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Repubblica (6 marzo 1999), affermammo che "diventare scrittorucoli [...] da salotto o da talk-show sarebbe una fine ingloriosa, e altri Blissett farebbero bene ad abbatterci come cavalli feriti".
Siamo ancora di quell'idea.

"Giap", n. 4, III serie, Mantova:
i trucchi degli sciamani non funzionano pi, 9 settembre 2002.




Pseudonimi e mito dell'autore
Discussione tra Sergio Soriani e Wu Ming 1

FATTO Siete accusati di usare gli pseudonimi. Gli argomenti a suffragio di questa accusa sono vari. Me ne ricordo due: infantilismo e vilta'. Si pongono rispettivamente sul livello psicologico e su quello morale.
INTENZIONE Vorrei esprimere il mio punto di vista in merito.
FONTI La fonte delle mie informazioni in questo caso e': Hauser, Storia sociale dell'arte, Einaudi.
PRECEDENTI DELL'ANONIMATO DELL'AUTORE Si collocano nell'epoca medioevale. L'autore, l'artista nel Medioevo era anonimo e, anche quando non lo era, non rivestiva alcuna importanza. La ragione di questa automatica negligenza era il modello prevalente. Questo modello assegnava la priorita', direi la predominanza assoluta all'opera. La creativita' individuale era sconosciuta. La creativita' era predicata solo di Dio.
IL MITO DEGLI AUTORI e' nell'epoca umanistico-rinascimentale che nasce, si sviluppa e stabilizza il mito dell'Autore. Si arriva a ribaltare la prospettiva medioevale: l'opera e' una funzione dell'Autore, e' cio' che valorizza l'Autore. Questo punto di vista va collegato all'affermarsi definitivo del razionalismo e dell'individualismo borghesi. L'arte assume una piega individualistica in rapporto allo schema generale della societa'. L'individualismo dell'arte e' un riflesso e un sintomo dell'individualismo che impregna l'economia e la societa'.
LO STATO ATTUALE Il modello individualistico borghese permane. L'artista si muove all'interno di questo modello.
LA VOSTRA OPERAZIONE La scelta dello pseudonimo collettivistico segna una presa di distanza critica rispetto al modello prevalente, il vostro rifiuto.
ASPETTI PROBLEMATICI L'anonimato medioevale era coerente con la mentalita', la cultura e la societa' del tempo. Il vostro e' incoerente. Sorgono pero' dei problemi:
a) La vostra presa di distanza per non essere interpretata come una bizzarria, una civetteria o peggio un individualismo ancora pi radicale di quello normativo deve appoggiarsi a una concezione generale alternativa. Generale e quindi economica, sociale, politica e culturale;
b) La vostra presa di distanza e' simbolica e non concreta. e' simbolica perche' vivete in una societa' in cui l'anonimato e' di fatto impossibile. Esistono strumenti di identificazione che aboliscono alla radice la possibilita' di essere anonimi. Infatti voi non siete di fatto anonimi;
c) e' possibile che una proposta di fatto solo simbolica fondi un piano concreto? A questa domanda, coerente con l'analisi, non so trovare risposta precisa allo stato attuale.
IL MIO GIUDIZIO SULLA VOSTRA SCELTA Secondo me la vostra scelta presenta degli aspetti di valore, dovuti alle seguenti ragioni:
a) Introduce una mentalita' divergente in un contesto dove vige la conformita' alle regole del gioco stabilite. La divergenza porta di per se' a iniziative di ricerca che mirano a soluzioni di tipo diverso;
b) Cerca di riportare il focus della comunicazione sui messaggi piuttosto che sugli autori, rompendo il carattere narcisistico e sostanzialmente acritico della cultura attuale. Presenta pero' anche dei limiti:
1) e' una mossa avulsa: non e' sorretta da un orientamento complessivo condiviso e concretamente operante che la giustifichi sul piano razionale e la renda comprensibile: ecco perche' taluni possono tacciarvi di infantilismo e vilta';
2) e' una mossa che rischia l'inefficacia perche' e' definita: il sistema dei diritti d'autore potrebbe appiccicarvi l'etichetta di "coloro i quali sono contro i diritti d'autore" e disporvi sullo scaffale relativo. Siete suscettibili di integrazione, un po' come i testi antiglobalizzazione che vengono venduti 
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