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i cavalli. Costretto a respirare e ingurgitare la purga, in breve provai una forte nausea e intensi dolori allo stomaco. Per tutto il tempo di quest'operazione, il Garau mi esortava a confessarmi bombarolo e assassino, e a "fare i nomi" dei miei "complici". In particolare, insisteva perche' nominassi Zani Sergio detto "Soviet". Al mio rifiuto di coinvolgere tale persona, che mi e' amica e che ha combattuto per la liberta' del Paese contro i fascisti e meritandosi anche la medaglia d'argento, il Garau mi punto' una rivoltella alla tempia e mi disse che mi avrebbe ucciso se non avessi nominato Soviet, che' tanto avere "un bolscevico di meno" sarebbe stato comunque un bel guadagno. Alla fine cedetti. Garau mi costrinse anche a dichiarare di essermi recato in canonica il giorno precedente all'esplosione, la qual cosa e' del tutto falsa in quanto non sono credente e non vado a messa da quando ho fatto la cresima [...]


Dalla ritrattazione di Francesco Golinelli, resa al tenente Alberto Rizzi  della stazione carabinieri di Castelfiorino in data 16 marzo 1949:  

[...] ad opera di Garau, subii inaudite sevizie: strappamento dei peli dello scroto, sputi in bocca, percosse con un bastone nodoso, riportando lesioni al braccio e alla gamba e fuoriuscita di sangue dalle orecchie. Le lesioni furono accertate dal dottor Argentesi [...]


Dal memoriale del tenente Alberto Rizzi sulla condotta del suo diretto sottoposto maresciallo Gavino Garau, consegnato al Comando Generale dell'Arma in data 2 luglio 1949:

[...] sotto la direzione di Malagodi (un grosso agrario del luogo) e di Pettenati (segretario della Democrazia Cristiana), Garau eseguiva spedizioni nella campagna di pretto stile fascista [...] Nella primavera del corrente anno vi fu nella zona lo sciopero dei braccianti. Un giorno il Malagodi, dopo aver criticato la debolezza delle Autorita' di Pubblica Sicurezza che non agivano con forza contro gli agitatori, mi accenno' che ci sarebbe stata si' una maniera per mandarli in galera, e quella maniera sarebbe stata quella di far rinvenire una bomba nel fieno di qualche agrario. Ritenendo che egli scherzasse, risposi sorridendo che il trucco sarebbe stato troppo ingenuo, ed egli allora mi disse che la cosa era piu' facile di quanto io non credessi e di averne anzi gia' parlato col mio maresciallo, vale a dire Garau, il quale a sua volta aveva gia' trovato l'individuo adatto per collocare l'ordigno. Ne chiesi ragione a Garau, il quale mi fece credere che si era parlato della cosa col Malagodi soltanto a titolo accademico. Ma il 14 maggio verso sera, a Manzolino, un libero lavoratore, mentre falciava il fieno, rinveniva infissa nel terreno una carica esplosiva di ignota natura. Immancabilmente Garau grido' allo scandalo e segnalo' il rinvenimento a tutte le Autorita' superiori, dopodiche' inizio' i primi fermi, tra cui quello del Sindaco di Castelfiorino e di tutta la sua famiglia, del segretario del Partito comunista, dei dirigenti della Camera del lavoro, nonche' di altre persone sospette e invise agli agrari e a Garau, al quale non sembrava neppur vero di poter cosi' sfogare tanti suoi personali rancori [...] (pagg.114-115 copia)


Dall'ordinanza di trasferimento del tenente Alberto Rizzi, trasmessa dalla Legione carabinieri di Bologna alla stazione di Castelfiorino, in data 11 novembre 1949:

[...] poiche' e' manifesta l'incompatibilita' ambientale [...] in quanto ingenerava sfiducia nell'Arma pregiudicandone la credibilita', diffondendo sospetti su un proprio sottoposto e inimicizie verso lo stesso tra gli stessi Carabinieri in servizio presso la stazione, nonche' commentando tali presunti fatti con noti attivisti di forze politiche dell'opposizione e mettendosi a disposizione dell'Autorita' giudiziaria scavalcando le vie gerarchiche, senza chiedere il permesso al Comando Generale dell'Arma [...] poiche' inadempieva al proprio dovere di capitano di tenenza, tralasciando di ricercare un latitante sospettato di efferato 
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