<A HREF="antologiap109"><</A>
di Mantova", pubblicato sotto il titolo Wu Ming fedeli alla linea, Sottotitoli da vero evento: "Fotografi e operatori televisivi esclusi dall'incontro a palazzo d'Arco. I cinque giovani scrittori non intendono diventare personaggi. Spiegano i cinque: "Le storie hanno un potere taumaturgico"". Il giornalista osserva con indubbia simpatia che, "schivi per scelta", i Wu Ming non sprecano una parola sulla loro vita privata (al contrario evidentemente degli scrittori-star presenti al Festival della letteratura), e contagiato dalle "storie" racconta a sua volta la performance. In particolare sembra colpito dai "racconti che hanno bisogno di essere raccontati, dotati di una spinta vitale". E aggiunge: "Come quello di Vitaliano Ravagli di Imola, partito per il Laos con le brigate comuniste, personaggio reale che i Wu Ming hanno reso protagonista di Asce di guerra, il loro romanzo d'esordio. O come la tormentata saga della famiglia di ebrei spagnoli Mendez, della quale i cinque autori hanno voluto raccontare le vicende veneziane. O, ancora, come i fatti accaduti sull'isola di Anguilla nel 1967, la sommossa popolare scoperta per caso nel corso di una ricerca sull'anguilla, il viscido pesce che - guarda caso - raggiunge i Caraibi per la riproduzione. Tante storie, quindi, che non si esauriscono nel momento in cui sono raccontate, storie che devono essere, inevitabilmente, messe in circolazione, che appartengono a tutti".

WM1...siamo soddisfatti di come abbiamo gestito la trasferta a Mantova: abbiamo "marcato la nostra differenza" senza eccessivi disagi, evitando di partecipare alla fiera delle vanita' ma riuscendo comunque a dar senso alla nostra presenza, per mezzo delle storie che abbiamo raccontato, del volantino che abbiamo distribuito prima dell'evento, e grazie alle persone che abbiamo conosciuto. Fortunatamente, prima, durante e dopo la fiera siamo stati praticamente invisibili e indicibili dai cronisti culturali dei grandi giornali nazionali, sguinzagliati a caccia di gossip e stereotipi. Quel pochissimo che e' stato scritto sui giornali nazionali a proposito della nostra presenza a Mantova era roba parecchio grossolana e imprecisa. Disinformazione pura. All'inverso, quel poco di decente che e' stato scritto sulla nostra presenza a Mantova e' apparso su giornali locali. Un'altra conferma: spesso i giornalisti culturali dei piccoli quotidiani sono pi motivati a fare bene, e hanno meno briglie di cui tenere conto (a prescindere dalla linea politica della testata). La nostra partecipazione a Festivaletteratura 2002 ha confermato, se mai ve ne fosse ancora bisogno, il nostro essere outsider nell'industria culturale italiana. Davvero non potremmo essere altro perche'...
WM2 Premio per la domanda pi assurda che ci sia mai stata rivolta: "Wu Ming, con questa mania di non apparire, in una societa' basata proprio su quello, non rischiate di precludervi collaborazioni interessanti, ad esempio col cinema?" (Da quando in qua per scrivere una sceneggiatura, un soggetto, un dialogo e' necessario apparire da qualche parte?) "Ma s, penso ai Beatles, che facevano gli attori nei film musicati da loro stessi, questo a voi non sara' possibile, recitare in un film tratto da un vostro libro, interpretare i vostri stessi personaggi..." Wu Ming e' un collettivo di scrittori. Se poi uno vuole recitare, cazzi suoi, no?
WM1 ...al contrario, siamo stati visibili e comprensibili ai lettori, che hanno interagito con noi in diversi modi. Sia ben chiaro che, a differenza di certi propagandisti populisti, per "lettori" non intendiamo quella massa passiva che abbiamo visto blandire, addomesticare e irregimentare nel corso di vere e proprie cerimonie autoritarie, basate sul rapporto verticale e indiscutibile tra "artista" e "pubblico" (sorta di peronismo letterario, coi lettori ridotti a "blocco omogeneo" che si rispecchia nel grande Autore e si lascia sventolare insieme alla bandiera argentina). Chiamiamo "lettori" quanti, anche all'interno della fiera, cercavano temi e storie, non
<A HREF="antologiap111">></A>