatto per il senso dell'ingiustizia. Perche'
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