Vitaliano Ravagli
Wu Ming

Asce di guerra

Oggetto narrativo

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1a edizione : 2000
2a edizione ampliata e corretta: 2005

Questo libro e' stato stampato su carta ecosostenibile CyclusOffset, prodotta dalla cartiera danese Dalum Papir A/S con fibre riciclate e sbiancate senza uso di cloro. Per maggiori informazioni: www.greenpeace.it/scrittori.

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(c) 2000 by Wu Ming, Published by arrangement with Agenzia letteraria Roberto Santachiara
(c) 2005 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino
www.einaudi.it





a Teo

a Johnny, Luther e il Re dalla lingua nera








Premessa 2005

Quando nel corso di un'intervista per il New Yorker dissi all'intervistatore (Mark Singer) che credevo che le storie fossero oggetti trovati, come fossili nel terreno, rispose che non ci credeva. Replicai che mi stava bene, l'importante era che ci credessi io.
Stephen King, On Writing




Asce di guerra non e' un romanzo. E' il primo dei nostri libri per cui abbiamo usato l'espressione "oggetto narrativo" (a volte aggiungendo: "non identificato"). E' anche il primo in cui abbiamo inserito i "Titoli di coda". 
Asce di guerrae' per un terzo l'autobiografia di Vitaliano Ravagli, per un terzo una miscela di fiction e non-fiction (un personaggio immaginario in cerca di un personaggio reale s'imbatte in storie vere) e per un terzo saggio (ancorche' "disinvolto") sulle guerre d'Indocina, sorta di reportage epico che rimbalza continuamente tra Laos e Vietnam. Non vi e' alcun equilibrio fra queste tre parti, ne' vi e' lo sforzo di produrre una sintesi. Gli accostamenti sono eccessivi, "strillati", il libro corre sempre il rischio di sfaldarsi e sfarinarsi. 
Asce di guerra contiene alcune delle pagine peggiori che abbiamo mai scritto.
Asce di guerra contiene alcune delle pagine migliori che abbiamo mai scritto.
Aliter non fit liber, direbbe Marziale. Non e' altro che questo, un libro. Contiene tesori e schifezze.
Nella seconda meta' del 1999 eravamo al lavoro sul nostro secondo romanzo collettivo, 54. Era la prima fase, quella della ricerca storica. Divoravamo libri e materiali sugli anni Cinquanta, leggevamo i microfilm de L'Unita' e de Il Resto del Carlino alla Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna. 
Una sera il collega e amico Carlo Lucarelli ci invito' a cena nella sua casa di Mordano. Parlammo dei rispettivi progetti. Carlo stava scrivendo L'isola dell'angelo caduto, noi dicemmo che eravamo in cerca di storie degli anni Cinquanta, storie poco note che sfidassero i cliche's su quel decennio.
- Qui a Imola c'e' un tizio, si chiama Vitaliano Ravagli. Negli anni Cinquanta e' arrivato fino in Indocina, ha fatto la guerriglia nella giungla. Ha scritto la sua storia in due libri e li ha pubblicati a sue spese.
Ci mostro' i libri di Ravagli, I sentieri dell'odio e Il prato degli uomini spenti. Sfogliandoli, capimmo che dovevamo conoscerlo. Carlo si offri' di organizzare l'incontro. Pensavamo fosse solo un buono spunto per una sotto-trama di 54.
Qualche giorno dopo, pranzammo con Ravagli in una pizzeria. Aveva sessantasei anni ed era un grandissimo affabulatore. Ci rintrono' di storie, aneddoti, invettive condite di bestemmie. Una sua boutade avrebbe ispirato un personaggio di 54. Picchiettando sul tavolo con la punta dell'indice destro, esterno': - Se il Sottoscritto avesse un bottone che lo spinge e sgancia un'atomica su Washington, beh...
Vitaliano era larger than life. Non potevamo infilare la sua storia in 54, si sarebbe prodotta
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