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delitto [...] dieci giorni di arresti di rigore, al termine dei quali verra' trasferito alla stazione carabinieri di Strongoli, provincia di Catanzaro [...] 
    

Dal Giornale dell'Emilia del 16 febbraio 1950:
Castelfiorino, raccapricciante episodio
Ex-sindacalista aggredisce e massacra ufficiale dei Carabinieri
Era sospettato della strage di Ca' del Rovere - La bomba uccise un chierichetto di 9 anni 

Castelfiorino. Ieri pomeriggio, sotto gli occhi di una folla inorridita, il Maresciallo dei Carabinieri Gavino Garau - di anni 42, originario di Oristano - veniva aggredito e picchiato a morte da Sergio Zani, di anni 30, ex-sindacalista residente a Castelfiorino ma da tempo latitante. 
Zani era ricercato dalla giustizia per il vile attentato di due anni fa, quando una bomba era esplosa nella chiesa di Ca' del Rovere uccidendo il chierichetto Alfredo Pancaldi, di appena 9 anni, e ferendo il parroco e una parrocchiana. Garau si era distinto nelle indagini, risalendo in poco tempo agli esecutori materiali dell'attentato, Francesco Golinelli e Gerardo Beltrami, attualmente in carcere a Modena e in attesa del processo. Beltrami e Golinelli avevano confessato, facendo anche il nome di Zani, in luogo meglio noto come "Soviet" per via della sua militanza comunista. Zani, sposato e padre di due figli piccoli, era sfuggito all'arresto e aveva fatto perdere le proprie tracce. 
Solo ieri, inaspettatamente, Zani era ricomparso in paese armato di rivoltella, e affrontava il maresciallo Garau davanti al bar-trattoria "Da Guido". Diversi testimoni affermano che Zani ha sfidato Garau a duello, il quale non poteva accettare in quanto vietato dal codice militare. Zani aveva allora gettato a terra l'arma e s'era avventato sull'ufficiale, tramortendolo a pugni e calci, e infierendo su di lui anche quando aveva ormai perso i sensi, fino a provocarne la morte. Nessuno tra i testimoni ha mosso un dito per salvare il Maresciallo. Interrogati dai carabinieri sul perche' non avessero agito, gli avventori della trattoria hanno detto che Zani "sembrava pazzo ed era inavvicinabile". Dopo aver consumato la sua vendetta, l'ex-sindacalista si presentava spontaneamente alla caserma dei Carabinieri, dove si costituiva. 
Il corpo del Garau verra' imbarcato domani a Livorno per raggiungere la Sardegna. A Oristano, gli verra' tributato il funerale militare con picchetto d'onore. Quanto al suo carnefice, e' stato tradotto al carcere di Modena, dove si ricongiungera' ai suoi due complici. 
Poco dopo il tragico evento, la Camera del Lavoro di Castelfiorino ha reso noto che, solo pochi giorni prima, aveva presentato alla Procura di Bologna una denuncia contro Garau, per reati che vanno dalla simulazione di reato alle lesioni gravi causate a diversi sospettati di reato. In un comunicato, Floridano Pettenati, segretario della Democrazia Cristiana locale, ha parlato di "puro e semplice sciacallaggio da parte dei comunisti e dei loro alleati, che con volgari calunnie profanano il corpo ancora caldo di un valoroso servitore dello Stato", denunciando altresi' "il clima di intimidazione e violenza instaurato a Castelfiorino per colpa di sobillatori di professione come Sergio Zani". (B.M.) 


Lettera di Guido Cortesi a Caterina Mengoli in Zani, 16 febbraio 1950:

Cara Caterina,
non ci devi credere a quello che scrive il giornale. Quello, anche se ha cambiato nome per la vergogna, rimane sempre il giornale delle ss e delle brigate nere, degli agrari e della polizia. Non e' andata come scrivono loro. 
Soviet e' tornato perche' non sopportava piu' di stare in un nascondiglio mentre quel pazzo maledetto di Garau continuava a importunare te e a minacciare i compagni. Chi, come il tenente Rizzi, denunciava le malefatte di quella bestia veniva isolato e punito, mentre lui si copriva di gloria perche' lottava contro il pericolo rosso. Soviet non e' mai stato un vigliacco, e ha fatto quello che deve fare un uomo quando si trova con le spalle al muro. Devi essere sempre 
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