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e zdanovismo hanno inquinato l'immaginario. 
Non solo. Lo scorrere degli anni modifica il senso degli enunciati. Dolce vita oggi e' sinonimo di spensieratezza. Il film di Fellini invece non e' certo un grido d'amore per una societa' squallida e zuccherosa, e Roma e' una puttana di quart'ordine.
E allora? Allora e' successo che nel ricordare, chi era giovane in quel decennio si e' lasciato prendere dalla nostalgia. Quando sei vecchio gli anni della giovinezza ti sembrano sempre belli, e li rimpiangi qualunque cosa sia successa. Cosi', con i loro sospiri, i nostri nonni e genitori ci hanno raccontato un'altra storia e nessun film, qualche libro, hanno provato a smentirli. Anche per questo l'intervista al padre di mio padre e' un'occasione mancata. Perche' quello che i vecchi ci raccontano dipende anche dalle domande che gli rivolgiamo. E' vero che si ballava il mambo? E' vero che ci si trovava tutti insieme a vedere la tv nel bar sotto casa? E' vero che baciarsi in pubblico era sconveniente?. Mancano gli altri interrogativi, a cui forse avrebbero risposto con pochi rimpianti. E' vero che la polizia sparava sugli scioperanti? E' vero che se uno era comunista non gli davano il passaporto? E' vero che gli americani volevano tirare l'atomica sull'Indocina?. 

Nel decennio successivo, il paese venne percorso e squassato da una febbre cementizia di cui continua a pagare le conseguenze. Il Paese democristiano doveva dare di se' un'immagine positiva, rampante, proiettata verso il boom economico. 
Ma in tanti abitavano ancora nei tuguri, non avevano il bagno in casa, molti nemmeno l'acqua corrente. Pero' si costruivano le autostrade. 
Chiudiamo gli occhi e vediamo il maritino e la mogliettina di fronte ai conti del mese che si fanno coraggio a vicenda: vedrai che ce la facciamo, fra un paio d'anni avremo i soldi per la Seicento. L'immaginario borghese ci ha consegnato questi piccoli eroi. 
Qualcuno avrebbe dovuto scovarne degli altri, tra la massa silenziosa degli sconfitti.
Bisognerebbe guadare fiumi di sangue e bile, affondare nelle frattaglie umane fino al ginocchio, per capire cosa ci e' stato sottratto, cosa e' stato rimosso, cosa ad un certo punto e' diventato ineffabile, indicibile ancora e soprattutto oggi. 
In fondo, hanno vinto i cattivi, cioe'  "i buoni".

Prima di tornare a letto e tentare di dormire afferro un foglio di carta. Scrivo ai miei futuri nipoti: se un giorno vi parlero' bene degli anni Ottanta, provate a farmi delle domande diverse. Se insisto, avvertite la mamma che il nonno si e' rincoglionito.
Ripongo la busta e spengo la luce.
Mi giro nelle coperte.
Ho ancora davanti agli occhi quelle sbarre. Facce dure di tagliagole stanchi, di miserabili, di bestie reiette. Animali "cattivi" in gabbia.
E lo sguardo insostenibile di Kadisha che mi scava dentro.
Cosa abbiamo fatto per meritarci questa merda? Qual e' il Grande Tradimento? O e' piuttosto un accumularsi nel tempo di piccoli tradimenti, ciascuno perfettamente giustificabile, anche se il risultato finale e' l'orrore?
Qual e' il punto d'origine? E' possibile rintracciarne uno? Uno qualsiasi, che aiuti a capire.
Si', avrei proprio dovuto farle quelle domande al vecchio "Soviet".
 
5
Storia di Soviet (1948-50)


Dai rapporti del Maresciallo dei Carabinieri Gavino Garau:

L'anno millenovecentoquarantotto, addi' 21 del mese di settembre, alle ore 9,15 in questo ufficio stazione dei Carabinieri di Castelfiorino, Legione di Bologna, io sottoscritto Garau Gavino, Maresciallo, riferisco a chi di dovere quanto segue: alle ore 19,30 del 20 settembre 1948, ignoti nascondevano una bomba dietro una cassapanca posta nella canonica della chiesa SS. Pietro e Paolo, localita' Ca' del Rovere, frazione di Castelfiorino, provincia di Bologna. Trattavasi di un tubo di latta di cm. 30 di lunghezza e 10 di diametro circa, riempito con chiodi e polvere da sparo, chiuso alle due estremita'. Accesa la miccia, gli ignoti si allontanavano senza che nessuno li
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