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simbolico e' criticabile, come accolgo la vostra replica: non siete solo simbolici; tuttavia fra le produzioni artistiche e l'ordine socio-economico sussiste necessariamente un rapporto che varia a seconda delle epoche. Tu mi dici: in quest'epoca realmente avviene un processo di dissoluzione del diritto d'autore legato alla diffusione delle nuove tecnologie. S, senza dubbio, ma osservo anche questo: il processo avviene in un contesto economico e sociale di segno opposto, riscontrabile anche sul piano culturale: non stiamo forse assistendo alla piu' grande concentrazione dei mezzi di produzione culturale, scientifica e artistica mai avvenuta prima? Se oggi esiste un livello popolare progressivo e dinamico della cultura, esiste di sicuro un livello ufficiale, monopolistico e autoritario della cultura stessa. Come si mettono in rapporto questi due livelli? Tu rispondi cos: i due livelli confliggono e l'esito arridera' al livello popolare ascendente. Io rispondo: non lo so.
Terzo: il rock e' una delle mie colonne sonore pi care, i Rolling Stones la band pi amata (i rolling dei Sessanta e Settanta), ero un sostenitore del Mucchio Selvaggio. Ci vado a nozze con il rock - ma il punto e' questo: i punk inglesi erano reali, esprimevano un disagio concreto, ma non hanno intaccato nulla: la societa' inglese e' planata tranquillamente nel liberismo selvaggio. Proprio questo genere di discrasie mi fanno sospettare. Ed esempi simili nella storia ce ne sono mille: se vivi nel 1927 a Parigi e leggi Breton rischi di abbacinarti perche' la partita giocata non e' quella fra la liberazione integrale dell'uomo e l'ordine borghese capitalistico, ma la partita tra l'ordine borghese capitalistico e i fascismi e in un attimo ti ritrovi nella Seconda guerra mondiale.
Quarto: secondo me un ostacolo enorme e' costituito dalla figura degli esperti, versione secolarizzata dei pastori d'anime. Esperti che dicono come si deve pensare la politica, la societa', l'economia, la sessualita', l'amore, la crescita dei figli, l'urbanistica e quant'altro. Gli esperti stroncano alla radice sotto il pretesto della verita' scientifica la legittimita' dei desideri e delle esigenze concrete della moltitudine, impedendo di discuterli liberamente.

Ci sarebbero altre cose, ma ora devo andare.
Ciao, grazie.

Sergio

"Giap", n. 1, IV serie, numero speciale di inizio anno
e di inizio serie, 21 gennaio 2003.


Do it yourself

Puo' forse il sistema capitalistico non pensare sempiterno il modo di coniugare il verbo avere, il verbo valutare, di declinare l'aggettivo possessivo e di porre come cardine di ogni enunciazione il pronome personale? Un giorno se ne ridera' come del Voi, del Lei, del Loro e del Sua signoria e del servitor suo umilissimo e del "buoni affari" che si scambiano i commessi viaggiatori.

AMADEO BORDIGA



Intervista sul copyright alla newsletter dell'Associazione italiana biblioteche

[Abbiamo rilasciato un'intervista sul copyright ad "Aib notizie", newsletter dell'Associazione italiana biblioteche (www.aib.it). Ci sembra l'occasione in cui abbiamo spiegato la nostra posizione nel migliore dei modi. e' quasi un addendo alla Dichiarazione d'intenti del gennaio 2000].

D Cosa pensate della recente legge sul diritto d'autore che impedisce (anche nelle biblioteche) la riproduzione di testi in commercio per oltre il quindici per cento? Puo' essere questo un modo effettivo per tutelare gli autori e per favorire il mercato del libro e la diff usione delle lettura?
WM No. La diffusione della lettura si favorisce permettendo la diffusione dei testi, non restringendola. Se uno non ha i venti e pi euro necessari a comprare un libro, non ce li ha e basta. Che fa, interra una monetina nel Campo dei miracoli? Il divieto di riproduzione va a colpire un target di persone che le case editrici (e quelle discografiche) hanno gia' perso, a causa di politiche miopi, del continuo rialzo dei prezzi e del generale calo di qualita'. Nell'ambito universitario, si pensi ai
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