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buona e giusta. Nel '56 era stato favorevole all'invasione dell'Ungheria, perche' secondo L'Unita' Imre Nagy era un reazionario e un anticomunista. Ma nel '68 sua nuora, mia madre, l'aveva convinto che la Cecoslovacchia era stata non solo un errore, ma una vera infamia. 
Siccome mio nonno non era un cretino, era andato all'Istituto Gramsci a rileggersi i giornali di dodici anni prima, e aveva concluso che anche l'Ungheria era stata "una gran brutta roba", che i paesi socialisti non dovrebbero invadersi tra loro ne' guardarsi in cagnesco come facevano urss e Cina, senno' si fa il gioco della reazione, e se c'era arrivato il capolega di Castelfiorino com'e' che non c'era arrivato il segretario del pcus? C'erano due possibilita': o i dirigenti del Partito sovietico erano dei ritardati, oppure erano dei manigoldi. E se alla testa del Partito-guida del blocco socialista c'erano dei ritardati o dei manigoldi, voleva dire che quello la' non era socialismo. No, mio nonno non era per niente un cretino. Al bar tutti i suoi amici gli dicevano: Ma cosa vuoi che ne sappia, quella ragazzina li'! Va la' che i compagni russi lo sanno, quello che fanno, e se hanno mandato i carri armati una ragione ci sara'.
Pero' nessuno lo offendeva o dava in escandescenze, primo perche' Soviet era uno che menava, secondo perche' il bar era di Guido (il suo migliore amico) e lo mandava avanti Caterina (sua moglie), e siccome al bar della parrocchia non voleva andarci nessuno, conveniva non inimicarsi ne' l'uno ne' l'altra.
Il "compromesso storico" non lo convinse per niente. Anche sul '77 e sul terrorismo, ebbe opinioni poco ortodosse, che nel pci gli attirarono molte critiche. Diceva che era anche colpa del Partito se "quei ragazzi" avevano perso la bussola e s'erano messi a bastonare, incendiare, sparare: la dirigenza s'era imbolsita, era affetta da "cretinismo parlamentare", dopo il '68 non aveva piu' saputo comunicare coi movimenti. Perche' fingere che in Italia, dopo trent'anni di regime dc, non ci fossero buoni motivi per agitare le piazze, occupare le scuole, scontrarsi con la celere e coi carabinieri? Lo sapevano benissimo, i compagni dirigenti, che la celere si comportava ancora come ai tempi di Scelba, e che molti carabinieri erano ancora come quel Garau. Si', da sindacalista gli dispiaceva che gli autonomi se la fossero presa con Lama e l'avessero cacciato dall'Universita' di Roma, ma insomma, se fossero stati gli studenti a entrare in una fabbrica occupata per intimare agli operai di tornare al lavoro, non sarebbero stati presi a pedate nel culo? Perche' proprio il segretario della cgil era andato a chiedere agli studenti di smobilitare? Quella li' era competenza del questore o del prefetto. Lavoro da sbirri, mica da compagni.
Il segretario della sezione, nel sentire quelle eresie, non aveva mai il coraggio di dirgli niente, perche' lui era Soviet, uno che aveva combattuto contro i fascisti e i tedeschi, aveva accoppato un aguzzino a mani nude e si era fatto pure la galera. Nel Partito e alla Camera del Lavoro si dava la colpa alla senilita' e a Giovanna, sua nuora, "gruppettara" e "femminista", e poi, possibile che uno che si fa chiamare "Soviet" faccia critiche del genere al Partito e ai compagni russi?
Alla fine, almeno sul ruolo dell'URSS, il Partito dovette dargli ragione. A Castelfiorino un bel po' di iscritti andarono a Canossa, dalla famiglia Zani. "Queste si' che sono soddisfazioni", fu il commento di mio nonno, e un pomeriggio al bar offri' da bere a tutti, anche a quelli che a Canossa non c'erano venuti.
Il 4 febbraio del '98 ha avuto un brutto attacco di cuore. Ma aveva una tempra incredibile, e si e' ripreso quasi subito. Dopo nemmeno un mese, camminava di nuovo senza bastone. Ma non e' durato a lungo: un secondo infarto lo ha stroncato l'anno scorso. 
Nonna Caterina lo ha seguito pochi mesi dopo. Nei giorni successivi, Guido, affaticato dagli anni ma sempre lucido, mi ha raccontato tutta la storia, nei dettagli. Dovevo sapere.
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