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consapevolezza di chi li compie. Sono la guerriglia partigiana che combatte sulla Linea gotica del copyright, e prepara il terreno per la risalita degli Alleati.
Come le forze dell'Asse sull'Appennino, le multinazionali e gli enti amministrativi al loro soldo hanno perso la testa, e collezionano figure di merda:
1. Da due anni provano a mettere in commercio Cd presuntamente "anticopia", creando disagi agli acquirenti, con l'unico esito di stimolare l'intelligenza collettiva a trovare il modo di crackarli.
2. La famigerata Riaa (Record Industries Association of America) vorrebbe rastrellamenti di massa, esige che gli Internet Provider stilino e rendano pubbliche le liste di chi scarica Mp3.
3. Alcune major, convinte che siano i giornalisti musicali a "rippare" i promo Cd e diffondere le canzoni prima della loro uscita nei negozi, stanno fornendo ai recensori lettori portatili "sigillati con la colla", per impedire l'estrazione del Cd. Ma in questo modo i lettori non saranno riutilizzabili, andranno buttati nella rumenta. Una mossa ridicola e antieconomica, di puro sperpero, dettata dalla disperazione. Non ci credete? La notizia e' qui: <http://www.newscientist. com/news/news.jsp?id=ns999 92804>. Se credono di poter frenare un epocale processo di cambiamento con questi mezzucci...
Non dovrebbe impressionarci la campagna di allarmismo che precede il lancio in pompa magna da parte di Intel & Microsoft di Tcpa/Palladium (implementazione dell'hardware che dovrebbe bloccare l'esecuzione e la riproduzione di ogni materiale "protetto"): per come si presenta il panorama, quest'innovazione potrebbe creare problemi inimmaginabili a chi l'ha inventata, acuendo ogni contraddizione gia' esistente in materia di privacy, copyright e diritti dei consumatori; ad esempio, c'e' una contraddizione tra le sopracitate dichiarazioni di Barrett e uno degli effetti che in teoria produrra' Palladium: inibire la masterizzazione per uso privato. C'e' da attendersi una rivolta da parte degli utenti.
Insomma, in un modo o nell'altro Palladium finira' per produrre dialetticamente il proprio contrario, l'innovazione dal basso che costringera' le corporations a escogitare qualcos'altro, e cos via, ogni volta salendo di livello come in un videogioco spara-spara. e' successo in ogni fase del progresso mediologico, succedera' ancora, a dispetto dei tentativi capitalistici di produrre in vitro la "fine della Storia".
Come collettivo di scrittori veterani delle battaglie contro le attuali leggi sulla proprieta' intellettuale, e tra i pochissimi ad adottare una "licenza di pubblicazione aperta" in letteratura (una dicitura copyleft che permette la riproduzione dell'opera), Wu Ming e' attento a ogni sviluppo di questo processo.
L'aurora e' appena cominciata, e gli uccelli riprendono a cantare. Dalle maior, prima che il sole sia alto, ci attendiamo altre azioni involontariamente dadaiste. Dalla societa' civile, organizzata nelle forme che riterra' pi adeguate, possiamo attenderci la cacciata dei capi, capetti e crumiri dell'industria culturale.
Vorwaerts, kamaraden!

"Giap", n. 7, in serie,
Oltre il muro di cinta con una polpetta avvelenata,
3 dicembre 2002.


Tutti a bordo della libromobile
Wu Ming 2

A bordo di una "bookmobile" attrezzata con computer, stampanti e una rilegatrice, il signor Kahle collabora con il Progetto Gutenberg e gira l'America per diffondere libri.

Il signor Brewster Kahle non ha la faccia elettrica del geniale inventore. La sua Internet Bookmobile non compare tra le cento idee che il "New York Times" ha scelto come icone di quest'ultimo anno. Se ne sta parcheggiata al civico 116 di Sheridan Avenue, nel Presidio di San Francisco, quartiere residenziale immerso nel verde, dove la Highway i e ioi si uniscono, a formare il Golden Gate Bridge.
A prima vista, e' soltanto un semplice furgoncino, un Ford Aerostar vecchio di dieci anni. E in effetti le bookmobile, le libromobili d'altri tempi, non erano altro che quello: furgoncini carichi di volumi e di
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