<A HREF="ascediguerra_primaparte006"><</A>
comunista unitario, riconciliando i diversi gruppi marxisti clandestini. Il Partito Comunista Indocinese  viene fondato sugli spalti di uno stadio di calcio a Hong Kong, durante una partita. E' il febbraio 1930. L'uomo dai mille nomi resta nella colonia britannica col nome di "Tong Van So".
Nel 1932 la polizia di Hong Kong arresta "il noto agitatore Nguyen Ai Quoc". A segnalarne la presenza in citta' sono stati i servizi segreti francesi nella persona di Louis Arnoux, l'uomo che da anni ne segue le tracce e un giorno si senti' dire che aveva parlato a un fantasma. 
Un avvocato locale ottiene il rilascio su cauzione. Quoc fugge in Cina e fa diffondere la notizia della propria morte per tubercolosi. L'annuncio viene dato dalla stampa sovietica e ripreso dai giornali francesi. Le autorita' francesi chiudono la pratica per decesso del sorvegliato. A Mosca gli studenti indocinesi tengono una veglia funebre. 

Per buona parte degli anni Trenta l'uomo che danno per morto vaga tra URSS e Cina, usando tutti i mezzi di locomozione immaginabili. Si dice che abbia relazioni con donne russe e cinesi, ma il suo chiodo fisso rimane l'indipendenza del Vietnam. 
I viaggi di questi anni intaccano la sua salute: i polmoni perforati dalla tisi, l'intestino squassato da una dissenteria amebica, il corpo tremante a causa della malaria. 

Nel 1939 la repressione decapita il Partito Comunista Indocinese. I dirigenti, tra cui Vo Nguyen Giap e Pham Van Dong, devono riparare in Cina, dove la pressione popolare ha costretto Chiang Kai Shek a una nuova alleanza coi comunisti. 
Scrive Giap: Si era in giugno, il mese della piena estate a Kunming. [Un compagno] mi invito' a una passeggiata verso il lago di Thun Ho [] Noi camminavamo a passi lenti lungo la riva, quando un uomo d'eta' matura, vestito all'europea, con un cappello di feltro grigio si avvicino' a noi. [Il compagno] fece le presentazioni: "Il compagno Vuong.". Era lui, Nguyen Ai Quoc. Confrontandolo con la famosa fotografia di vent'anni prima, mi sembro' piu' vivace, piu' all'erta, benche' sempre cosi' magro. S'era lasciato crescere la barba [] Un dettaglio mi colpi', e non l'ho mai dimenticato: parlava con l'accento del Vietnam centrale. Non avrei mai creduto che potesse conservare tale accento dopo una cosi' lunga assenza. 

Nel 1940 i tedeschi occupano la Francia. I loro alleati giapponesi fanno lo stesso con l'Indocina. Non solo: spazzano via gli inglesi dalla Malesia e gli olandesi dall'Indonesia. Annientano le forze statunitensi nelle Filippine. Una potenza asiatica travolge i colonialisti occidentali. 
L'uomo che danno per morto evita l'errore ideologico di molti nazionalisti dell'area, e si guarda bene dall'appoggiare i giapponesi, che sono si' asiatici ma pur sempre fascisti: guarda invece con attenzione agli Alleati, che nell'estate del 1941 sottoscrivono la Carta Atlantica, con l'impegno di "ristabilire i diritti sovrani e l'autogoverno dei popoli che ne sono stati privati con la forza". 
E' ovvio che Churchill e Roosevelt si riferiscono solo ai popoli bianchi d'Europa, ma e' comunque una pezza d'appoggio. 

Nel frattempo, spacciandosi per il giornalista cinese Ho Quang, l'uomo che danno per morto rientra in Vietnam dopo trent'anni di assenza. Chissa' se pensa a quel giorno del 1911, il porto di Saigon che s'allontana, e il cuoco della Latouche Tre'ville che lo mette a pelare patate.
Si ferma a Pac Bo, nella regione Nung, a ridosso della frontiera con la Cina, dove i comunisti hanno deciso di fare base. Ci sono anche Giap e Pham Van Dong. Tutti vivono in capanne e caverne. L'ex-pasticcere del Carlton ne sceglie una scavata in una montagna di roccia calcarea. Proprio di fronte, scorre un ruscello. Ribattezza la montagna "Karl Marx" e il ruscello "Lenin". 
Per un anno indossera' l'abito azzurro dei montanari Nung, lavorando senza sosta alla propaganda anti-giapponese e anti-colonialista.
Su queste montagne nasce la Lega per l'Indipendenza del Vietnam, con lo scopo di
<A HREF="ascediguerra_primaparte008">></A>