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risulta tanto pi favorita quanto pi alto e' l'interesse commerciale del privato nel riprodurre un testo. Il professor Lessig fa notare che oltre il novanta per cento dei libri ancora protetti da copyright non viene pi stampato. La bookmobile, dal canto suo, dimostra che la diffusione dei libri di pubblico dominio potrebbe diventare davvero capillare.
Tutto questo, si potra' pensare, riguarda gli americani e la loro costituzione, sebbene Topolino sia un personaggio di fama mondiale. Tuttavia, nel mondo globalizzato, le situazioni non sono mai cos scollegate. In contemporanea con il processo di Washington, infatti, si consumava la battaglia di Taiwan contro l'estensione del copyright. Durante i colloqui preparatori per l'accordo sul commercio e gli investimenti tra Taiwan e gli Usa, i rappresentanti americani hanno chiesto ai colleghi taiwanesi di sostenerli nella battaglia contro la pirateria, aumentando da cinquanta a settanta anni post mortem il periodo di validita' del diritto d'autore e sanzionando la copia per uso personale, non a fini di lucro, che nell'isola cinese e' considerata legale. Esponenti dei partiti progressisti taiwanesi hanno accusato gli americani di voler soltanto difendere gli interessi di una loro compagnia, la solita. Migliaia di studenti sono scesi in piazza, preoccupati di dover pagare i costosi libri di testo che oggi possono tranquillamente fotocopiare. La richiesta non e' passata.
Non va dimenticato, poi, che Stati Uniti e Ue, negli ultimi dieci anni, si sono tirati la volata a vicenda su questa questione, facendo quasi a gara per chi pi allargava l'ambito temporale del copyright.
Nel suo viaggio attraverso gli States, la book-mobile ha fatto tappa anche a Urbania, Illinois, in casa di Michael Hart. Brewster Kahle ha chiesto al professore di accompagnarlo, il prossimo anno, in una crociata pi lunga, almeno un mese. - Non posso prendere impegni fino al 2004, - ha risposto Hart, - devo raggiunge quota diecimila testi con il progetto Gutenberg. Sono trent'anni che ci sto dietro -. Il direttore di Internet Archive ha colto la palla al balzo, promettendo a Hart di aiutarlo, per raggiungere l'obiettivo entro il 2003. - In questo caso, - ha concluso l'altro, - non solo sono disposto ad accompagnarti per i cinquanta stati dell'Unione, ma potrei seguirti in cinquanta nazioni diverse.
Non resta che sperare di vederli comparire, in fondo alla strada di casa, sul vecchio Ford Aerostar, col suo carico (potenziale) di un milione di libri.

"l'Unita'", luned 30 dicembre 2002, sezione Orizzonti.




Postilla 2003
Siamo ancora vivi, bastardi!
Wu Ming

Sono passati tre anni da quando abbiamo reso pubblica la nostra Dichiarazione d'intenti, ed e' almeno dal gennaio scorso che ci interroghiamo sulla necessita' di scriverne una seconda, per fare il punto, ridefinire le coordinate, confermare o smentire alcune affermazioni, valutare i pro e i contro di certi percorsi. Risultato: ci siamo convinti che e' molto meglio non dichiarare alcun intento, che ancora una volta sono le opere e la prassi a dover occupare tutta la scena, non le facce ne' le idiosincrasie ne' le intenzioni dell'autore.
Tuttavia, nel momento fondativo di questo nuovo progetto, era difficile tenersi alla larga dalla tentazione del "manifesto programmatico" (per quanto piuttosto anomalo). Ed e' quindi impossibile, oggi, sfuggire ad alcune considerazioni.
1. Tra gli intenti iniziali - en passant - si cita anche lo scouting, l'editing, il lancio di prodotti "esterni" al collettivo. Pura illusione. A meno di essere "organici" (leggi: stipendiati e attrezzati all'uopo) a qualche collana o casa editrice e' molto difficile dedicarsi a un'attivita' simile. Le caselle di posta si riempiono di scritti, racconti, romanzi e il tempo per leggerli diminuisce in proporzione. Se escludiamo i libri autobiografici di Vitaliano Ravagli, confluiti dentro Asce di guerra, in nessun altro caso finora ci e' capitato di "far pubblicare" qualcuno. Consci di quest'insuccesso, abbiamo
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