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il sole. La sera ceniamo in pizzeria e andiamo a letto presto, che' abbiamo tutti bisogno di dormire.
Il giorno dopo: visione collettiva della partita dell'Italia, poi salutiamo tutti con baci e abbracci e prendiamo la strada di Alghero. Quella panoramica. La costiera. Non tenendo conto che Uno soffre il mal di macchina. Dopo quaranta chilometri di curve, raggiungiamo la cittadina, apriamo la portiera e Uno rotola fuori accasciandosi sul marciapiede davanti agli occhi attoniti del libraio Vittorio. Il tempo di posare i bagagli nella casa che ci ha gentilmente offerto e via, di nuovo on the road per raggiungere Sassari.
Alla presentazione ci sono una ventina di persone. Tre comincia a parlare, ma dopo qualche minuto viene colto da malore, si interrompe, si piega, chiede scusa, si alza e raggiunge un bagno dove puo' gettare la testa sotto l'acqua. Io e Uno raccogliamo il microfono, quasi fosse una bandiera, e andiamo avanti. Per fortuna dopo poco Tre ritorna ed e' come nuovo. Cos riusciamo ad arrivare in fondo anche questa volta. La discussione e' animata dalla presenza di tre ragazze che mettono in crisi la nostra visione del mondo. Sono nostre lettrici, ma anche sperticate ammiratrici di Baricco. I toni si scaldano, ma alla fine finisce a tarallucci (anzi pizza) e vino.
L'ultimo giorno in Sardegna lo passiamo a zonzo per Alghero, asfissiati dall'afa e assaliti da nugoli di moscerini. Dormiamo molto e la sera ci presentiamo puntuali all'ultima presentazione. Il pubblico non supera le dieci persone. E cio' nonostante tra quei dieci c'e' un giapster! Queste sono soddisfazioni. Un poeta algherese che scrive in catalano ci regala il suo libro. L'ultima cena si consuma al pub Giamaica (dove pero' cucinano ottimi spaghetti ai frutti di mare), poi a nanna.
Alle nove della mattina dopo siamo al porto di Olbia per imbarcarci. Questa volta ci tocca la Moby Fantasy (mmmmhhh), una bagnarola di cui siamo pressoche' gli unici passeggeri. Il marchese ci saluta dal molo sventolando un fazzoletto bianco con cui si asciuga anche le lacrime. Lo lasciamo l, certi di ritrovarlo alla prossima occasione.
Un sentito ringraziamento a tutti coloro senza i quali questo viaggio non sarebbe stato possibile o sarebbe stato molto meno lieto: Fabrizio, Giacomo, Francesco e tutti gli amici di Studenti a sinistra dell'Universita' di Cagliari; Massimo Carlotto; il signor Melis, bibliotecario del comune di Villacidro; Luciana, Paolo, Agostino, Matteo, Grazia, Giusy, Muschio e tutta l'associazione Verba voglio di Macomer; Vittorio della libreria Il labirinto di Sassari e Alghero, l'informale Baricco/Wu Ming Fan Club (!!!) di Sassari. Speriamo di rivedere tutti molto presto.

"Giap", n. 1, III serie, Una comunita' aperta, 10 giugno 2002.




I trucchi degli sciamani non funzionano pi Impressioni e inquietudini di Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Wu Ming 4
Mantova, 5 e 6 settembre 2002

Mantova, 5 settembre 2002. Non sono ancora le nove di sera, che un take d'agenzia racconta l'"esibizione a sorpresa" di Wu Ming, conclusasi da poco al Festivaletteratura. "Salgono sul palco senza presentarsi al pubblico, - racconta l'Ansa, - sorpreso da tanto mistero. Sono i Wu Ming. [...] Chi in camicia, chi in maglietta, a uno a uno prendono il centro del palco per raccontare le loro storie, "Sono Wu Ming 1", dice il primo, e comincia a parlare di un testo di fantascienza apparso nel 1978 sulla rivista "Robot", Poi Wu Ming 2, che parla di un'isola caraibica, e Wu Ming 3, che enuncia le caratteristiche che devono avere le storie: "Come l'evoluzione della specie di Darwin devono avere la caratteristica della variazione, dell'ereditarieta' e dell'adattamento". E Wu Ming 4 e Wu Ming 5". Il giornalista dell'Ansa chiude cogliendo la regia d'insieme dell'"esibizione": nota che a informare il pubblico "su chi siano quei cinque sul palco ci pensa un sesto personaggio che in sala si mette a distribuire volantini, su cui sta scritta la storia dei Wu Ming". La mattina dopo, altri dettagli nel servizio di "La Voce
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