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fiera di lui, e raccontare ai bambini che il loro babbo non ha voluto marcire in un buco senza fare niente. 
Io non lo so dov'e' stato per tutto questo tempo, ma ha bussato alla mia finestra tre notti fa, io mi sono svegliato, ho aperto gli scuri e mi si sono rizzati i capelli in testa, sembrava di vedere un fantasma. Aveva la barba lunga come quando eravamo in Brigata. Mi ha chiesto se potevo dargli da mangiare e ospitarlo per un giorno o due. Non gli ho chiesto niente. Lo sapevo perche' era tornato, senza bisogno che me lo dicesse. Nella vita di un uomo arrivano dei momenti che devi dire basta e fare quello che e' giusto senza pensare a come la pagherai. 
L'ho tenuto in casa mia, nella camera sopra il bar, fino a ieri all'ora di pranzo, quando si e' presentato Garau, che ogni tanto veniva a mangiare qui, sapeva che noialtri siamo tutti compagni e, da grandissimo bastardo qual era, gli dava gusto infastidirci stando li', e ce lo diceva anche! Diceva che il nostro odio lo faceva sentire piu' forte. Sapeva che la divisa lo proteggeva, io non potevo sbatterlo fuori  e nessuno poteva alzare un dito contro di lui. Nessuno all'infuori di Soviet. Quando ha sentito la cadenza sardagnola, e' sceso dalla scala con la rivoltella in mano. L'ho gia' scritto prima, ma sembrava proprio l'apparizione di un fantasma. Uno alla volta, man mano che si accorgevano che c'era, i clienti ammutolivano. Alcuni hanno sorriso, uno lo ha salutato col pugno chiuso, e allora e' stato lui a sorridere. 
Avessi visto che faccia ha fatto Garau quando se l'e' trovato davanti!! Il gargarozzo gli ballava su e giu' e non riusciva piu' a dire niente. Soviet si e' seduto al suo tavolo puntandogli la rivoltella in faccia, lo ha disarmato e gli ha parlato a voce bassa, tanto bassa che nessuno di noi ha sentito niente. Poi si sono alzati e sono usciti sul piazzale, con tutti noi dietro. Soviet ha mostrato a tutti le due pistole che aveva in mano, poi ha detto: "Queste non mi servono, sto delinquente non merita che si sprechi neanche un grammo di piombo" e le ha buttate per terra. Poi ha guardato Garau e ha detto: "Ti ammazzo a mani nude". Garau si e' gettato su di lui urlando, e ha tirato fuori un coltellaccio a serramanico, uno di quelli che usano dalle sue parti. Soviet gli ha stretto il polso, poi gli ha dato una sventola in faccia, e un'altra, e un'altra ancora. Continuava a picchiarlo in faccia mentre lo teneva in piedi. Tutti facevano il tifo per lui mentre spaccava il naso e i denti a quell'animale. Alla fine ha lasciato andare il braccio, e Garau si e' afflosciato come un sacco vuoto, morto. Non e' vero che Soviet ha infierito su di lui quand'era gia' a terra. 
Dopo aver ripreso fiato, Soviet si e' fatto portare un bicchiere di rosso, poi ha chiesto che lo accompagnassimo in caserma, perche' se lo scortavamo noi i carabinieri non lo avrebbero ammazzato subito. 
Dice il giornale che lo mandano nello stesso carcere di Checo e Jerry. Lo accoglieranno a braccia aperte, e si congratuleranno con lui per aver fatto fuori quel torturatore. Sono sicuro che anche nel Partito e nel Sindacato la pensano tutti cosi', ma sono cose delicate, non si puo' mica dirlo ai quattro venti e rischiare che i reazionari ci dipingano come mostri assetati di sangue! Ma la pensano tutti cosi', stanne certa, come e' vero che tutti ti siamo vicini e se c'e' bisogno siamo pronti ad aiutarti. Non sara' facile per una donna sola tirar su dei figli col marito in galera, per giunta un compagno che ha ammazzato un carabiniere. Ti faccio questa proposta: a me serve una cameriera. Se tu venissi qui da me, potresti anche portarti dietro i bambini e tenerli d'occhio, cosa che non puoi fare se continui a lavorare in campagna. A me non mi darebbero fastidio, lo sai che mi farei in quattro per i figli di Soviet. Dammi retta, e ce la caveremo, ce la caveremo tanto bene che anche Soviet sara' fiero di noi, come noi lo siamo di lui.
Un caro abbraccio,
Guido 

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Sentieri dell'odio 
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